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Emilio Salgari

Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: XXI-588 p. , Brossura
  • EAN: 9788811368823

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    Vale

    17/09/2015 08.56.37

    Se avessi deciso di leggere questi due libri dalla trama riportata non li avrei mai avvicinati. La trama sembra quella di uno dei mille romanzi rosa che circolano, uno più pietoso dell'altro. Ma ho deciso di fidarmi di ciò che sapevo di Salgari, avendo letto anche altri suoi libri: Salgari non scrive romanzi rosa, scrive splendide avventure, forse con uno stile un po' datato visto che i suoi libri hanno almeno un secolo, ma sempre appassionanti. E così è anche per questi due libri. Capitan Tempesta è la storia di una donna forte e coraggiosa che combatte per salvare il suo compagno prigioniero dei turchi ma il nemico non è certo il Leone di Damasco, fiore all'occhiello dell'armata musulmana. I due si scontrano in un duello e da lì nasce una solida amicizia. Quello che succederà poi sono un susseguirsi di battaglie, fughe, abbordaggi, intrighi, tradimenti, colpi di scena e chi più ne ha più ne metta. Una vera e propria avventura, con personaggi molto intensi, soprattutto quelli femminili, altro che un romanzetto confettato. Il Leone di Damasco mi è piaciuto di meno: è concentrato soprattutto sugli assedi, è un po' ripetitivo e soprattutto compaiono poco sia Capitan Tempesta che la sua antagonista Haradja. Tuttavia è un valido prosieguo e conclusione di Capitan Tempesta. Fa riflettere che a un certo punto del Leone di Damasco viene detto - "Avanti con le nostre scimitarre e le nostre galere!" era il grido che usciva da milioni di petti di fanatici, sempre pronti a morire per Maometto -. Sembra la situazione odierna anche se il libro è stato scritto un secolo fa e parla di eventi avvenuti nel 1500. Il conflitto tra Europa e Islam è sempre acceso ma a differenza di allora, i governanti di oggi hanno dimenticato come si combatte il fanatismo. Non certo con delle chiacchiere, ma rispondendo colpo su colpo come hanno fatto i nostri antenati, che si rivolterebbero nella tomba davanti alle politiche imbelli di oggi.

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