Le città della notte rossa - William Burroughs - copertina

Le città della notte rossa

William Burroughs

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Traduttore: G. Saponaro
Editore: Arcana
Collana: Controstorie
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 23 febbraio 2006
Pagine: 379 p., Brossura
  • EAN: 9788879664080
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Questo romanzo è la storia di un pirata, il Capitano Mission, il quale quasi un secolo prima delle rivoluzioni francese e americana predicò la completa uguaglianza, l'abolizione della schiavitù, della tortura e della pena di morte; fondò sulla costa del Madagascar la colonia Libertatia, che venne presto distrutta e lui fu ucciso. Ma che dire se Mission fosse sopravvissuto? Partendo da questa premessa, l'autore riscrive la storia, in parte ambientata nel diciottesimo secolo e in parte in un futuro non troppo lontano, affollando le pagine di creature che dal mondo umano trasmigrano continuamente in quello fantascientifico.
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    Paolo

    05/06/2009 10:48:34

    Personalmente non ho mai capito tutta questo osannare il cut-up di Burroughs e le altre sue tecniche di deframmentazione narrativa. A me sembrano cose che, oltre ad essere state teorizzate e sperimentate almeno 30 anni prima in ambito surrealista, lasciano un po' il tempo che trovano. Come con molti altri tipi di "avanguardia", si scade facilmente nell'attività masturbatoria e la narrazione di Burroughs vale più per il significato dietro il testo (i vari nuclei fondanti il racconto sono ben specificati nell'introduzione dalla Pivano, o appunto, il decondizionamento del/dal linguaggio) che per il testo per sé. Una lettura che ho stentato a finire... Pretenzioso.

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    Dudoski

    03/06/2008 16:17:40

    Il compimento di un cammino iniziato anni fa con The naked lunch. Imperdibile se siete amanti di Burroughs. E anche se non lo siete.

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    Marco

    29/09/2006 11:00:20

    Burroughs è praticamente tutto da studiare, sondare, 'rubare'. La sua azione meticolosa di sabotaggio di ogni struttura lineare, di ogni trama, non prescinde né dalla linearità in sé né dalla presenza (dal fantasma della presenza) della trama. Questo libro è da leggere - come tutti gli altri suoi - anche in piena anarchia e senza preoccupazioni di 'sequenzialità' / continuità nella lettura. E' una delle ragioni della sua grandezza: è un autore praticamente classico che non chiede le spaventose distese di tempo (veri marmi irrealizzabili nella vita) che altri classici impongono alla progressione dell'atto del leggere. Burroughs ha pre-visto [e felicemente contribuito a determinare] il processo di indefinizione e dissipazione - nelle strutture della narrazione - che gli anni del secondo Novecento hanno portato.

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    ferro_ud

    21/04/2006 19:50:28

    un capolavoro, una mente contorta che ti porta in viaggio per 300 e più pagine, una visione "drogata" e spietata della vita. da leggere, per perdersi tra le righe e nella non-trama.

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  • William Burroughs Cover

    William Seward Burroughs II, più comunemente noto come William S. Burroughs, è stato uno scrittore e saggista statunitense. Legato alla beat generation, ma molto lontano, per sua ammissione, dalla realtà dei beatniks o hippies, fu un autore di avanguardia che influenzò la cultura popolare e la letteratura. Molti suoi lavori partono da esperienze personali legate all'uso di droghe e alla dipendenza da oppiacei. Ribelle alla famiglia e all’educazione alto-borghese (frequentò Harvard e studiò medicina a Vienna), nel secondo dopoguerra si diede alla droga e vagabondò in tutto il mondo, vivendo tra emarginati e sbandati (esperienze descritte in La scimmia sulla schiena, 1953). Dopo una cura disintossicante cominciò a scrivere romanzi:... Approfondisci
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