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Editore: Rizzoli
Collana: Scala stranieri
Anno edizione: 2014
Pagine: 892 p., Rilegato
  • EAN: 9788817072380
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Premio Pulitzer 2014
Basta tenerlo tra le mani per cogliere la prima fondamentale componente di questo libro: è una lettura imponente, quasi 900 pagine. Se a questo aggiungiamo che l’autrice ha impiegato circa dieci anni per scriverlo, così come era successo per i suoi due romanzi precedenti Dio di illusioni e Il piccolo amico, allora si comprende il motivo per cui questo romanzo, Il cardellino, sia nato come un successo annunciato.
Tra le sue pagine scorre la storia della letteratura americana, buona parte della storia dell’arte europea, la frantumazione della società contemporanea e un leggero filo dorato capace di tenere insieme ciascuna di queste grandi tematiche. Come un’ossessione. Il protagonista della storia e voce narrante di tutto il romanzo è Theodor Decker, un adolescente di Manhattan tremendamente intelligente e conseguentemente vessato dai compagni di scuola, molto legato a sua madre, una donna colta e solitaria, e scontroso nei confronti del padre, un ex attore di Broadway, alcolizzato e assente. È durante una visita alla mostra dedicata all’arte fiamminga che la vita di Theo vene completamente stravolta. Il ragazzo e sua madre stanno ammirando Il cardellino capolavoro del pittore olandese Carel Fabritius, morto giovane nell’esplosione di una fabbrica di polvere da sparo a Delft nel 1654, quando un ordigno fa saltare in aria l’intero padiglione del museo. Sua madre non sopravviverà, e neanche una trentina di visitatori che si trovano in prossimità dell’esplosione. Ma lui e Il cardellino, quel piccolo prezioso dipinto su tavola che racchiude in poche pennellate i chiaroscuri dei maestri fiamminghi e il senso di precarietà delle loro nature morte, ne usciranno illesi.
È l’inizio di un’avventura incredibile. Seguiremo Theo durante i primi mesi a New York, solo senza famiglia, ospite nella ricca casa di un suo compagno di scuola, e poi lo ritroveremo quasi catapultato in una realtà a lui completamente avulsa, a Las Vegas, insieme a suo padre, o a quel che ne resta, e alla sua nuova compagna, Xandra, barista al Casinò, spacciatrice di coca e anfetamine. È nelle strade deserte di Las Vegas che il romanzo di formazione che abbiamo letto nella prima parte, ambientato tra Park Avenue e Down Town, si trasforma in un romanzo on the road della Beat Generation. Tra sbronze, fughe, furti, sballo e stordimenti, Theo conoscerà uno dei suoi più grandi amici, Boris, in parte russo in parte polacco, cosmopolita, figlio di un minatore, che gli farà scoprire il lato più oscuro della vita e di se stesso. Sarà ancora una volta a causa un incidente che Theo, dopo due anni, ormai quindicenne, tornerà a New York e andrà a bussare ancora una volta alla porta del suo amico Hobie, il gigante buono, l’antiquario del Village, da cui era già stato salvato una volta, subito dopo l’esplosione.
Il legame tra Hobie, Il cardellino e Theo lo scoprirete immergendovi nella lettura di questo intrigante romanzo. Un libro che si legge ossessivamente fino alle ultime pagine in cui, in una Amsterdam decadente, l’azione e il thriller prendono il posto del racconto di formazione. Un romanzo poderoso, complesso, scritto magistralmente e capace di trasformarsi sotto i nostri occhi, proprio come un capolavoro dell’arte fiamminga che rivela parti di sé in base al punto di osservazione. La voce narrante di questo libro seduce, ci commuove e ci ferisce, è una di quelle voci che continuerà a parlarci anche dopo che avremo letto l’ultima pagina.

