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Adelio Ferrero

Curatore: L. Pellizzari
Editore: Marsilio
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 170 p. , Brossura
  • EAN: 9788831788182

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    Fabrizio Porro

    31/12/2014 14.33.01

    Questo saggio, mostrando come e perché Pasolini dovesse, a un certo punto nodale del suo lavoro, incontrare sulla propria strada il cinema, ripropone organicamente l'esperienza cinematografica dello scrittore all'interno della sua vicenda culturale e poetica, senza offuscarne la specificità storica (dall'esordio in sintonia con le aspirazioni del "nuovo cinema", di cui Pasolini sarebbe diventato una figura emblematica, alla crisi della nozione di "cinema d'autore") e le concrete determinazioni di stile. Il "cinema di poesia", praticato e poi teorizzato da Pasolini, diventa il luogo privilegiato in cui il sotto-proletario (dalle fatiscenti borgate romane, ai villaggi della "nuova preistoria", alle favolose contrade dei "popoli perduti") riacquista e comunica, attraverso l'evidenza e la durata poetica dell'immagine, quella forza di attrazione che ha perduto nella realtà e stà perdendo nella pagina letteraria. La duplicità di questa operazione, carica di implicazioni regressive e di una disperata tensione anti-borghese, intensa e divisa nell'evocazione e nel rimpianto come nella coscienza della fine di una stagione politico-culturale e dei suoi miti, viene ripercorsa e discussa, attraverso un'analisi intesa soprattutto a ritrovare, nel linguaggio dell'autore, la "verità" della sua posizione ideologica e poetica.

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