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Il cardellino

Donna Tartt

Editore: Rizzoli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 893 p., Brossura
  • EAN: 9788817081580
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Recensioni dei clienti

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    francesca

    20/06/2017 17.21.13

    storia intrigante, commovente, realistica. Scrittura magistrale, dettagliata nelle descrizioni, pulita ed emozionante

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    ste

    01/09/2016 14.36.29

    All'inizio era partito così bene! Una storia fondatissima, piena di emozioni, un crescendo di sentimenti e di nuove avventure di questo "povero" ragazzino, benché in qualche punto poteva risultare un pochino prolisso... Intorno a pagina 600, mentre leggi cominci a pensare "Mah....". Cose assurde! Disavventure e personaggi forzati, vicende che non hanno il minimo senso. Un vero peccato, perché le premesse c'erano tutte..

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    Cristiana

    24/07/2016 23.15.10

    Prima delle ultime 20 pagine avrei dato un giudizio leggermente migliore; si tratta di un moderno romanzo d'avventura, semplice e lontano dai miei gusti: la lettura tempo perso, ma tempo di svago e si lasciava leggere nonostante la mole. Ma poi le ultime venti pagine mi hanno fatto cambiare idea, il libro è diventato pretenzioso ed è scaduto davvero nel banale. Concludendo se lo scopo di leggerlo non è l'intrattenimento a "peso", lasciate perdere questo libro. Strano che sia un premio Pulitzer e ancor più strano che mi sia stato consigliato.

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    marta

    05/05/2016 17.38.57

    Un libro di una certa mole e di una certa importanza. La scrittura della Tartt e' sicuramente magistrale, e alcune pagine le ho letteralmente divorate. Non do' il massimo dei voti tuttavia, perhe' ho trovato che le problematiche affrontate( dipendenza da droga, alcool ecc) siano di una certa durezza, a volte eccessiva, e mi lasciano alla fine piu' tristezza che emozione.

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    patrizia b.

    28/03/2016 15.35.30

    Molto bello, un po' lungo e non sempre facile, ma l'ho letto senza fermarmi un momento (se non per dividere in due l'edizione in brossura per leggerlo a letto). Il Pulitzer del 2015 non vale altrettanto.

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    nanni

    12/03/2016 12.19.29

    Un libro sicuramente importante, scritto con impegno da un'autrice colta e impegnata. Il mio giudizio personale tuttavia non è positivo, in quanto non mi sono piaciuti i personaggi, reali forse, almeno nella prima parte, tuttavia irritanti. Alcune sbavature come le descrizioni accuratissime che fa Theo da giovanissimo, le dissertazioni filosofiche che non sono riuscito a capire, una prolissità che mi è parsa esagerata. Anche il finale non mi è piaciuto molto, poco raccontato a dimostrare che il libro si compiaceva più del piacere della rappresentazione filosofica che della trama, che diventa solo l'espediente per realizzarsi nel piacere dello scrivere dell'autrice. E' certamente più accessibile a chi voglia impegnarsi in una profonda riflessione piuttosto che per coloro che cercano un piacere più immediato rappresentato da una storia semplice e magari intricata.

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    Annarita

    21/02/2016 22.51.50

    Non so quali siano i criteri sulla base dei quali assegnano il Pulitzer in ogni caso non ritengo che questo libro sia un capolavoro. La prima parte è interessante se non addirittura intrigante (fatta eccezione per qualche riflessione di Theodore bambino a mio parere poco credibile), ma dal momento in cui inizia la narrazione del periodo di vita a Las Vegas sembra che l'autrice si smarrisca nell'esaltazione delle pulsioni distruttive di due ragazzini feriti e già perduti. Forse se Donna Tartt avesse risparmiato al lettore un bel po' di pagine e non avesse avuto la pretesa di infilare nel romanzo troppe peripezie il libro avrebbe avuto maggiore equilibrio e credibilità. Avrebbe potuto essere un bel libro di formazione: la storia di un bambino travolto dal dramma della morte improvvisa e violenta della mamma, un bambino che si aggrappa disperatamente ed ostinatamente all'ultima esperienza che ha condiviso con lei, la visione di un piccolo e prezioso quadro, "Il cardellino", e ne fa la propria coperta di Linus, l'ancora di salvezza dalle proprie pulsioni autodistruttive. Belle anche alcune delle riflessioni finali. Peccato.

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    Arianna

    11/02/2016 21.41.21

    Sicuramente lo ricorderò!! Io che dimentico presto titoli o nomi dei protagonisti sono certa che ricorderò questo libro ! Lo consiglio perché: è scritto molto bene ; perché dopo averlo finito dopo quelle oltre 900 pagine mi mancava , davvero!! Certo , alcune parti potevano essere obiettivamente ridotte e molti scrittori da questo libro ne ricaverebbero almeno 3, magari a puntate , ma la maestria descrittiva ti fa divorare il libro. Un libro particolare , a volte doloroso, duro, per le vicissitudini del protagonista. Non mi è piaciuta forse tantissimo la II parte con tanti personaggi forse poco credibili e la conclusione forse riassunta troppo a quel punto .. Fammi contenta dai dopo 900 pagine !! e raccontamela bene .!! Probabilmente non lo rileggerò ma leggero' altro della Tartt

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    Luigi

    04/02/2016 18.51.32

    Se non fosse per l'unicita' del personaggio intorno a cui si muove la storia ,si direbbe che si tratta di 2/3 romanzi così'diversi ,non solo per il contenuto ma per lo stile della scrittura ( un romanzo di formazione nel 1º terzo, un romanzo "on the road" nel 2º terzo, un thriller e una conclusione filosofica nel finale).Tale commistione di stili farebbe pensare ad almeno due scrittori. La lettura risulta interessante e piacevole, tranne che per alcune parti noiose e prolisse ,la cui mancanza non avrebbe pregiudicato l'interesse globale per la storia. Alcuni concetti sull'Arte e in generale sulle opere d'arte e alcune deduzioni filosofiche di vita vissuta,tradiscono lo spessore culturale dell'Autrice e rendono l'opera consigliabile a lettori che non si arrendono facilmente e che possono apprezzare il piacere della lettura di un'opera che sembra aver richiesto 10 anni per la sua completa scrittura..

