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Dave Eggers

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
Pagine: 391 p. , Brossura
  • EAN: 9788804643708
  Tutto è scintillante e impeccabile al Cerchio, azienda che monopolizza il mercato tecnologico e digitale di un'America futuristica ma non troppo. Ma è proprio questa ostentata perfezione che rende il futuro descritto nel penultimo romanzo di Dave Eggers agghiacciante. Scrittore da sempre engagé e sensibile a tematiche sociali, con Il Cerchio Eggers volge l'attenzione verso il fenomeno della digitalizzazione e i suoi aspetti più controversi: la sorveglianza globale, i monopoli tecnologici, una socialità perlopiù apparente. La narrazione si apre con il primo giorno di lavoro di Mae Holland, ventiquattrenne fresca di laurea, nella società dei suoi sogni in California, il Cerchio appunto. Il campus, con i suoi palazzi di vetro immersi nel verde, le piscine, i cinema, i minigolf, le cascate e gli anfiteatri, è una versione iperbolica delle sedi delle tante aziende hi-tech che popolano la Silicon Valley. Il Cerchio è una società giovane che in poco meno di sei anni è riuscita ad assorbire Facebook, Twitter e Google e a creare una piattaforma per la gestione unificata dei nostri vari profili social, account di posta elettronica e metodi di pagamento. Al vertice troviamo tre personaggi simbolo di altrettante distinte anime americane: Ty, la giovane mente creativa che tanto ricorda Mark Zuckerberg; Bailey, il volto pubblico dell'azienda, tipico midwestern sornione e divertente, collezionista di quegli oggetti ormai obsoleti che sono i libri; e Stenton, lo spregiudicato amministratore delegato sempre pronto a trarre profitto dalle numerose innovazioni tecnologiche che si susseguiranno rapidamente in un delirio di utopistica onniscienza. Ben presto, infatti, la libertà individuale verrà sacrificata in nome del progresso tecnologico e la privacy diventerà furto, come dirà Mae in uno slogan di orwelliana memoria. Nel dipanarsi della storia, il lettore dovrà abbandonare la speranza di incontrare un qualsiasi tipo di levatura intellettuale, né in Mae né negli altri circler. La loro caratterizzazione è appena abbozzata, il loro agire è come assopito, e in maniera quasi automatizzata (o de-umanizzata, se vogliamo) lavorano a ritmi incessanti, perché "tutto quello che succede deve essere conosciuto". Se la narrazione è didascalica, anche i dettagli tecnologici dei nuovi prodotti sono approssimativi, nebulosi. Ne Il Cerchio non c'è spazio per una riflessione profonda, né per una presa di coscienza da parte di Mae, la quale diventa ambasciatrice di un vero e proprio incubo totalitario. E se questa superficialità è ciò che non consente al lettore di entrare veramente nel mondo narrativo de Il Cerchio, è anche ciò che permette a Eggers di creare un senso di straniamento verso un mondo digitale in cui siamo tutti sempre più immersi. Eggers è guidato da un unico intento comunicativo: mettere il lettore in guardia verso un uso acritico di internet e dei social media; uso che potrebbe renderci tutti più instupiditi, come Mae Holland. La componente etica del romanzo ne esce quindi indubbiamente vincitrice: Eggers si interroga, e fa interrogare il lettore, sulla nostra concezione di umanità nell'era digitale. In un crescendo di isteria social, Mae sarà sempre più connessa e avrà un seguito digitale sempre più ampio, ma sarà anche sempre più sola. Unica voce fuori dal coro è Mercer, ex fidanzato di Mae che resta nel paese natale dell'entroterra californiano per produrre artigianalmente lampadari. A lui viene affidata la domanda centrale del libro: è ancora possibile comunicare direttamente, senza il filtro di strumenti che creano un'identità inevitabilmente distorta e frammentata? Ed è in questa necessità di una comunicazione più profonda, comunicazione che nel romanzo viene in tutti i modi negata, che in ultima analisi si coglie il fulcro della critica al "totalitarismo cibernetico" di internet (come è stato definito da Jaron Lanier, pioniere della realtà virtuale). Famoso per i suoi numerosi esperimenti paratestuali, Eggers si fa ancora una volta ambasciatore di un mezzo la cui fine è già stata annunciata più volte dall'avvento del digitale. Perché tra i vari, più o meno espliciti, substrati metaforici de Il Cerchio, c'è anche quello della scomparsa del libro. Attraverso la domanda di Mercer, Eggers sembra infatti ammiccare a un altro scrittore americano che ha più volte espresso scetticismo nei confronti dei nuovi media, Jonathan Franzen, il quale in una recente intervista sul "Guardian" si chiede: "Se la parola scritta è il luogo dove avviene una comunicazione più profonda, cosa succede se questo luogo scompare?" Il Cerchio sembra volerci fornire una risposta, e non è rassicurante.   Virginia Pignagnoli

Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Emanuele

    26/08/2016 17.01.27

    Un mondo costantemente connesso, dove la privacy rischia di scomparire per sempre (considerata alla stregua di un reato) e la vita non è tale se non hai "followers", se non "tagghi" e non "posti". E' questo il tema de IL CERCHIO, un bel mix tra le inquietanti immagini di film come The Social Network, Gattaca e The Truman Show, senza dimenticare l'influenza dell'immortale romanzo di George Orwell, 1984. Davvero consigliato. Buona l'edizione italiana, nonostante qualche macchinosità nella traduzione, che rimane comunque di buon livello, considerata una certa complessità dell'opera.