Recensioni dei clienti

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    francesca

    20/06/2017 17.21.13

    storia intrigante, commovente, realistica. Scrittura magistrale, dettagliata nelle descrizioni, pulita ed emozionante

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    Annarita

    21/02/2016 22.51.50

    Non so quali siano i criteri sulla base dei quali assegnano il Pulitzer in ogni caso non ritengo che questo libro sia un capolavoro. La prima parte è interessante se non addirittura intrigante (fatta eccezione per qualche riflessione di Theodore bambino a mio parere poco credibile), ma dal momento in cui inizia la narrazione del periodo di vita a Las Vegas sembra che l'autrice si smarrisca nell'esaltazione delle pulsioni distruttive di due ragazzini feriti e già perduti. Forse se Donna Tartt avesse risparmiato al lettore un bel po' di pagine e non avesse avuto la pretesa di infilare nel romanzo troppe peripezie il libro avrebbe avuto maggiore equilibrio e credibilità. Avrebbe potuto essere un bel libro di formazione: la storia di un bambino travolto dal dramma della morte improvvisa e violenta della mamma, un bambino che si aggrappa disperatamente ed ostinatamente all'ultima esperienza che ha condiviso con lei, la visione di un piccolo e prezioso quadro, "Il cardellino", e ne fa la propria coperta di Linus, l'ancora di salvezza dalle proprie pulsioni autodistruttive. Belle anche alcune delle riflessioni finali. Peccato.

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    teresa

    03/01/2016 08.29.27

    Il Cardellino è una specie di bildungsroman, un romanzo di formazione, ma presenta elementi di racconto d'azione e mystery. Non mi ha convinta. La prima parte del romanzo è scritta davvero bene. Poi però lo stile si annacqua e l'autrice si dilunga in particolari delle avventure di Theo (il protagonista) & Friends che risultano poco interessanti e in alcuni punti davvero poco credibili. 900 pagine sono eccessive.

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    ago

    27/12/2015 15.09.44

    Un "mattone" sublime! Mai noioso, mai scontato: coinvolge, anzi, travolge in tutta la sua storia.

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    lauretta

    29/11/2015 19.30.11

    In bilico tra cruda realtà e visioni oniriche, malinconia, paranoia, esaltazione chimica, solitudine, morte, il tutto ci viene raccontato direttamente all'anima, con un'intimità a volte anche troppo intensa, che fa male. Questa, a mio parere, la capacità della Tartt: riuscire a far colare direttamente nel nostro profondo tutte queste 900 pagine, come fossero liquido caldo, denso, vischioso, ma che alla fine è acido che corrode. Struggente, stupefacente, superbo.

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    bianca

    24/10/2015 19.30.58

    Sconsigliatissimo! Poteva essere leggibile se fosse stato scritto in 300 pagine. Un suggerimento all'autrice: "leggere i libri di Ólafsdóttir Audur Ava, storie interessanti, scritte bene, brevi e senza una parola superflua!"

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    lodina73

    20/10/2015 15.49.08

    Veramente noioso, pretestuoso e presuntuoso. non sono riuscita a finirlo sebbene sia arrivata oltre pagina 600.... direi proprio che non me la sento di consigliarlo a nessuno.

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    Gianni F.

    19/10/2015 22.19.40

    Uno di quei romanzi per cui ti sforzi giorno opo giorno, di ritagliarti un po'fi tempo, per riprenderne la lettura, e che alla fine ti spiace chiudere. Scritto magistralmente, a tratti commovente, ironico,incalzante, dialoghi in stile cinematografico, personaggi stupendi e perfettamente caratterizzati, una Manhattan di cui ti senti parte. Un libro bellissimo da super consigliare!

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    Antonella

    15/10/2015 09.04.59

    Un libro di formazione, complesso, molto lungo, forse eccessivamente lungo, tuttavia ricco di particolari che ci fanno includere in una vita, la vita di Theo, le sue debolezze, la sua somiglianza a quel padre che ha tanto rifiutato, le sue amicizie, le sue disgrazie, le sue solitudini. Una vita emozionante, frutto della fervida fantasia di Donna Tartt, nella quale però ogni invenzione è un simbolo, al quale prestare, con calma, molta attenzione. Una vita, quella di Theo, molto drogata, volutamente sconvolta dagli eventi e dalle sostanze stupefacenti. Il cardellino mi è piaciuto, mi ha conquistato il suo inno all'arte e la sua morale nascosta, ma mi ha tenuta molto impegnata, forse troppo; mi ha arricchito, ma va letto in un momento in cui si ha il tempo e la possibilità per dedicarvi la giusta concentrazione: il rischio in caso contrario è di perdersi qualcosa nel suo significare e certamente questo è accaduto a me.

