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Traduttore: V. Mantovani
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 391 p., Brossura
  • EAN: 9788804662471
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    paolo

    14/08/2017 16.24.33

    Sposo il giudizio sintetico ma efficace lasciato da Piero nel settembre 2015. Dal punto di vista prettamente letterario il romanzo, anche considerando l'inevitabile inaridimento della prosa dovuto alla traduzione, e' davvero mediocre. Non c'è inventiva, sembra un soggetto pronto per la trasposizione cinematografica. I personaggi si somigliano, non hanno spessore, non pensano, non "sentono", i loro dialoghi talvolta rasentano il ridicolo tale e' l'improbabilità. Ma, c'è anche qualcosa da salvare: l'affresco proposto dall'autore, che pure non si fa pregare a sbrigliare la fantasia, di un mondo che diviene progressivamente ostaggio consenziente di ansia "social" sempre più incontrollabile e tirannica, e' spesso efficace, raggiungendo un climax quasi horror nell'episodio del renitente al "like" ad ogni costo che per sfuggire al Cerchio si butta in burrone con l'auto mentre un sorta di voce divina gli urla "devi accettare di averci come amici"....come detto spesso Eggers esagera (d'altronde il tema si presta agli eccessi) ma la descrizione di una specie di comunismo digitale prossimo venturo talvolta sa appassionare (e raggelare).

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    Stefano

    18/06/2017 23.36.44

    Appena terminato, sia io che mia mamma. Non c'è dubbio: siamo già nel Cerchio, che non è ancora chiuso ma presto lo sarà. Molto bella la metafora delle creature marine abissali, con lo squalo trasparente che tutto divora. Forse qualche ingenuità narrativa (i sotterranei segreti sono roba già vista), e parecchie scene terrorizzanti (la vicenda di Mercer). A parte le considerazioni sull'invadenza della tecnologia, c'è anche un'analisi antropologica non da poco: è infatti verissimo che la maggior parte delle persone ha il terrore di morire senza aver lasciato alcuna traccia del proprio passaggio su questa Terra, e per loro dunque l'esistenza virtuale è un'ancora di salvezza. Non è un romanzo distopico, né fantascientifico o irrealistico. Al contrario, è profetico. Sarà interessante rileggerlo tra dieci anni e vedere a che punto sarà la chiusura del Cerchio.

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    Meer

    08/05/2017 20.22.38

    Nella mia immaginazione Il Cerchio è una comunità al di sotto di una enorme cupola. Scintillante, trasparente e quasi irreale per quanto bella. Il peccato è che più leggi, più pensi: va bene, sono una persona sensata. E proprio per questo è una cosa spaventosa. Tutto al cerchio è libero, facoltativo. La frase che mi ha colpito maggiormente e che continua a vorticarmi per la testa è composta da sole tre parole: ci si aspetta. Nessuno ti obbliga a risiedere nella struttura, ma appena esci anche per un solo giorno, magari per andare a trovare i tuoi cari, devi prepararti ad un predicozzo con i controfiocchi. Perché ci si aspetta che tu partecipi alle mille attività del Cerchio. Ci si aspetta che tu dica ogni volta che puoi la tua opinione. Ci si aspetta che tu posti anche quante volte vai in bagno, e quanti strappi di carta igienica usi. Per carità, mi è piaciuto come libro, ma da persona razionale penso che invece che utilizzare la frase "conoscere è un bene, ma sapere è meglio", dovremmo basarci su una che compare verso le ultime pagine del libro "Dobbiamo avere, tutti, il diritto di scomparire". E il finale, mi ha lasciata con l'amaro in bocca. Non posso non pensare che servirebbe un continuo, dove Mae "rinsavisce".

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    Emanuele

    26/08/2016 17.01.27

    Un mondo costantemente connesso, dove la privacy rischia di scomparire per sempre (considerata alla stregua di un reato) e la vita non è tale se non hai "followers", se non "tagghi" e non "posti". E' questo il tema de IL CERCHIO, un bel mix tra le inquietanti immagini di film come The Social Network, Gattaca e The Truman Show, senza dimenticare l'influenza dell'immortale romanzo di George Orwell, 1984. Davvero consigliato. Buona l'edizione italiana, nonostante qualche macchinosità nella traduzione, che rimane comunque di buon livello, considerata una certa complessità dell'opera.

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    Emanuele

    26/08/2016 16.59.51

    Un mondo costantemente connesso, dove la privacy rischia di scomparire per sempre (considerata alla stregua di un reato) e la vita non è tale se non hai "followers", se non "tagghi" e non "posti". E' questo il tema de IL CERCHIO, un bel mix tra le inquietanti immagini di film come The Social Network, Gattaca e The Truman Show, senza dimenticare l'influenza dell'immortale romanzo di George Orwell, 1984. Davvero consigliato. Buona l'edizione italiana, nonostante qualche macchinosità nella traduzione, che rimane comunque di buon livello, considerata una certa complessità dell'opera.