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    Cristina

    27/02/2016 19.18.59

    peccato per la pessima traduzione: povera e spesso scorretta, a volte addirittura sgrammaticata

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    Paola

    10/01/2016 19.14.54

    Ciò che descrive Eggers è la realtà, nessuna esagerazione. Sta accadendo tutto quello che viene descritto nel libro. Non è catastrofismo. Abbassiamo un po' i numeri, rimane il progetto dei grandi network mediatici (a cui i governi mondiali fanno riferimento continuo) di controllare le nostre opinioni, di trasformare in reputazione tutto ciò che siamo e pensiamo. Se ci sei conti, se non ci sei scompari. Il libro è scritto bene, ha ritmo, non contiene giudizi, è scritto all'interno del cerchio in modo acritico, cinico, freddo. Condivisione è prendersi cura. E' la frase che più mi ha colpita. Dopo "Erano solo ragazzi in cammino" una conferma della capacità di scrittura di Eggers.

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    Piero

    07/09/2015 10.24.49

    Il libro merita la lettura solo per l'idea alla base della storia. La prosa è piatta, dialoghi irrealistici e descrizioni superficiali. I personaggi sono odiosi e di poco spessore, le loro azioni sono dettate da necessità di trama e non da loro caratteristiche intrinseche, facendo risultare il tutto un po' finto e comunque poco credibile.

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    Mirko

    10/08/2015 09.32.16

    Inquietante e spaventoso, Eggers ci regala un romanzo, tra realtà e finzione che delinea un futuro agghiacciante, in cui la tecnologizzazione arriva a pervadere ogni aspetto della vita, sino al punto da cancellare ogni concezione possibile del "privato". Un libro assolutamente da leggere, forse con alcune esagerazioni, forse con una ambigua costruzione della protagonista (la spietata, cinica e folle Mae), ma che non annoia mai e che offre al lettore (al netto degli aspetti esasperati) buoni spunti di riflessione.

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    Filippo

    15/05/2015 18.21.11

    Un libro affascinante e opprimente. Analisi lungimirante della deriva della comunicazione digitale nel nostro tempo, e dell'esiziale connessione tra gli squali del capitalismo e le utopie libertarie della West Coast. Eccessi narrativi, ma perfettamente coerenti con lo scenario cupo disegnato dall'autore: la società in cui cancellare immagini o video diffamatori equivale a uccidere un bambino in fasce.

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    lorenzo bagnasco

    19/03/2015 12.42.09

    Da leggere assolutamente. Un giallo. Una previsione sul futuro. Importante per la nostra vita.

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    Lomax

    29/01/2015 15.48.34

    Volutamente esagerato (anche se meno efficace del solito), il buon Eggers fotografa "l'ansia di condivisione" che anima questi nostri tempi moderni, lasciando al lettore ogni giudizio. Buona la prosa, come sempre (d'altronde il Nostro è scrittore di razza), attuale il messaggio ma, a mio giudizio, siamo 1000 Km lontani da Orwell.

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    Ale

    12/01/2015 11.04.43

    Il libro raggiunge il suo scopo: fa riflettere su una possibile deriva (lontana ma non troppo) legata all'uso della tecnologia e dei social network; tiene alta l'attenzione del lettore con una trama ben costruita e uno stile essenziale. Sicuramente c'è qualche eccesso poco credibile, ma credo sia funzionale al racconto e al messaggio. Nel complesso decisamente un buon romanzo.

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    Alessandro

    30/12/2014 15.04.19

    compratelo e divoratelo. Bella l'idea e l'argomento trattato. Io sono un divoratore di Palahniuk, Welsh e del buon vecchio Buk, quindi apparentemente questo libro nn dovrebbe rientrare nei miei gusti, invece mi é piaciuto molto e lo consiglio vivamente. É una specie di "grande fratello" adattato ai nostri gg. Ciá.

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    roberto

    10/12/2014 14.54.00

    L'azienda descritta nel libro e' una terrificante miscela di Facebook Google all'ennesima potenza. Peccato che, come spesso accade per chi vuole assolutamente presentare un problema schierandosi chiaramente pro o contro (in questo caso contro), si arrivi ad esagerare i toni all'eccesso, rischiando addirittura di non essere credibili. Personaggi e situazioni troppo caricate fanno prendere questo libro come una delle tante distopie fantascentifiche mentre la miscela di social network big data ha un potenziale di rischio che ha e sta producendo, giustificatamente, molte analisi serie.

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    enrico.s

    05/12/2014 17.09.44

    Più angosciante di Orwell; più inquietante di Huxley; più opprimente di Kundera... Il futuro digitale preconizzato da Eggers mette i brividi... il pugno di ferro del politicamente corretto nel guanto di velluto dei social network, tanto inclusivi da prendersi l'anima dei suoi utilizzatori, svuotati come gusci di noce e ridotti a credere che "La privacy è un furto". Libro da leggere e meditare se ce n'è uno. Regalatelo, prestatelo, fatelo circolare, sperando serva da contravveleno alla possibile, se non probabile, deriva tecnologica che aspetta dietro l'angolo.

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