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Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 428 p. , Brossura
  • EAN: 9788806209759

“Durante le mie ricerche sul Medioevo”, - spiega Fred Vargas – “mi sono imbattuta nella leggenda della ‘Schiera furiosa’, un gruppo di cavalieri spettrali che di tanto in tanto tornava in terra per punire con la morte i responsabili di delitti mai scoperti e quindi impuniti. Questi mostri che combattono a modo loro l'ingiustizia mi sono sembrati subito un ottimo punto di partenza per un romanzo noir”.

Ecco spiegato il motivo per cui il commissario Adamsberg, il personaggio forse più noto della giallista francese, sia costretto ancora una volta a lasciare la sua Parigi per un’ambientazione leggermente più gotica, la Normandia. Non che ne avesse tanta voglia, ne siamo certi. Il commissario sognatore è, insieme a Maigret, a Montalbano e a pochi altri, uno di quei commissari che si ritrovano in mezzo alle azioni senza avere nessun ruolo veramente propulsivo nella vicenda. Lui preferisce passeggiare e meditare, in attesa dell’intuizione che lo condurrà alla verità. Una fiducia ben riposta, non c’è che dire, dal momento che proprio le numerose inchieste di Adamsberg hanno portato alla ribalta internazionale i romanzi di Fred Vargas.
Per comprendere il segreto di un successo giunto tardivamente - il primo romanzo pubblicato in Italia nel 2000 Io sono il tenebroso arriva dopo che l’autrice ha già pubblicato in Francia altri sette romanzi – è sicuramente il passaparola dei lettori, che hanno trovato nello stile elegante della sua scrittura, nel suo modo di canzonare i suoi personaggi senza prenderli - e prendersi - troppo sul serio e nella sua abilità di intrecciare trame a volte complicatissime, la chiave vincente. Quelli di Fred Vargas in effetti sono romanzi noir un po’ alternativi, sia che si tratti della sua prima serie, quella che ha per protagonisti tre giovani storici, sia che si tratti delle inchieste di Adamsberg, quelli che solitamente vengono considerati i canoni tipici del genere vengono puntualmente sovvertiti.
Con uno stile particolarissimo, anche per via della tendenza a inglobare nella narrazione uno stuolo di personaggi vivacissimi e reali, dalla poliziotta bulimica al poeta, dallo zoologo al genio incompreso, Fred Vargas ci trascina ancora una volta in una trama poliziesca ai limiti della verosimiglianza, attraverso una spericolata incursione nel mondo delle leggende medioevali.
A distanza di tre anni dall’ultimo romanzo, Un luogo incerto, un giallo che virava nelle atmosfere horror grazie all’ingresso in scena di un vampiro serbo, Fred Vargas ritorna nei boschi della Normandia, già scenario di Nei boschi eterni, dove spettri e armate tenebrose sono pronte a sconvolgere la vita tranquilla degli abitanti del luogo. È proprio una di loro, una vecchia villica scontrosa, come nella migliore tradizione francese, a interpellare Jean-Baptiste Adamsberg, diventato ormai leggendario anche tra la gente dei boschi normanni, per portarlo sulle tracce dell’armata furiosa, La cavalcata dei morti.
Difficile credere che una vecchia leggenda popolare, quella di un esercito di morti che trova e rapisce le anime impunite di chi si è macchiato di atroci delitti, abbia qualcosa a che vedere con un omicidio molto concreto e terreno, come quello di un vecchio magnate della finanza e dell’industria che viene trovato morto nella sua auto. Eppure sarà una brillante intuizione di Adamsberg a farci trovare il bandolo della matassa e a collegare due casi che apparentemente non hanno nulla in comune. Alta finanza e leggende medioevali… che sia una questione di credulità?

Recensioni dei clienti

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    manzoroma

    10/07/2016 12.59.37

    Se descrivessi la mia stanza al buio farei meglio. Autrice oltremodo sopravvalutata.

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    Cooper

    16/09/2015 18.22.54

    Fred Vargas in grande spolvero. Trama molto interessante, la vicenda è ambientata in luoghi quasi magici. Il commissario Adamsberg è sicuramente uno dei personaggi piu simpatici della letteratura moderna . Giudizio piu che positivo.

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    Marcello

    06/04/2015 15.45.03

    Oggi ho finito questo libro ,sinceramente mi aspettavo di più viste le recensioni precedenti, non mi è piaciuto particolarmente, non è da buttare ma la storia è lenta e non mi ha entusiasmAto! inizia bene poi si perde! finale scialbo e scontato!

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    Lee66

    08/03/2015 23.42.53

    Due elementi: per prima cosa ho sempre pensato che arrivando a metá di un libro, specialmente se trattasi di un giallo, sarei stato quasi sicuramente coinvolto dalla storia; in questo caso devo dire che ha metá non solo avrei voluto non finire il libro, ma mi stupivo anche della pesantezza della storia e della noia infinita. Secondo elemento: ho letti altri libri di Vargas molto interessanti ma questo l'avrei evitato di sicuro.... Conclusione: libro brutto e pesante. Peccato...

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    ilaria

    17/07/2014 11.29.55

    non avevo mai sentito parlare di questa leggenda, non la conoscevo, e quindi la storia mi ha intrigato fin da subito. Avevo qualche dubbio all'inizio perchè non sono molti gli scrittori francesi che riesco a giudicare "leggibili", ma mi sono subito ricreduta; la lettura è davvero scorrevole e, oltre alla leggenda, anche il giallo è molto intrigante, con un tocco classico. mi hanno stupito i personaggi: molto bizzarri! Consigliato!

