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Carnefici - Pino Aprile - copertina
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Descrizione

"Io so. So tutti i nomi e so tutti i fatti di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove". È il cuore di un celeberrimo atto d'accusa di Pier Paolo Pasolini pubblicato sul "Corriere della Sera". Anche Pino Aprile sa. Sa tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero "meridionali". Lo ha appreso con stupore e sgomento, e lo ha raccontato in un libro spartiacque, "Terroni", che ha aperto una breccia irreparabile sulla facciata del trionfalismo nazionalistico. Se mancavano ancora prove, ora le ha trovate tutte, al termine di un'incalzante e drammatica ricerca durata cinque anni. E sono le prove di un genocidio. Perché è questo l'ordine di grandezza che emerge dall'incrocio dei risultati dei censimenti disposti dai Savoia (nel 1861 e nel 1871) e dei dati delle anagrafi borboniche: un genocidio. Centinaia di migliaia di persone scomparse è la cifra della strage di italiani del Sud compiuta per unificare l'Italia. Si scopre, così, di come venivano rasi al suolo paesi interi, saccheggiate le case, bruciati vivi i superstiti. Si apprende come avvenivano i rastrellamenti degli abitanti di interi villaggi, e li si sottoponeva a marce forzate di decine di chilometri, e a torture. Ci si imbatte in fucilazioni a tappeto di centinaia di persone. L'Italia "liberata" è stata nella realtà dei fatti un immenso Arcipelago Gulag, di cui ora si può ricostruire la mappa e l'organizzazione: deportazioni, campi di concentramento, epidemie.
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Dettagli

2016
3 maggio 2016
465 p., Rilegato
9788856632569
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Indice


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Questo libro

I. Cos'è genocidio. Perché lo fu
II. Chi conta, come conta
III. Chi la racconta, come la racconta
IV. Il sospetto e il terrore
V. E chi non vuole la nostra libertà, in galera
VI. Scardinare un popolo dalla sua storia, perché non si senta più tale...
VII. ...e sradicarlo, anche dalla sua terra
VIII. Troppe teste, bastano le braccia. Di chi resta
IX. La rivoluzione diffusa, e un po' forestiera...
X. La bandiera sbagliata
XI. La strage nascosta: la Sicilia
XII. Le tribù (e le statistiche) perdute
XIII. Quei morti di nessuno
XIV. Un paese equo, o un paese nostro

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giuseppe
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Dopo più di un secolo di retorica risorgimentale, adesso è il momento della retorica antirisorgimentale, con la differenza che quest' ultima è molto più sgradevole e si dimostra refrattaria a qualsiasi seria, documentata ed obiettiva ricerca storica. Ma. a distanza di oltre 150 anni, non sarebbe opportuno che la storia la scrivessero gli storici e non gli improvvisatori?

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Michele Bettini
Recensioni: 3/5

Che il Sud ha subito una grande e storica ingiustizia dall'Unità d'Italia è vero. Tuttavia in tutti i luoghi del mondo sono avvenuti fatti del genere. Quei 70.000 morti e poi 15 milioni di emigrati (le mie cifre non sono in difetto e forse lo sono in eccesso) sono in proporzione ad altre regioni del mondo ben poca cosa. La nostra rivoluzione, chiamata Risorgimento, ha fatto meno danni che altrove. E' falso affermare, come fece Nitti, che il Brigantaggio è stato un fenomeno unicamente italiano.

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West
Recensioni: 2/5

La storia agli storici. Con tutte le revisioni, riletture e ripensamenti, ma con scientificità ed equilibrio. Anche in questo libro, con tutti i suoi pregi, l'autore manca di vero equilibrio e pecca di sottile faziosità.

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Pino Aprile

Pino Aprile è uno scrittore italiano. Giornalista e scrittore, pugliese residente ai Castelli Romani, è stato vicedirettore di «Oggi» e direttore di «Gente». Per la Tv ha lavorato con Sergio Zavoli all’inchiesta a puntate Viaggio nel Sud e al settimanale del Tg1, Tv7. È autore di diversi saggi, tra cui Il trionfo dell’apparenza (2007), Elogio dell’imbecille (2010), Elogio dell’errore (2011), tutti pubblicati da Piemme. Terroni, uscito nel 2010 e diventato un vero e proprio caso editoriale, e il successivo Giù al Sud (2012), hanno fatto di Aprile il giornalista «meridionalista» più seguito in Italia. Gli sono valsi molti premi, tra cui il Premio Carlo Levi nel 2010, il Rhegium Julii nello...

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