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Editore: Eclissi
Collana: I Dingo
Anno edizione: 2011
Pagine: 260 p.
  • EAN: 9788895200361
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    Cristina

    08/02/2012 18.49.00

    Dopo "La gabbia criminale", Alessandro Bastasi ripropone un altro romanzo corale, la cui vera protagonista è la città di Treviso. Città intesa come grande comunità, con i suoi molteplici aspetti, le sue regole non scritte, le sue incertezze e contraddizioni. Tornano Giovanna e Alberto Sartini, i due fratelli hanno vissuto e sono invecchiati con il peso di un terribile segreto: così terribile da segnare per sempre il loro destino, così segreto che loro stessi ne sono venuti a conoscenza solo in età avanzata. Entrambi sono riusciti, a fatica, a trovare la loro dimensione. Ma è quasi impossibile mantenere una relativa tranquillità, quando si vive in un contesto ostile, pieno di pregiudizi e attento più all'apparenza che alla sostanza. Giovanna, quasi a volersi riscattare da un passato di donna gretta, bigotta, dalla mentalità chiusa, decide di prestare opera di volontariato presso un'associazione che aiuta l'integrazione di cittadini extra-comunitari. Giovanna elargisce anche ingenti donazioni in denaro a favore di questa associazione, la quale la investe di incarichi di responsabilità sempre maggiore. Giovanna toccherà quindi con mano le varie sfaccettature di questa realtà sociale, in cui si scontrano solidarietà e paura, carità ed egoismo, integrazione e sfruttamento. E, ancora una volta, come già visto in "la gabbia criminale", sembrano prevalere il protocollo imposto dalla cosiddetta società benpensante, ancorata ad assurde convinzioni e diffidente da tutto quello che sembra "nuovo" o "diverso". Sarà possibile ottenere un minimo di giustizia o, ancora una volta, la giustizia sarà solo il riflesso di atavici pregiudizi?

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    francine

    07/11/2011 21.56.34

    Un altro bel libro di Alessandro Bastasi. Un giallo avvincente, ambientato in quel nord-est del miracolo economico diventato meta degli immigrati in cerca di un lavoro e perfetto territorio per il loro sfruttamento. Vediamo tutti i personaggi che ruotano intorno all'immigrazione clandestina, quelli che aiutano e quelli che sfruttano, quelli per cui ogni vita vale, e quelli per cui invece certe vite non valgono niente. I politici che disprezzano e usano la questione dell'immigrazione come argomento per le loro campagne elettorali. Un bel giallo, dicevo, che però ti lascia anche qualche cosa di più della semplice soddisfazione di aver trovato "il colpevole".

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    Diego

    20/10/2011 23.31.08

    Un romanzo che non è "solo" un romanzo, in quanto racconta una storia che potrebbe, purtroppo, accadere. Una cittadina del nostro ricco nord-est, Treviso, è sull'orlo di una crisi di nervi per la folta presenza di immigrati. Un 'organizzazione, guidata da un prete scomodo, fa di tutto per dar loro una mano e perciò è vista di cattivo occhio. In questo clima difficile, destinato ben presto ad esplodere, matura l'omicidio di un'anziana signora, subito seguito dal suicidio del presunto assassino : un nero, ovviamente. La polizia giudiziaria e buona parte della politica locale, appoggiate dalla stampa, premono per chiudere rapidamente il caso. Il sostituto procuratore chiamato ad indagare non è, però, convinto ed assume come collaboratore il professor Sartini, personalmente coinvolto nei fatti. La verità si rivelerà ben diversa e verrà alla luce, ma ad un prezzo molto alto. "Città contro" ha il merito di descrivere alla perfezione la ricca provincia italiana, specchio di una società in cui la dignità delle persone si misura da quanto e cosa queste possiedono. La paura di ciò che è "diverso" si accompagna al finto perbenismo di chi va in chiesa alla domenica per poi disattendere puntualmente tutti i Comandamenti. Il sentimento prevalente che pervade il libro è la rabbia : quella della popolazione locale che vede messa in pericolo la sua "supremazia" , ma anche quella degli immigrati e di quei pochi che stanno dalla loro parte. E' una rabbia che si trasmette al lettore, o almeno così è successo a me. A costo di apparire retorico, mi permetto di aggiungere un'ultima riflessione : prima di dare addosso a queste persone, verifichiamo le condizioni disumane in cui sono costrette a vivere e lavorare. Forse, così, capiremmo un po' di più le loro ragioni.

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