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    Oblomov71

    29/11/2012 12.53.59

    Scrive sempre bene la Vargas, pur nel suo discontinuo (ma prolifico) percorso creativo e editoriale. Dipana con arguzia la sua trama giallo pastello, la insaporisce di spezie medievaleggianti e si diverte un mondo a sdrammatizzare con la leggerezza di Adamsberg e con dialoghi, personaggi e situazioni surreali. Qui la ricetta funziona bene. Molto piacevole.

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    Luca

    25/09/2012 14.15.14

    È l'ultimo scritto della Vargas e si vede, i personaggi del 15/o arrondissement sono maturati e si sono abituati alle, ben poco ortodosse, tecniche di indagine di Adamsberg. La trama è solida e ben costruita fino al finale. Ottimo libro. Da leggere

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    roberta

    28/08/2012 22.05.13

    Ho letto questo romanzo attirata dalla fama dell'autrice, ma ne sono rimasta molto delusa. Raramente un giallo mi ha annoiata a tal punto, delle atmosfere gotiche tanto evocate nella quarta di copertina neanche l'ombra, stucchevole la storia del piccione. Non male solo la soluzione, ma non più sorprendente di tante altre. Temo sia un'autrice che fa un po' "moda", consiglio a tutti i suoi fan di leggersi un bel romanzo di maestre del giallo come Agatha Christie, P.D James o Elizabeh George.

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    Crem

    28/08/2012 17.48.38

    Primo libro della Vargas che leggo, è molto scorrevole e la storia è più che dignitosa. Difficile non affezionarsi al commissario e alla sua truppa. Leggerò anche gli altri.

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    roberto

    01/05/2012 11.21.37

    considerando che la vargas è una garanzia, con questa uscita ha veramente superato se' stessa. intrigante, divertente, mai scontato( come è lo stile intelligente della vargas). imperdibile

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    Adriana

    26/03/2012 11.35.36

    Arrivata al settimo capitolo della serie Adamsberg, mi sento di eleggerla come la migliore fra gli investigativi contemporanei (nordici, spagnoli, greci e britannici compresi). Nell'attesa del prossimo capitolo, spero di trarre la stessa soddisfazione dagli evangelisti.

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    grif

    20/03/2012 13.39.28

    I classici ingredienti del noir ci sono tutti: il commissario di polizia, una serie di omicidi e in più delle strane leggende che circolano in Normandia; i personaggi sono ben tratteggiati e la lettura piacevole.

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    marcostraz

    08/03/2012 16.24.27

    Direi un buon libro, non un capolavoro, ma una lettura molto piacevole, scorrevole, scritto bene e con una buona storia...qualche tocco di umorismo un pò surreale di troppo secondo me, ma nel complesso un libro molto gradevole...

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    Silvia Trucco

    27/02/2012 16.43.14

    Bellissimo romanzo, sia per i riferimenti storici sia per il profilo psicologico dei personaggi, delineati, come sempre, con magistrale ironia. Mi sono un po'mancati la Rettancourt, il gatto e gli altri personaggi del distretto parigino.

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    Giovanni Pilone

    26/01/2012 13.08.00

    La lettura è scorrevole, la trama ha una tinta di mistero che strizza l'occhio a mode contemporanee. Non si può dire che è avvincente ma più che altro è la storia dei suoi caratteristici personaggi ai quali ci si affeziona, che rende interessante il libro.

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    Chiara Savorgnan

    26/01/2012 10.19.13

    Bellissimo, coinvolgente, intelligente, fine, denso, ricco e scritto con grande maestria. Fred si è superata, questa volta!!!!!

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    Fabrizio

    17/01/2012 20.25.01

    E' stato il mio primo libro della Vargas che mi è stato regalato. L'ho letto in pochi giorni. Veramente ottimo! Una volta letto invoglia ad acquistare tutti gli altri titoli che hanno come protagonista l'ispettore Adamsberg!

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    m

    20/12/2011 23.32.05

    Come sempre con la Vargas siamo ad altissimi livelli.

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    Michele

    16/11/2011 17.25.25

    Non conoscevo l'autrice (è il suo primo libro che leggo) ma ne ero incuriosito. Mi sono lasciato conquistare dalla presentazione e dai numerosi commenti positivi degli altri lettori. Bel libro, non c'è che dire, scritto in maniera scorrevole e dalla trama avvincente. A mio avviso, finale tutt'altro che scontato. Darei il massimo dei voti se non fosse per quella sconsiderata e politicamente schierata difesa dell'autrice nel caso Battisti.

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    Maurizio

    14/11/2011 09.42.09

    Bel romanzo. Ne più ne meno di quello che mi aspettavo..e questo per me oggi è già qualcosa. Gran bella accozzaglia di personalità all'anticrimine di Parigi e Adamsberg non ne è il più rappresentativo. Confesso che è piacevole ritrovarli tutti insieme al lavoro. Forse ne manca una sola? Il mio personaggio preferito? Il gatto pigro e pasciuto, sulla fotocopiatrice?ormai una star. Comunque, la Vargas riesce ancora una volta a scrivere un poliziesco partendo dall'interno dei personaggi, usando le loro debolezze come chiave risolutiva dell'enigma, e l'assassino non sta mai troppo lontano. E se per rileggere un suo nuovo all'altezza bisognerà aspettare anni, beh?si prenda pure tutto il tempo che ci vorrà.

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