La casa in collina - Cesare Pavese - copertina

La casa in collina

Cesare Pavese

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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 172 p., Brossura
  • EAN: 9788806193706

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La storia di una solitudine individuale di fronte all'impegno civile e storico; la contraddizione da risolvere tra vita in campagna e vita in città, nel caos della guerra; il superamento dell'egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta e gliene chiede ragione. "Ora che ho visto cos'è la guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: "E dei caduti che facciamo? Perché sono morti?" Io non saprei cosa rispondere. Non adesso almeno. Né mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero". La grande intuizione delle ultime pagine de "La casa in collina" sarà ripresa e portata alle estreme conseguenze artistiche e morali nell'altro grande libro di Cesare Pavese, "La luna e i falò".
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    paolo

    21/07/2013 14:41:12

    Anche quando si cimenta con la cronaca, meglio, con la storia, la scrittura di questo nostro grande autore (e spiacciono certe umiliazioni inflittegli da commentatori in vena di cattiveria) rimane unica nella sua continua ricerca, nel suo sperimentalismo incessante che mescola italiano e dialetto, che aggiunge il necessario e toglie l'inutile. A tal punto è scoperto questo uso quasi scentifico del linguaggio da far sorgere talvolta (ma solo qua e là) il sospetto di letterarietà. Come detto, pur con la grande storia sullo sfondo, scopo dell'autore rimane quello di raccontare prima di tutto le debolezze dell'uomo Pavese: la paura di morire, ma anche quella di trovarsi a vivere una vita disutile, solitaria e vile, fatta di fuga e di ricerca di una felicità impossibile. E mentre la Sua Langa è dilaniata dalla guerra civile che costringe a classificare anche i morti in buoni e cattivi, guardare con nostalgia dolorosa a quella Casa in collina diventa un modo tutto intimo per voltare lo sguardo altrove.

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    Filippo Nox

    07/07/2013 18:50:39

    Un libro che ti lascia con una sensazione di profonda tristezza, pensando alle sofferenze patite durante la guerra.

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    Luciano Stolfi

    15/02/2010 18:58:48

    In "La casa in collina" Cesare Pavese sceglie di cimentarsi anche lui con la lotta partigiana, ma lo fa in un modo un pochino defilato, ponendosi quasi ai margini. Corrado, il protagonista, è, infatti, un intellettuale che, nel vivo della lotta, sceglie di rifugiarsi in una sua casa in collina e di ascoltare da quel rifugio i colpi di quella lotta. Corrado non fugge e non cerca di affossare la lotta partigiana: egli interiormente vive la lotta, si pone domande, cerca di capoire le ragioni di quello che sta succedendo. Soltanto decide di non prendere il fucile: un intellettuale tormentato, come lo era Cesare Pavese.

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    OskarSchell

    07/05/2009 10:18:18

    Carino!

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    andreab

    21/01/2009 17:18:47

    Un capolavoro; (anche se non il capolavoro di pavese), qualcosa di immenso, per come è scritto, per come è sussurrato, per come paesaggi e personaggi sono pennellati. Perchè scrivere un libro non è solo raccontare una storia ma farle prendere forma tramite un uso artistico della lingua. Per amelia (che un po' superficialmente da' i voti come se si trattasse dell'ultimo romanzo di Ken Follett) : è vero, il personaggio di Corrado è scialbo, insignificante (vigliacco?), ma non possiamo giudicare i romanzi in base ai personaggi, ma in base a come essi sono rappresentati e quanto di umano vi è in essi. Corrado è l'uomo nella sua tragica dimensione banale , l'uomo di inazione. L'uomo col mal di vivere...l'uomo (Pavese) che poi si ritirerà dalla vita suicidandosi.

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    carlo72

    12/12/2008 00:23:56

    Un rapido e preciso squarcio sui fatti ormai storici che hanno dilaniato la coscienza civica italiana al termine della seconda guerra mondiale. La storia raccontata dal punto di vista delle persone più semplici. Potrebbe capitare a te, a me. La vicenda del protagonista sembra un pretesto e forse manca di fascino, ma colpisce con immagini sempre molto forti nonostante l'apparente "banalità" delle azioni.

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    anna

    08/09/2007 19:03:50

    Molto bello, soprattutto nella parte finale..

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    BraveHeart

    26/07/2007 13:47:54

    In poche pagine c'è tutto il travaglio umano che un uomo, per nulla eroe, deve affrontare e che l'arrivo inaspettato della guerra, ormai finita, amplifica in maniera spropositata. Un uomo con un carattere duro a volte impossibile ma con una fragilità da renderlo a volte più indifeso del ragazzino Corrado. Un gran bel libro.

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    amalia

    02/07/2006 19:16:14

    A parer mio questo libro è veramente deprimente.sicuramente coloro che amano pavese mi assalteranno; ma le condizioni di corrado sono veramente deprimenti. un uomo, un vigliacco. troppo pensante e di difficile lettura a tratti, per via delle ripetute riflessioni interne che sembrano direttamente dell'autore e non del personaggio. angosciante e per niente soddisfacente.

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    love

    12/06/2006 19:49:11

    pavese è un genio letterario..il romanzo è molto profondo anche se scritto in maniera semplice..illustra molti aspetti della guerra che la nostra generazione di ora non conosce con una sensibilità artistica e letteraria colta e caratteristica di un autore raro e ormai quasi inesistente..purtroppo!

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    nunzio

    06/06/2006 23:52:03

    non mi è piacuto.... il messaggio che lancia l'autore è profondo ma il romanzo in sè non decolla mai.

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  • Cesare Pavese Cover

    Studia a Torino dove si laurea con una tesi su Walter Withman. Sin dagli anni Venti legge i maggiori autori americani e inizia a tradurre le loro opere. Fra il 1935 e il 1936, per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà viene arrestato, processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro. Tornato a Torino inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi nel 1934 per la realizzazione della rivista «La Cultura», che dirige a partire dal terzo numero. Nel 1945-46 dirige la sede romana della medesima casa editrice. Ha svolto un ruolo fondamentale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. Dopo la Liberazione, si iscriv al partito Comunista. Seguono anni di lavoro molto intenso, in cui pubblica le sue... Approfondisci
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