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Giorgio Bettinelli

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 360 p.
  • EAN: 9788807881480
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Recensioni dei clienti

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    Thomas

    02/03/2009 17.01.11

    Io vivo in Cina ed ho letto con molto piacere le esperienze cinesi del compianto Giorgio. Ho trovato il libro coinvolgente ed originale, che rispecchia la realta' di questo grande paese

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    Antonio

    28/10/2008 11.28.06

    Cito quanto scritto sopra: "Un libro senza emozione. Attenzione però perchè nelle ultime pagine scritte di corsa per arrivare in fretta alla fine come chi non vede l'ora di rispettare una scadenza, compare la promessa,o forse sarebbe meglio dire la minaccia, di scrivere ulteriori libri dedicati a quest'ultima parte del viaggio, tibet e affini.Ma noi non ci saremo". Non ci sarà nemmeno lui, caro amico: Giorgio è morto lo scorso 16 settembre, nella sua casa sulle rive del Mekong. Un libro sul Tibet era il suo sogno... Giorgio mi ha fatto amare quella Cina che prima non conoscevo e guardavo con sospetto, la sua passione, lenta a esaurirsi, intinge ancora le pagine dei suoi libri... grazie Giorgio, peccato davvero non averti conosciuto!

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    AdrianoMassimo

    03/09/2008 12.44.16

    E' con grande dispiacere che scrivo queste righe, perchè ho sempre considerato Giorgio Bettinelli il miglior autore italiano contemporaneo di narrativa di viaggio. Beh, purtroppo devo dire che questo suo ultimo libro non ha nulla a che spartire con i precedenti: è stato una delusione su quasi tutti i fronti! Temo che ormai Bettinelli abbia perso la verginità di viaggiatore che tanto mi aveva attratto all'inizio, e sia diventato un professionista della strada come molti altri narratori. Non so, ma l'impressione che in questo libro non ci sia cuore, che sia stato scritto solo "per timbrare il cartellino" con una casa editrice rimane molto forte in me...e in tanti altri che lo hanno letto. Nulla a che vedere con la spensierata allegria degli altri libri, con lo scrivere per il piacere di raccontare aneddoti ed incontri del viaggio e non solo perchè si è firmato un contratto... Peccato Giorgio, che occasione sprecata! Ti sei imborghesito come il mezzo che hai scelto (o ti hanno imposto...) per questo viaggio, il che non deve per forza avere un significato negativo, solo che non rispecchia più ciò che eri prima e quindi il lettore affezionato ne ha come un retrogusto amaro, un senso di smarrimento che non lo lascia per tutto il libro. Un altra cosa che non ho particolarmente apprezzato è la tendenza dell'autore all'autocelebrazione, inserendo dettagli e vicende personali che, francamente, per nulla interessano chi legge. Insomma, spero in un'inversione di tendenza per i prossimi lavori, altrimenti finirà che il prossimo viaggio Bettinelli lo farà in camper....speriamo davvero di no!!!

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    renntiger

    29/07/2008 11.27.10

    I precedenti libri di Bettinelli profumavano di miscela e di voglia di avventura e la vera protagonista era lei, la Vespa. Li leggevi e ti veniva voglia di partire. Purtroppo il tempo passa, i modelli della Vespa si evolvono, ed il nostro amico Bettinelli si adegua e si imborghesisce. Questo libro è decisamente noioso, e la Vespa da protagonista assoluta è diventata quasi un’intrusa in una serie interminabile di nomi di città e paesi sconosciuti attraversati in tutta fretta, con descrizioni che sembrano dei sunti estrapolati da qualche guida Lonely Planet, citazioni in inglese senza traduzione, che fa tanto “colto”, ma che dopo qualche pagina risultano solo stucchevoli e non generano nessuna emozione nel lettore.

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    dembo

    21/07/2008 16.17.32

    Ragazzi che delusione!E' proprio vero il vecchio adagio che recita "il gioco è bello quando è corto". Si capisce che il libro è stato scritto perchè l'autore tiene famiglia e deve campare, ma la freschezza degli esordi è un lontano ricordo. Tolta quella non rimane niente : Bettinelli non è uno scrittore, lo si capisce leggendo i patetici tentativi di abbozzare raccontini insulsi,ma non è più nemmeno un viaggiatore ispirato e curioso.In tutte queste pagine non emerge neanche un episodio significativo che valga la pena di essere raccontato, un incontro particolare,un paesaggio che ci ispiri. Solo una sequela di nomi, date, kilometri da snocciolare senza passione e con la fretta di arrivare in fondo. Anche i cenni storici, scopiazzati "come viene viene" da qualche testo per usare un espressione cara all'autore, sembrano buttati come fumo negli occhi per riempire le pagine ma senza un ordine logico.L'autore ha attraversato questo immenso e stupendo paese e non una sola parola spesa per capire e farci capire un pò di più questo popolo antichissimo, meraviglioso e così pieno di umanità.Veramente un occasione persa! Si capisce che ormai il viaggiare è diventata una professione remunerativa per l'autore e tutto quello che era curiosità, sincero interesse, umanità si è perso per strada.Un libro senza emozione. Attenzione però perchè nelle ultime pagine scritte di corsa per arrivare in fretta alla fine come chi non vede l'ora di rispettare una scadenza, compare la promessa,o forse sarebbe meglio dire la minaccia, di scrivere ulteriori libri dedicati a quest'ultima parte del viaggio, tibet e affini.Ma noi non ci saremo. Vorrei chiudere con una massima di Confucio:"Un pò di soldi evitano le preoccupazioni, molti soldi le attirano".

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    mario

    01/07/2008 15.15.39

    Libro deludente. Il titolo non corrisponde al contenuto. Non si tratta di un reportage di viaggio bensi' di osservazioni dell'autore banali e condite con una sbrodolata di nomi luoghi e date francamente noiosa. Il linguaggio sessantottino raggiunge il suo culmine quando l'autore, con acrobazie dialettiche, riesce finalmente a parlar male di Berlusconi dimenticandosi (?) che il libro dovrebbe trattare di un viaggio in Cina con una Vespa!

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