Editore: Castelvecchi
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 30 giugno 2015
Pagine: 190 p., Brossura
  • EAN: 9788869441486
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Descrizione
Undici personaggi e una giornata che inizia come le altre, tra le ansie del quotidiano, i contrasti in famiglia, i sogni perduti e la ruota del tempo che gira inesorabile. Ma la spirale di queste vite, precarie quanto la società che le soffoca, sta per ricevere una scossa drammatica e imprevista. Come in un ideale gioco dell'oca, tutti i protagonisti si troveranno a intrecciare i loro percorsi nello stesso luogo, un centro commerciale di periferia dove una bomba si prepara a esplodere. È questa la "casella numero 58", la più sfortunata, dove l'immagine di uno scheletro riporta le pedine al punto di partenza. Bilanciando ironia e riflessione esistenziale, Luigi Bartalini mette a nudo la fragilità dell'uomo contemporaneo e racconta il nichilismo e la solitudine della nostra epoca. Nel gioco inesorabile dell'esistenza, proprio la distruzione può aprire inaspettati squarci di speranza: una catarsi e un azzeramento per cominciare da capo e costruire una vita migliore.

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    Alfredo Carosella

    14/06/2015 12:27:28

    Leggendo "Casella numero 58" si partecipa al Gioco dell'oca, metafora della vita. La casella n. 58 è quella dello scheletro (o della morte), che costringe il giocatore a ricominciare dal via. Non si muore ma si riparte avendo una nuova possibilità: fare un percorso differente rispetto al precedente. Si può ancora vincere. Il romanzo è diviso in 5 sezioni, altrettante caselle "speciali" del gioco. La prima è la 19, la Locanda ("L'osteria del tempo perduto"), poi c'è la 31, il Pozzo (dell'errore grave). La 42, "il Labirinto della scelta del cammino", la 52 "L'arca scrigno della vita futura". Infine la 58. Manca la 63, quella del traguardo, forse per lasciare un finale aperto. La partita viene giocata da 11 personaggi: l'esodato, l'attore fallito, la dipendente del fast food, la segretaria, la commessa, l'insegnante, il sindacalista, l'onorevole corrotto, l'imprenditore per bene, il responsabile risorse umane e l'imprenditore disonesto. La tavola da gioco è un centro commerciale e, in particolare un fast-food che - lo apprendiamo dalle prime righe - è esploso. C'è anche una clessidra che scandisce il tempo di gioco,i minuti che scorrono fino alla fine. Nella seconda casella ritroviamo le pedine nello stesso ordine del capitolo precedente e iniziano le prime relazioni tra i partecipanti. Tra loro si possono distinguere due tipi di precari: quelli consapevoli di essere tali (l' esodato, la commessa) e quelli che invece non avvertono la propria condizione, la caducità della vita. Che vivono con arroganza, sentendosi invincibili, e che solo di fronte a un evento eccezionale, a volte prendono coscienza della precarietà della vita. Nella terza casella la mente va a "The Trouman Show": viviamo tutti in un gigantesco Gioco dell'Oca? Siamo etero diretti? Nella quarta si chiarisce qual è la posta in palio: il tempo, il futuro. "Ho perso i migliori anni della mia vita. Hai detto che le emozioni sono sopravvalutate ma sono tutto quello che abbiamo" (Youth, P. Sorrentino)

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