Traduttore: G. Messi
Editore: Il Leone Verde
Collana: Donne altrove
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 1 novembre 2003
Pagine: 108 p., Brossura
  • EAN: 9788887139587
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Descrizione
Khadija e Malika, cugine, si ritrovano nella casa della loro infanzia in occasione delle nozze di un familiare. L'incontro e i preparativi della cerimonia sono occasioni di ricordi, rimpianti, rivisitazioni del passato con lo sguardo del presente. La storia della grande famiglia e insieme delle due protagoniste scorre così attraverso il flusso dei loro pensieri e colloqui da cui traspaiono le sofferenze e le ribellioni. Ritrovando le emozioni dell'infanzia e della giovinezza, le due giovani donne si rispecchiano malinconicamente nel passato amato/odiato della grande casa, all'ombra di un nespolo.

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    stella rosso

    16/12/2003 22:17:31

    In un mondo proteso verso un futuro modellato sui costumi occidentali, soprattutto per quanto riguarda le mode e i consumi, ma, in realtà ancora ripiegato su tradizioni e superstizioni del passato, qual’è il ruolo della donna? Attraverso una serie di anedotti familiari, fiabe, resoconti di esperienze personali, ce lo spiegano Lalla Rita, Khadija, Malika, Selma e altre figure femminili che mettono in evidenza il divario tra vecchie e nuove generazioni e, al tempo stesso, i legami profondi che non si possono spezzare. Su tutte regna sovrana Aisha, la zia sacrificata sull’altare della predilezione paterna, come la mula bianca del racconto di Lalla Rita. Aisha, regale e solitaria, disperatamente sola all’ombra del nespolo, ma troppo dignitosa e altera per esprimere i terrori che l’assalgono ogni notte, è sicuramente il personaggio chiave di questo universo; tuttavia questa chiave non apre alcuna porta né fornisce spiegazioni evidenti e qui risiede la complessità del personaggio e del libro intero. Il divorzio di Khadija e il matrimoniodi Said, suo fratello, sono soltanto le “micce” che innescano un’esplosione di riflessioni, introspezioni e indagini psicologiche: l’occhio disincantato di Malika, la più “occidentale”, ne mette a nudo le contraddizioni in modo quasi spietato. La vivacità delle descrizioni e la poesia delle immagini si fondono in uno stile assai originale, in cui narrazione e dialogo si intrecciano senza soluzione di continuità. Quando le contraddizioni della vita si affacciano alla coscienza della protagonista, il ritmo si fa incalzante e il lettore si ritrova di fronte a una verità che trascende il limite di una vicenda privata e persino quella del mondo che le fa da cornice. Al di là di tutto il dolore, di tutta la sofferenza, esiste tuttavia una speranza: “il canto che senti talvolta al calar della sera, quando ti sembra di non sperare più in niente, ma il tuo cuore è ancora puro, è il canto del nespolo”. E un caso letterario, complimenti al leone verde!

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