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    Cristina

    27/02/2016 19.18.59

    peccato per la pessima traduzione: povera e spesso scorretta, a volte addirittura sgrammaticata

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    Paola

    10/01/2016 19.14.54

    Ciò che descrive Eggers è la realtà, nessuna esagerazione. Sta accadendo tutto quello che viene descritto nel libro. Non è catastrofismo. Abbassiamo un po' i numeri, rimane il progetto dei grandi network mediatici (a cui i governi mondiali fanno riferimento continuo) di controllare le nostre opinioni, di trasformare in reputazione tutto ciò che siamo e pensiamo. Se ci sei conti, se non ci sei scompari. Il libro è scritto bene, ha ritmo, non contiene giudizi, è scritto all'interno del cerchio in modo acritico, cinico, freddo. Condivisione è prendersi cura. E' la frase che più mi ha colpita. Dopo "Erano solo ragazzi in cammino" una conferma della capacità di scrittura di Eggers.

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    Piero

    07/09/2015 10.24.49

    Il libro merita la lettura solo per l'idea alla base della storia. La prosa è piatta, dialoghi irrealistici e descrizioni superficiali. I personaggi sono odiosi e di poco spessore, le loro azioni sono dettate da necessità di trama e non da loro caratteristiche intrinseche, facendo risultare il tutto un po' finto e comunque poco credibile.

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    Mirko

    10/08/2015 09.32.16

    Inquietante e spaventoso, Eggers ci regala un romanzo, tra realtà e finzione che delinea un futuro agghiacciante, in cui la tecnologizzazione arriva a pervadere ogni aspetto della vita, sino al punto da cancellare ogni concezione possibile del "privato". Un libro assolutamente da leggere, forse con alcune esagerazioni, forse con una ambigua costruzione della protagonista (la spietata, cinica e folle Mae), ma che non annoia mai e che offre al lettore (al netto degli aspetti esasperati) buoni spunti di riflessione.

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    Filippo

    15/05/2015 18.21.11

    Un libro affascinante e opprimente. Analisi lungimirante della deriva della comunicazione digitale nel nostro tempo, e dell'esiziale connessione tra gli squali del capitalismo e le utopie libertarie della West Coast. Eccessi narrativi, ma perfettamente coerenti con lo scenario cupo disegnato dall'autore: la società in cui cancellare immagini o video diffamatori equivale a uccidere un bambino in fasce.

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    lorenzo bagnasco

    19/03/2015 12.42.09

    Da leggere assolutamente. Un giallo. Una previsione sul futuro. Importante per la nostra vita.

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    Lomax

    29/01/2015 15.48.34

    Volutamente esagerato (anche se meno efficace del solito), il buon Eggers fotografa "l'ansia di condivisione" che anima questi nostri tempi moderni, lasciando al lettore ogni giudizio. Buona la prosa, come sempre (d'altronde il Nostro è scrittore di razza), attuale il messaggio ma, a mio giudizio, siamo 1000 Km lontani da Orwell.

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    Ale

    12/01/2015 11.04.43

    Il libro raggiunge il suo scopo: fa riflettere su una possibile deriva (lontana ma non troppo) legata all'uso della tecnologia e dei social network; tiene alta l'attenzione del lettore con una trama ben costruita e uno stile essenziale. Sicuramente c'è qualche eccesso poco credibile, ma credo sia funzionale al racconto e al messaggio. Nel complesso decisamente un buon romanzo.

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    Alessandro

    30/12/2014 15.04.19

    compratelo e divoratelo. Bella l'idea e l'argomento trattato. Io sono un divoratore di Palahniuk, Welsh e del buon vecchio Buk, quindi apparentemente questo libro nn dovrebbe rientrare nei miei gusti, invece mi é piaciuto molto e lo consiglio vivamente. É una specie di "grande fratello" adattato ai nostri gg. Ciá.

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    roberto

    10/12/2014 14.54.00

    L'azienda descritta nel libro e' una terrificante miscela di Facebook Google all'ennesima potenza. Peccato che, come spesso accade per chi vuole assolutamente presentare un problema schierandosi chiaramente pro o contro (in questo caso contro), si arrivi ad esagerare i toni all'eccesso, rischiando addirittura di non essere credibili. Personaggi e situazioni troppo caricate fanno prendere questo libro come una delle tante distopie fantascentifiche mentre la miscela di social network big data ha un potenziale di rischio che ha e sta producendo, giustificatamente, molte analisi serie.

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    enrico.s

    05/12/2014 17.09.44

    Più angosciante di Orwell; più inquietante di Huxley; più opprimente di Kundera... Il futuro digitale preconizzato da Eggers mette i brividi... il pugno di ferro del politicamente corretto nel guanto di velluto dei social network, tanto inclusivi da prendersi l'anima dei suoi utilizzatori, svuotati come gusci di noce e ridotti a credere che "La privacy è un furto". Libro da leggere e meditare se ce n'è uno. Regalatelo, prestatelo, fatelo circolare, sperando serva da contravveleno alla possibile, se non probabile, deriva tecnologica che aspetta dietro l'angolo.

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