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    Roberto

    03/01/2016 14.11.32

    Storia assurda e insopportabile, personaggi assurdi e insopportabili, dialogi assurdi e insopportabile; in pratica un libro assurdo e insopportabile. Vale la famosa frase di Fantozzi sulla corazzata Kotiomkin!!!

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    teresa

    03/01/2016 08.29.27

    Il Cardellino è una specie di bildungsroman, un romanzo di formazione, ma presenta elementi di racconto d'azione e mystery. Non mi ha convinta. La prima parte del romanzo è scritta davvero bene. Poi però lo stile si annacqua e l'autrice si dilunga in particolari delle avventure di Theo (il protagonista) & Friends che risultano poco interessanti e in alcuni punti davvero poco credibili. 900 pagine sono eccessive.

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    ago

    27/12/2015 15.09.44

    Un "mattone" sublime! Mai noioso, mai scontato: coinvolge, anzi, travolge in tutta la sua storia.

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    lauretta

    29/11/2015 19.30.11

    In bilico tra cruda realtà e visioni oniriche, malinconia, paranoia, esaltazione chimica, solitudine, morte, il tutto ci viene raccontato direttamente all'anima, con un'intimità a volte anche troppo intensa, che fa male. Questa, a mio parere, la capacità della Tartt: riuscire a far colare direttamente nel nostro profondo tutte queste 900 pagine, come fossero liquido caldo, denso, vischioso, ma che alla fine è acido che corrode. Struggente, stupefacente, superbo.

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    Il libraio di Mantova

    17/11/2015 10.41.57

    Dopo 10 anni l'autrice americana torna con un romanzo stupefacente e ipnotico. Premio Pulitzer 2014. Interamente ricostruito sul flashback della vita di Theo che,ormai adulto,racconta la sua storia evidenziando gli eventi traumatici che gli hanno cambiato la vita.

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    bianca

    24/10/2015 19.30.58

    Sconsigliatissimo! Poteva essere leggibile se fosse stato scritto in 300 pagine. Un suggerimento all'autrice: "leggere i libri di Ólafsdóttir Audur Ava, storie interessanti, scritte bene, brevi e senza una parola superflua!"

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    lodina73

    20/10/2015 15.49.08

    Veramente noioso, pretestuoso e presuntuoso. non sono riuscita a finirlo sebbene sia arrivata oltre pagina 600.... direi proprio che non me la sento di consigliarlo a nessuno.

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    Gianni F.

    19/10/2015 22.19.40

    Uno di quei romanzi per cui ti sforzi giorno opo giorno, di ritagliarti un po'fi tempo, per riprenderne la lettura, e che alla fine ti spiace chiudere. Scritto magistralmente, a tratti commovente, ironico,incalzante, dialoghi in stile cinematografico, personaggi stupendi e perfettamente caratterizzati, una Manhattan di cui ti senti parte. Un libro bellissimo da super consigliare!

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    Antonella

    15/10/2015 09.04.59

    Un libro di formazione, complesso, molto lungo, forse eccessivamente lungo, tuttavia ricco di particolari che ci fanno includere in una vita, la vita di Theo, le sue debolezze, la sua somiglianza a quel padre che ha tanto rifiutato, le sue amicizie, le sue disgrazie, le sue solitudini. Una vita emozionante, frutto della fervida fantasia di Donna Tartt, nella quale però ogni invenzione è un simbolo, al quale prestare, con calma, molta attenzione. Una vita, quella di Theo, molto drogata, volutamente sconvolta dagli eventi e dalle sostanze stupefacenti. Il cardellino mi è piaciuto, mi ha conquistato il suo inno all'arte e la sua morale nascosta, ma mi ha tenuta molto impegnata, forse troppo; mi ha arricchito, ma va letto in un momento in cui si ha il tempo e la possibilità per dedicarvi la giusta concentrazione: il rischio in caso contrario è di perdersi qualcosa nel suo significare e certamente questo è accaduto a me.

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    Patrizia

    30/09/2015 12.48.40

    Semplicemente la noia, parole ripetute descrivendo azioni in maniera logorroica, senza alcuna vera sostanza. Qualche bella pagina, qualche bel concetto...ma non credo di avere mai impiegato dei mesi a finire un libro, oltretutto pesantissimo in tutti i sensi. Alla fine ti rimane solo la gioia di avercela fatta e una simpatia irrefrenabile per il quadro ed il relativo cardellino. Che sia questo lo scopo del libro???

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    Marcello

    30/08/2015 08.24.18

    Diversamente da tanti commenti entusiasti questo inutilmente ponderoso romanzo mi ha spesso annoiato. Distruzione,amicizia , amore,morte ,resurrezione si inseguono continuamente , il desiderio di annichilimento e speranza di futuro giocano come burrattini sulle vite di Boris e di Theo amici nel fondo del barile e nella ricerca di riemergere. Interessante, talora coinvolgente ma questo va e vieni fra thriller e romanzo esistenziale alla lunga stanca. Qualche bella pagina ma poco più

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