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    Patrizia

    30/09/2015 12.48.40

    Semplicemente la noia, parole ripetute descrivendo azioni in maniera logorroica, senza alcuna vera sostanza. Qualche bella pagina, qualche bel concetto...ma non credo di avere mai impiegato dei mesi a finire un libro, oltretutto pesantissimo in tutti i sensi. Alla fine ti rimane solo la gioia di avercela fatta e una simpatia irrefrenabile per il quadro ed il relativo cardellino. Che sia questo lo scopo del libro???

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    Marcello

    30/08/2015 08.24.18

    Diversamente da tanti commenti entusiasti questo inutilmente ponderoso romanzo mi ha spesso annoiato. Distruzione,amicizia , amore,morte ,resurrezione si inseguono continuamente , il desiderio di annichilimento e speranza di futuro giocano come burrattini sulle vite di Boris e di Theo amici nel fondo del barile e nella ricerca di riemergere. Interessante, talora coinvolgente ma questo va e vieni fra thriller e romanzo esistenziale alla lunga stanca. Qualche bella pagina ma poco più

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    Edda

    17/08/2015 12.13.33

    Sono perfettamente d'accordo con il giudizio di chi critica il libro: questo non è un romanzo ma un delirio di parole.

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    Angela

    12/08/2015 13.39.11

    Ho letto il libro fino a metà con grande fatica, non sono riuscita ad andare oltre. Mi chiedo....chi ha premiato con il Pulitzer 2014 questo libro lo ha letto veramente fino in fondo (892 pagine). Ripetitivo fino all'esasperazione, sembra di ascoltare un logorroico che ti racconta una storia.

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    serena

    07/08/2015 23.41.24

    Fino quasi alla fine ho letto il libro reltivamente in poco tempo non riuscivo a staccarmene,poi ho incominciato a sentire ansia per il dispiegamento della vita di Theo. La tematica di per sè non è nuova ma il modo in cui viene sviscerata con i drammi , la lotta, il buio della vita , sono altamente devastanti. Il cardellino va letto con la dovuta lentezza per essere intrisi dalla scrittura dell'autrice. perchè i romanzi d'oggi non sono più scritti come una volta.Con le sue 900 pag fa paura ,è massiccio. perchè siamo abituati ormai a divorare libri, opere corte o semi lunghe . Questo invece fa ri - innamorare il lettore alla lettura-

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    Chiara Sav

    04/08/2015 13.05.37

    Nonostante sia un po' lungo e a tratti superfluo, l'ho trovato molto bello, interessante, intrigante, coinvolgente. Consigliato a chi desidera trascorrere alcuni giorni in compagnia di un amico.

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    WHY

    02/08/2015 12.35.03

    Un bel libro. L'unica pecca è il finale che è lento e noiosino. Ma su quasi 900 pagine gli si può anche concedere qualche difetto.

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    Olga

    28/07/2015 16.48.48

    Per quanto mi riguarda credo che questo libro possa dar luogo a due stati d'animo: o ti piace o non ti piace:a me è entrato dentro l'anima, talmente ricco di dettagli e di sensazioni da darti l'illusione di vivere insieme a Theo tutti i suoi drammi e le sue emozioni. Ricco nelle descrizioni e di una profondità infinita...insomma un altro di quei libri che ti dispiace finire!

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    Michela

    17/07/2015 12.37.19

    Il libro decolla dopo circa seicento pagine. Superato quello scoglio diventa finalmente avvincente. Bisognerebbe dire a qualche scrittore che non è necessario che un'opera sia momumentale per essere visibile. Il Pulitzer è stato vinto dal "Buio oltre la siepe" e da "Olive Kitteridge" che arrivano al cuore pur essendo molto, molto più brevi. Non penso che "Il cardellino" sia al loro livello.

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    ELIO 1949

    09/06/2015 10.09.43

    Non ci siamo. Lungo fino all'assurdo, ricco di particolari del tutto insignificanti, scrittura quasi sempre piatta che solo in poche pagine si riscatta. La grande letteratura americana è altra cosa. Da romanzo di formazione, "il Cardellino" diventa una sorta di viaggio allucinato tra eccessi di vario tipo e avvenimenti del tutto improbabili. Ho divorato le prime pagine (ricordo recensioni che ne parlavano come "il libro più bello dell'anno") per finire in una noia un pò incredula e stupita. Peccato.

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    Camelot

    20/05/2015 21.23.12

    Il soggetto è interessante, ma il libro è molto noioso, con digressioni inutili. Mi sono pentita di averlo cominciato.

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