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Editore: Einaudi
Anno edizione: 1998
  • EAN: 9788806149123

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Recensioni dei clienti

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    Darlene Alibigie

    10/07/2007 00.04.50

    Come tutti i saggi, usa un numero di pagine pari a X per spiegare concetti che si sarebbero potuti esprimere anche con un numero di pagine pari a X diviso dieci. Però, al contrario della maggior parte dei saggi, è divertente, e quindi al lettore dispiace che il numero di pagine non sia pari a X per mille.

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    Romano De Marco

    29/08/2005 12.26.33

    Non a torto Aldo Nove in uno dei racconti di SUPERWOOBINDA definisce Labranca uno dei più grandi filosofi del nostro tempo. Ma i grandi filosofi, si sa, non hanno vita facile né sono destinati ad essere compresi ed accettati da tutti. Tommaso Labranca riesce in 194 pagine ad aver ragione di tutti coloro che infestano il nostro tempo con la pretesa di condizionarci l’esistenza dall’alto (basso) di una sconfinata serie di luoghi comuni, bugie, improvvisazioni, retorica, presunzione, snobismo, patetico spirito di carità e di solidarietà e costante ciclico richiamo alla sedicente “alta cultura”. In una sola parola: i cialtroni!!! Il Cialtronismo: mai un singolo termine riuscì a rendere meglio un idea, a condensare in sé una miriade di atteggiamenti falsi una diffusa cattiva fede e un insopportabile coattismo alla base di tante figure che ci aggrediscono da schermi televisivi, riviste patinate, rispettabili quotidiani, innocue canzonette, messaggi pubblicitari e da qualsiasi altra forma di comunicazione “cialtrona” dalla quale giornalmente veniamo bersagliati. Il mitico Labranca, un vero cavaliere senza macchia e senza paura del nostro tempo, ci aiuta a discernere e selezionare con l’unica arma che ci rimane a difesa di noi stessi: il nostro cervello che dovrebbe assicurarci un nostro gusto, una nostra sensibilità e un nostro senso critico (se risparmiato dal condizionamento massacrante degli impulsi cialtronici). Ma attenzione, l’analisi di Labranca non risparmia nessuno, neanche noi stessi. Tutti noi siamo stati, siamo o saremo nella vita dei cialtroni. Tutto sta a rendersene conto e cercare di correre ai ripari. Il cialtronismo non ha religione, bandiera o colore politico. E’ un virus universale che abbraccia tutto e tutti in una irrefrenabile tendenza all’appiattimento verso il basso e a una spersonalizzazione diffusa in virtù dell’elevarsi di figure false e retoriche, portatrici di messaggi coatti, taroccati e massificanti. Ma per fortuna che c’è Labranca. Grande intelligenza e grandissima ironia.

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    Scarlett

    08/09/2003 16.34.56

    Non si capisce bene quale sia il tema, o il significato, di questo libro. Ci sono dei capitoli, dei segmenti, dei paragrafi anche numerati, ma il tono complessivo e' quello delle "conversazioni". Labranca stesso non apprezzerebbe, eppure piu' che di dialoghi qua si tratta di chiacchierate (e riflessioni, talvolta anche profonde) da salotto... Peccato, perche' l'autore scrive bene e sa come far divertire il lettore, anche se tante volte esagera con l'intolleranza; e cerca di trovare il pelo nell'uovo anche laddove l'uovo non c'e'! Labranca si propone di farci notare le incongruenze di una societa' ipermultimediatecnologica (iper e' uno dei vocabili preferiti dall'autore) e per tanti versi ci riesce, anche se alla fin fine non dice niente di nuovo.

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