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Il cerchio - Dave Eggers - copertina
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Il cerchio Dave Eggers
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"Questo non è un romanzo sul potere di Google sulle nostre vite, ma su quello che rimane delle nostre vite nell'era di Google".

Mae Holland crede di aver fatto il colpo della vita quando viene assunta al Cerchio, la più influente azienda nella gestione di informazioni web (un incrocio tra Facebook e Google). Il Cerchio si occupa di intrecciare tra loro i dati provenienti dalle mail, i social network, i conti bancari, in una società dove la trasparenza è sempre più una parola d'ordine a discapito della privacy. Inizialmente Mae è eccitata da tutto quanto riguarda il suo nuovo lavoro: gli open space avvenieristici, le palestre e le piscine distruibuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, le feste organizzate e le gare sportive, i club e perfino un acquario con rarissimi pesci tropicali... Mae continua a considerarsi fortunata anche quando la vita al di fuori del Cerchio non è più altro che un miraggio lontano, anche quando un ex collega la incontra per farla riflettere su qualche operazione di cui le sfuggiva il senso, anche quando la sua stessa vita inizia a diventare sempre più pubblica, trasparente al mondo esterno. Presto quella che sembrava la storia delle idealiste ambizioni di una donna, diventa una storia di suspense, un'interrogazione a tutto campo sulle questioni della memoria, della privacy, della democrazia e dei limiti (valicabili o meno) per la conoscenza umana.
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Dettagli

2014
4 novembre 2014
391 p., Brossura
9788804643708

Valutazioni e recensioni

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Sergio
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Per chi non riesce ad immaginare cosa implica la perdita di privacy

Surreale, utopico ma verosimile, sembra una versione aggiornata di "1984" di George Orwell. Una lettura indicata per chi sottovaluta i problemi connessi alla perdita di privacy. Stile letterario perfetto per la realtà prospettata. Finale deludente, senza fantasia né speranza. Il libro merita, ma non è all'altezza dell'opera di Orwell.

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T244156
Recensioni: 3/5

Libro dalla trama piuttosto avvincente, ma praticamente 2/3 del libro sono episodi monotoni che si seguono all'andare di ogni giorno. Ha un linguaggio tra il semplice e il sofisticato, piuttosto chiaro ed ha un significato molto profondo nella comunità di oggi, che dice, o almeno penso io, non è tanto il problema la tecnologia, ma l'ignoranza dell'umano medio, e di questo ne sono molto d'accordo.

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S.COLE
Recensioni: 3/5

L'idea di portare il lettore a soffermarsi sulla questione della privacy non è di certo una novità. La tematica sul sottile equilibrio tra pubblico e privato viene aggiornata e portata a livello dei social media. Resta che Mae Holland altro non è che la versione moderna di Truman Burbank e Il Cerchio il suo triste e discutibile Truman Show. Resta tutto sommato un buon libro con un finale che dovrebbe effettivamente far riflettere.

