Una città dai molti giorni

Shulamith Hareven

Traduttore: R. Volponi
Editore: Giuntina
Collana: Israeliana
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 7 dicembre 2006
Pagine: 217 p., Brossura
  • EAN: 9788880572671
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Descrizione
Nella Gerusalemme del mandato britannico si incontrano e si intersecano le vicende di due famiglie: i Barzel, di origine ashkenazita, e gli Amarillo, di origine sefardita. Con loro gli amici musulmani Faiza e Suvchi Bey. Passioni nascono e crescono, alcune solide e durature, alcune comicamente folli, altre soffocate sul nascere, altre ancora con derive inaspettate: l'enigmatico triangolo amoroso: Matti, Sara, Elias. Sullo sfondo, i drammatici eventi storici di una città bella e struggente, oscura e luminosa, Gerusalemme: una città "piccola come il palmo di una mano". Una città che, come dice il dottor Barzel, "qualunque cosa se ne pensi, ti sorprende sempre".

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Recensioni dei clienti

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    Ornella Cabib

    19/04/2007 21:05:20

    Grazie, per l'emozione provata nel leggere questo libro. Grazie, perché l'autrice ha riportato la mia stessa testimonianza emotiva nel visitare Gerusalemme. Un racconto che si legge d'un fiato. Ottima la traduzione; complimenti a Rosanella Volponi

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    piera campi

    04/04/2007 21:09:39

    E' un libro indubbiamente molto interessante anche per chi non è mai stato a Gerusalemme. Ho apprezzato sopra a tutto le pagine che parlano della città e che dimostrano quanto l'autrice la ami; esse raggiungono spesso vertici di pura poesia. E' scritto in un modo avvincente e tradotto in un ottimo italiano.

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    Gabriella Brilli

    22/02/2007 14:50:02

    Un libro veramente goduto. Chi si è fermato almeno un poco a Gerusalemme vi ritrova la stessa bellezza e la stessa malizia, fatica e speranza, come oggi. Chi non c'è stato ha una finestra aperta per comprendere un dramma che, pur detto nelle vicende di un romanzo, è reale e umanissimo.

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    Mauro Vaiani

    21/02/2007 14:05:02

    Era tanto che non dicevo a me stesso: ecco, questo è un bel libro, che resterà fra i migliori che hai mai letto. Gerusalemme, in queste pagine, è bella da stordire. Bella è la gente, che resiste all'odio, con l'amore e con la vita. L'odio, soprattutto l'odio moderno, quello industrializzato, organizzato, usato come propellente da partiti e movimenti per lanciarsi nella conquista del potere, ha delle origini. Ha delle spiegazioni. Nasce da qualche parte. E quindi morirà, anche, prima o poi, battuto dalla vita, dall'amore, dalla ragione. Non è una condanna ancestrale, una maledizione biblica, un destino ineluttabile. E' qualcosa che si poteva evitare. E', soprattutto, qualcosa a cui si può porre fine.

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