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Claudio Risé

Anno edizione: 2007
Pagine: 220 p. , Brossura
  • EAN: 9788821559242
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Recensioni dei clienti

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    Anders McVeigh

    26/08/2015 12.58.19

    Libro di propaganda proibizionista (leggendolo sembra di tornare indietro di 90 anni, ai tempi di Harry Anslinger, quando si diceva che per una canna si poteva morire!). Chi volesse invece fare luce sull'argomento in maniera più "neutra" e oggettiva consiglio "Cannabis non solo fumo" di Bernardo Parrella. PS: se questo libro dicesse il giusto gente come me sarebbe già in manicomio o sotto terra!

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    carmela

    07/10/2009 23.25.55

    il problema secondo me è di una giusta informazione, è vero che non è mai morto nessuno è altrettanto vero che ci sono persono stimabili che ne fanno uso da tanti anni,come è vero che non cè nessuna prova che si può passare a droghe pesanti è anche vero che si può avere una vita normale è continuare ad essere responsabili verso la società:ma vi dico non diciamo non è una droga,perchè lo è;io conosco una famiglia di cui il marito si droga con droga pesante, lo fa con cosi tanta moderazione è consapevolezza che riesce ad avere una vita cosi detta normale avendo cura della sua famiglia è di tutto ciò che lo circonda, ma non possiamo negare è dire che è un soggetto normale con appieno delle sue capacità come la stessa cosa per chi fuma hashis diciamo pure che sì fuma perchè piace lo sballo è più veritiero;provate per un attimo a pensare di non fumare più,già il pensiero vi porta in uno stato di non accettazione è sè per caso decideste di non fumare bee il vostro comportamento comincia ad avere dei disturbi,quindi la giusta informazione,compresi gli effetti collaterali che può provocare è ipotetici fattori a rischio, bisogna considerarli;smagari questo può servire a incalliti fumatori di hashis di farne un uso moderato

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    emanuela

    04/02/2009 23.17.44

    interessante e completo.rompe l'ignoranza che ci circonda.la cannabis non è una droga leggera,e ritengo sia giusto venir a conoscenza di ciò che il suo utilizzo implichi.non banalizziamo...massima libertà di scelta,ma non nascondiamoci dietro falsi miti utilizzati forse per comodo.un libro esaustivo,consiglio la sua lettura anche agli scettici.

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    Luca

    24/01/2009 16.41.25

    Claudio Risè è uno dei tanti, che per ignoranza e, evidentemente per interessi, criminalizza una sostanza che da quando è comparsa, non ha mai causato vittime. Affermare che la marijuana non è una droga leggera equivale a sputare in faccia alla razionalità umana. Basti guardare la storia della canapa indiana, dei suoi percorsi, per capire le sue doti, anche curative oltre che essere un buon mezzo per la socializzazione, questa pianata straordinaria ha una lista lunghissima di doti terapeutiche, quali ansiolitico antidepressivo ecc. E' facile puntare il dito e dire "fa male" o "è pericolosa", soprattutto per chi, in vita sua, non l'ha mai provata.

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    Marco Negri

    03/10/2008 16.28.05

    Uno strumento interessante e chiarificatore che cerca di porre fine a un'era di disinformazione promossa da chi su certe sostanze ci specula e da chi proprio non riesce a farne a meno...

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    fox8

    25/04/2008 04.32.39

    ne sà soltanto parlare male, dimenticando di dire un sacco di cose vere lasciando comunque sia dati di dubbia validità, sembra scritto da un'autorità che crede di averci capito tutto, senza contare che è gente come questo scrittore che fà sì che ci sia il gusto del proibito, della trasgressione, il ricinto spinato nel gusto del rischio, i ragazzini fanno i grandi con gli amici perché hanno i pezzetti di fumo in mano, se comprassero le sigarette nessuno gli darebbe importanza, stessa cosa se la cannabis venisse legalizzata, non ci sarebbe più gusto di fare i dritti, ci sarebbe una netta diminuzione dei consumatori, sicuro, "dimentica" di dire che la maria è l'unica pianta in grado di salvare il mondo, con la canapa già dagli anni 30 ci facevano la ford T una macchina con gomme di canapa, gran parte della carrozzeria di canapa molto più resistente dell'acciaio, andava a etanolo di canapa, non inquinava, ci si può fare delle vesti ignifughe più resistenti di qualsiasi jeans, ci si cura un sacco di malattie, i semi sono commestibili, ma tutte queste notazioni non passano nemmeno nell'anticamera del cervello dell'autore.

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    koalabradipo

    25/11/2007 13.55.55

    è un insieme di falsità e menzogne, di dati travisati per valorizzare ipotesi altrimenti prive di fondamento. Tutti sanno che di canapa non è mai morto nessuno al contrario delle altre droghe legali quali alcool e tabacco. Poi stranamente si dimentica di citare tutti gli usi alternativi della pianta canapa: dall'alimentazione, al combustibile, alla tessitura fino agli usi terapeutici. Usi terapeutici scientificamnete dimostrabili che hanno tra i suoi sostenitori anche il prof.Veronesi, non un risè qualunque...

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    redazione

    03/06/2007 13.56.04

    La cannabis non è una droga leggera. Al contrario è una sostanza psicoattiva molto pericolosa che determina gravi disturbi mentali e fisici nei suoi consumatori, e soprattutto negli adolescenti presso i quali l’uso diventa sempre più precoce: dipendenza, tumori, psicosi, schizofrenia, indebolimento del sistema immunitario, distruzione di cellule neuronali, riduzione delle capacità cognitive, progressione verso l’uso di altre droghe. È quanto sostiene Claudio Risé nel suo ultimo libro “Cannabis” sulla scorta di una aggiornata e ampia documentazione scientifica (curata da Antonello Vanni e costituita da oltre 70 pagine di note, bibliografia, relazioni sulle tossicodipendenze al Parlamento italiano, report mondiali dell’Onu, dell’Osservatorio sulle droghe dell’UE, ricerche di tossicologi e neuroscienziati, documenti e sitografie di pronta consultazione). Un argomento estremamente attuale e preoccupante, trattato in modo completo, in un volume dedicato a genitori, educatori e insegnanti. Nel volume è presente un opuscolo estraibile che può essere utilizzato nelle scuole, aggregazioni giovanili e famiglie per dare finalmente un’informazione chiara su una droga che sta minando il futuro di intere generazioni e della nostra comunità.

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