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Voce della critica

  Tutto è scintillante e impeccabile al Cerchio, azienda che monopolizza il mercato tecnologico e digitale di un'America futuristica ma non troppo. Ma è proprio questa ostentata perfezione che rende il futuro descritto nel penultimo romanzo di Dave Eggers agghiacciante. Scrittore da sempre engagé e sensibile a tematiche sociali, con Il Cerchio Eggers volge l'attenzione verso il fenomeno della digitalizzazione e i suoi aspetti più controversi: la sorveglianza globale, i monopoli tecnologici, una socialità perlopiù apparente. La narrazione si apre con il primo giorno di lavoro di Mae Holland, ventiquattrenne fresca di laurea, nella società dei suoi sogni in California, il Cerchio appunto. Il campus, con i suoi palazzi di vetro immersi nel verde, le piscine, i cinema, i minigolf, le cascate e gli anfiteatri, è una versione iperbolica delle sedi delle tante aziende hi-tech che popolano la Silicon Valley. Il Cerchio è una società giovane che in poco meno di sei anni è riuscita ad assorbire Facebook, Twitter e Google e a creare una piattaforma per la gestione unificata dei nostri vari profili social, account di posta elettronica e metodi di pagamento. Al vertice troviamo tre personaggi simbolo di altrettante distinte anime americane: Ty, la giovane mente creativa che tanto ricorda Mark Zuckerberg; Bailey, il volto pubblico dell'azienda, tipico midwestern sornione e divertente, collezionista di quegli oggetti ormai obsoleti che sono i libri; e Stenton, lo spregiudicato amministratore delegato sempre pronto a trarre profitto dalle numerose innovazioni tecnologiche che si susseguiranno rapidamente in un delirio di utopistica onniscienza. Ben presto, infatti, la libertà individuale verrà sacrificata in nome del progresso tecnologico e la privacy diventerà furto, come dirà Mae in uno slogan di orwelliana memoria. Nel dipanarsi della storia, il lettore dovrà abbandonare la speranza di incontrare un qualsiasi tipo di levatura intellettuale, né in Mae né negli altri circler. La loro caratterizzazione è appena abbozzata, il loro agire è come assopito, e in maniera quasi automatizzata (o de-umanizzata, se vogliamo) lavorano a ritmi incessanti, perché "tutto quello che succede deve essere conosciuto". Se la narrazione è didascalica, anche i dettagli tecnologici dei nuovi prodotti sono approssimativi, nebulosi. Ne Il Cerchio non c'è spazio per una riflessione profonda, né per una presa di coscienza da parte di Mae, la quale diventa ambasciatrice di un vero e proprio incubo totalitario. E se questa superficialità è ciò che non consente al lettore di entrare veramente nel mondo narrativo de Il Cerchio, è anche ciò che permette a Eggers di creare un senso di straniamento verso un mondo digitale in cui siamo tutti sempre più immersi. Eggers è guidato da un unico intento comunicativo: mettere il lettore in guardia verso un uso acritico di internet e dei social media; uso che potrebbe renderci tutti più instupiditi, come Mae Holland. La componente etica del romanzo ne esce quindi indubbiamente vincitrice: Eggers si interroga, e fa interrogare il lettore, sulla nostra concezione di umanità nell'era digitale. In un crescendo di isteria social, Mae sarà sempre più connessa e avrà un seguito digitale sempre più ampio, ma sarà anche sempre più sola. Unica voce fuori dal coro è Mercer, ex fidanzato di Mae che resta nel paese natale dell'entroterra californiano per produrre artigianalmente lampadari. A lui viene affidata la domanda centrale del libro: è ancora possibile comunicare direttamente, senza il filtro di strumenti che creano un'identità inevitabilmente distorta e frammentata? Ed è in questa necessità di una comunicazione più profonda, comunicazione che nel romanzo viene in tutti i modi negata, che in ultima analisi si coglie il fulcro della critica al "totalitarismo cibernetico" di internet (come è stato definito da Jaron Lanier, pioniere della realtà virtuale). Famoso per i suoi numerosi esperimenti paratestuali, Eggers si fa ancora una volta ambasciatore di un mezzo la cui fine è già stata annunciata più volte dall'avvento del digitale. Perché tra i vari, più o meno espliciti, substrati metaforici de Il Cerchio, c'è anche quello della scomparsa del libro. Attraverso la domanda di Mercer, Eggers sembra infatti ammiccare a un altro scrittore americano che ha più volte espresso scetticismo nei confronti dei nuovi media, Jonathan Franzen, il quale in una recente intervista sul "Guardian" si chiede: "Se la parola scritta è il luogo dove avviene una comunicazione più profonda, cosa succede se questo luogo scompare?" Il Cerchio sembra volerci fornire una risposta, e non è rassicurante.   Virginia Pignagnoli

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Conosci l'autore

Dave Eggers

1970, Boston

Dave Eggers è nato a Boston, e si è laureato in giornalismo alla University of Illinois. È autore di libri di successo come L'opera struggente di un formidabile genio (Mondadori, 2001) ed Erano solo ragazzi in cammino (Mondadori, 2008), finalista del National Book Critics Circe Award. Da quel libro, su Valentino Achak Deng, sopravvissuto alla guerra civile nel Sudan meridionale, è nata la «Valentino Achak Deng Foundation», che si dedica a costruire scuole medie nel Sudan meridionale. Eggers è il fondatore e il direttore di McSweeney's, una casa editrice indipendente di San Francisco che pubblica una rivista trimestrale, il mensile «The Believer», e «Wholphin», un DVD trimestrale di film brevi e documentari. Nel 2002,...

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