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In 16, cm 10 x 17, pp. DXXXVIII. Brossura muta editoriale. Raro catologo che testimonia quello che puo' essere sicuramente definito il periodo di maggior fulgore della stamperia remondiniana. Giuseppe II (1745 - 1811) seppe dare '...straordinario impulso soprattutto alla calcografia, - estese le relazioni fino alla Spagna, ebbero allora smercio grandissimo immagini di santi che quantunque triviali tornavano a casa cambiate in oro - . Egli divenuto conte e legato da strette relazioni d'amicizia e d'affari al patriziato veneziano e alla nobilta' veneta, tese a modificare i caratteri generali dell'azienda, affiancando ai tradizionali prodotti di ampia diffusione, generi piu' fini...'. Egli aveva rilevato l'azienda, sorta nella meta' del XVII secolo, da Giuseppe I (1672 - 1742) e da Giambattista (1713 - 1773) che furono '...solidi mercanti, dalle forti personalita', impegnati soprattutto nello sviluppo delle imprese di famiglia...'. Dopo Giuseppe II, la stamperia si avvio' verso un inesorabile declino gestito dal Conte Francesco (1777 - 1820) e dalla figlia Teresa Gioseffa (1817 - 1873). All'epoca della stampa di questo catalogo, i Remondini potevano contare su ben 4 cartiere e impiegavano almeno 32 torchi calcografici, 4 per le carte decorate, 18 torchi tipografici e una fonderia di caratteri. Negli anni '80 del settecento, secondo quanto affermato da J. De Lalande, sulla base di notizie riferitegli da G.B. Verci e dallo stesso Giuseppe, si potevano contare piu' di 1000 operai dei quali quasi cento erano addetti alla miniatura delle stampe mentre 15 svolgevano l'attivita' di incisori a bulino e all'acquaforte. Sicuramente questo, tra i tanti cataloghi pubblicati a partire dalla meta' del XVIII secolo, rappresenta uno dei piu' cospicui per numero di pagine (538) e presenta migliaia di titoli con prezzi e descrizioni in italiano, sia antichi che moderni suddivisi per ordine alfabetico e, loro volta, suddivisi tra opere in latino e in italiano. Al confronto con catalogh
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