La chiave

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Regia: Tinto Brass
Paese: Italia
Anno: 1983
Supporto: DVD
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€ 9,99

Punti Premium: 10

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Due coniugi si scambiano confessioni intime attraverso i rispettivi diari.
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    CyberDracula

    23/09/2018 20:01:42

    Tinto è pur sempre Tinto. Dopo di lui il diluvio. La miglior versione tratta dal romanzo del grande Tanizaki J. (Qualcuno forse non l'ha capito..)

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    Nathanael

    16/12/2006 00:54:58

    Il film che rilanciò Brass e la Sandrelli, e si potrebbe non dire altro. Vi prego comunque di notare che è la versione "Director's cut con scene inedite", per chi non ne ha mai abbastanza. Bontà sua.

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    Manuel

    18/11/2006 15:14:36

    un puro capolavoro erotico complimenti tinto brass

  • Produzione: Minerva, 2016
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Note: Nuovo montaggio di Tinto Brass
  • Durata: 110 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - stereo)
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: interviste
  • Tinto Brass Cover

    "Propr. Giovanni T. B. (Milano 1933) regista italiano. Si segnala nel 1963 con Chi lavora è perduto, provocatorio film su un giovane anarchico che gli crea problemi di censura, che si accentuano con il successivo L’urlo, altra decisa provocazione antiborghese, realizzato nel 1968 ma dissequestrato solo nel 1974. Seguono Dropout (1970) e La vacanza (1971), in cui dirige la coppia F. Nero e V. Redgrave, in due vitali e ispirate storie di antieroi matti ed emarginati. Cineasta fino a quel momento atipico e «impegnato», dalla metà degli anni ’70 si lascia gradualmente trasportare dal suo gusto per la dissacrazione e lo sconvolgimento delle regole precostituite verso il filone erotico. All’inizio, con Salon Kitty (1975) e con il rinnegato Io, Caligola (1979), in forme non sguaiate e «tutelato»... Approfondisci
  • Stefania Sandrelli Cover

    "Attrice italiana. La sua bellezza acerba e provocante, notata a un concorso di miss che vince a soli quindici anni, le fa ottenere un piccolo ruolo in Il federale (1961) di L. Salce. Ma il suo pigmalione al cinema è P. Germi che, prima con la seduttrice fintamente ingenua di Divorzio all'italiana (1961), poi con la giovinetta costretta alle nozze riparatrici da un padre-padrone nella Sicilia arcaica e spietata di Sedotta e abbandonata (1964), ne sfrutta appieno la spontaneità perturbante, adattissima anche alla ragazza senza qualità alla vana ricerca del successo in Io la conoscevo bene (1965) di A. Pietrangeli. Con i lineamenti moderni eppure tradizionali, la languida fisicità esibita a mo' di ironico sfottò, il broncio infantile pronto a cedere il passo a un sorriso disarmante, S. sa farsi... Approfondisci
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