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Che la dolcezza delle pene sia giovevole al fisco piu che l'asprezza. Paradosso politico e legale ... S'aggiunge la costituzione emanata ultimamente in Toscana sulla riforma del Codice Criminale
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Descrizione


In 8, cm 13 x 20, pp. 152. Piena pergamena coeva con ampio fregio a secco al centro dei piatti. Sguardie in carta decorata. Dorso con nervi. Edizione originale rara in fresco esemplare di questo importante saggio di natura giuridica e sociale, opera del Mattei, avvocato ma, soprattutto letterato, storico della musica e musicista, nato a Montepaone (Catanzaro). Autore di una importante traduzione poetica dei Salmi biblici e di cantate in musica, fu molto apprezzato dal Galiani e da Bernardo Tanucci. Fu al centro anche di polemiche sul primato della musica antica su quella moderna, fortemente inflluenzato su questi argomenti dal Gravina e da Vico. Accanto a questa attività letteraria dovette esercitare l'avvocatura per vivere. Ottenne anche incarici amministrativi (fu avvocato fiscale della giunta delle Poste) e pubblicò diverse opere di carattere giuridico tra le quali questa, stampata nello stesso anno anche a Venezia. Il Paradosso ebbe il Permesso Regio e faceva proprie le diffuse esigenze di riforma giudiziaria, in particolare per la giustizia militare, che seguirono alla pubblicazione delle opere del Beccaria. Mattei, propenso ad una monarchia temperata, vede nella giustizia non una funzione punitiva ma l'utilità della punizione stessa: < la morte giova all'ucciso? giova all'uccisore? giova allo stato? (...) perchè dopo perduto un cittadino, ne farem perdere un'altro? >. L'opera rappresenta anche un segno dell'influenza che ebbe, in particolare in Italia, l'emanazione del Codice Leopoldino, pubblicato il 30 novembre 1786, nel quale si aboliva pena di morte e tortura e che il Mattei inserì a margine di questa sua importante operetta come esempio del buon operare di un sovrano illuminato. Inoltre Mattei
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In 8, cm 13 x 20, pp. 152. Piena pergamena coeva con ampio fregio a secco al centro dei piatti. Sguardie in carta decorata. Dorso con nervi. Edizione originale rara in fresco esemplare di questo importante saggio di natura giuridica e sociale, opera del Mattei, avvocato ma, soprattutto letterato, storico della musica e musicista, nato a Montepaone (Catanzaro). Autore di una importante traduzione poetica dei Salmi biblici e di cantate in musica, fu molto apprezzato dal Galiani e da Bernardo Tanucci. Fu al centro anche di polemiche sul primato della musica antica su quella moderna, fortemente inflluenzato su questi argomenti dal Gravina e da Vico. Accanto a questa attività letteraria dovette esercitare l'avvocatura per vivere. Ottenne anche incarici amministrativi (fu avvocato fiscale della giunta delle Poste) e pubblicò diverse opere di carattere giuridico tra le quali questa, stampata nello stesso anno anche a Venezia. Il Paradosso ebbe il Permesso Regio e faceva proprie le diffuse esigenze di riforma giudiziaria, in particolare per la giustizia militare, che seguirono alla pubblicazione delle opere del Beccaria. Mattei, propenso ad una monarchia temperata, vede nella giustizia non una funzione punitiva ma l'utilità della punizione stessa: . L'opera rappresenta anche un segno dell'influenza che ebbe, in particolare in Italia, l'emanazione del Codice Leopoldino, pubblicato il 30 novembre 1786, nel quale si aboliva pena di morte e tortura e che il Mattei inserì a margine di questa sua importante operetta come esempio del buon operare di un sovrano illuminato. Inoltre Mattei

Dettagli

1787
  • Prodotto usato
  • Condizioni: Usato - In buone condizioni
2570320394380

Conosci l'autore

(Montepaone, Catanzaro, 1742 - Napoli 1795) letterato italiano. Ingegno versatile, fu poeta, musicologo, filologo, orientalista e giurista. La sua opera più famosa sono i Libri poetici della Bibbia tradotti dall’ebraico e adattati al gusto della poesia italiana (1766-74), libere trasposizioni di temi biblici in forme metriche care all’Arcadia. Per le sue manie grecizzanti venne preso di mira da F. Galiani e G.B. Lorenzi nell’opera buffa Il Socrate immaginario.

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