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La cavalcata selvaggia - Carlo Grande - copertina
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Descrizione

Un'avventura di umano coraggio all'interno di una cornice naturale e selvaggia. Il protagonista, Pribaz, è un pilota da guerra italiano fatto prigioniero dalle truppe britanniche durante la Seconda guerra mondiale e deportato in un campo di prigionia ai piedi dell'Himalaya. Costretto a far fronte alla durezza di un'esistenza che pare ormai senza scopo, giunto allo stremo delle forze dopo un fallito tentativo di fuga, Pribaz rinnega il fascismo e ottiene il permesso di compiere escursioni con i compagni di prigionia. Compirà una lunga marcia verso il lago Tso Moriri attraverso una terra popolata da pastori, orsi e carovane. Una marcia che sancirà il suo riscatto.
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Dettagli

2004
264 p., Brossura
9788879286770

Valutazioni e recensioni

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Stefano Alfonso
Recensioni: 5/5

Libro intenso ed appassionante, a tratti poetico. Pribaz è l'incarnazione della speranza, del "non mollare", del corraggio e del rispetto per la vita. Nel libro Pribaz si trova ad essere un protagonista pensante, dettando ritmi e donando atmosfere. Atmosfere che acquisiscono forma ed immagine grazie alle accurate descrizioni. Da leggere e rileggere.

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Maria Fiorenza Verde
Recensioni: 5/5

“La cavalcata selvaggia” ha permesso di approfondire con i miei allievi contenuti storici ben documentati, presentati in un contesto di letteratura scritta e visualizzata con elementi d'alta poesia. Così alcuni commenti dei giovani lettori: -“..coinvolgente intreccio di sentimenti umani, emozioni e poesia..”-“..ci ricorda che la vita è preziosa e non bisogna mai abbandonare la speranza..”-“..l’eroismo non è l’atto singolo della persona, ma è condivisione del dolore quotidiano con i compagni..”-“..tutto ciò ne fa un romanzo di guerra e prigionia particolarmente raro..”- Il dramma di Gaspare Pribaz, uomo sensibile e coraggioso, vittima e complice di un destino che l’aveva già prescelto, rappresenta per lettori, d'ogni formazione ed età, motivo di riflessione su valori irrinunciabili, quali il rispetto per la vita, la libertà e la pace.

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mat
Recensioni: 4/5

un libro intenso, che ti spinge dove i tuoi pensieri non immaginerebbero... e cioè nei pensieri di un uomo che, in quanto prigioniero, diviene un numero, una nullità, ma che poi recupera il suo io e si libera. il destino però è atroce.

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La recensione di IBS

Mario Rigoni Stern su "La cavalcata selvaggia", giugno 2004.
"Negli anni del dopoguerra un amico padovano che nel 1941, in Nord Africa, era stato fatto prigioniero dagli inglesi, mi raccontava della sua lunga prigionia nei campi dell'India. Erano stati davvero lunghi quegli anni, molto di più dei miei venti mesi nel lager; anche perché nei casi della vita il tempo non ha i valori del calendario.
Mi raccontava del deserto libico, di marce, di sete, del viaggio nella stiva di una vecchia nave nel caldo dell'equatore. Anche delle montagne altissime e bianche che vedeva tra i reticolati dopo il passaggio dei monsoni. Quei monti sognati, per valli misteriose li raggiunse nella primavera del 1945.
Ora che non c'è più questi racconti me li riporta il libro di Carlo Grande: La cavalcata selvaggia. Ho ritrovato quel loro tempo, il tempo dei nostri prigionieri lontani un mondo da casa, con le loro delusioni, le povere speranze, i dubbi. E l'oblio anche, quell'oblio nella sofferenza non straziante che i monsoni impastavano nell'anima con il fango e l'umidità, che solo un fugace sorriso di donna o il compassionevole sguardo di un vecchio indiano poteva attenuare.
Ma anche le montagne, le montagne immense e lontane, bianche. Un sogno di libertà che, finita la guerra con l'esplosione delle due atomiche sul Giappone, i prigionieri italiani, a piccoli gruppi, raggiunsero camminando per l'ignoto.
Il sogno della libertà, di Ulisse. Un libro da leggere, oggi, anche per capire la condizione umana."

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