"Volturino è l’antica Civitate Apulia della Battaglia del 1053 di Papa Leone IX: la Porta fondata dai Salernitani di S.Leonardo Civitate Apuliae è la denominazione ufficiale e più frequente nei documenti medievali, compresi quelli che confluirono nel Codice Diplomatico Barese. Nelle bolle papali - come quelle di Leone IX relative al 1053 - e nei diplomi normanni, la città viene indicata come Civitas Apuliae per distinguerla da altre "Civitates". Nei registri ecclesiastici dell’epoca, la diocesi (poi detta di Volturino) è censita come Dioecesis Civitatensis in Apulia, poiché spostatasi da Terravecchia alla Civitate della Porta Apulia. Tale termine serviva a identificare inequivocabilmente il centro situato nell’alto Tavoliere fondato dagli Amalfitani; il primo dopo la migrazione dei popoli italici che invasero la nuova Puglia in seguito allo "scoppio a catena" delle coste del Lazio antico, avvenuto intorno al 950 d.C. Civitate Apulia è il nome "di Stato" usato dai notai e dalla curia. Si trovava strategicamente sulla via Appia, posizione che la rendeva la "Porta della Puglia" (da cui l’aggiunta Apuliae); anzi, sorgeva proprio lungo il fiume Fortore che, dopo la secca, divenne «Isola del Fortore», di cui furono noti il Porto e il Passo obbligato per accedere in Puglia. Gli atti descrivono i confini della città proprio con questa dicitura. La questione della localizzazione della Civitate del 1053 e della sua eredità è uno dei temi più dibattuti della topografia storica pugliese, e il nome di Volturino entra in gioco proprio per la successione della diocesi civitatense. Quest'ultima non scomparve nel nulla: dopo l’abbandono del sito medievale di Civitate presso il Fortore, il titolo vescovile e la giurisdizione furono traslati. La Civitate medievale divenne una città fantasma, ma la sua eredità spirituale e amministrativa restò nella toponomastica, tanto con l’Arce di S. Leonardo (l’arco trionfale dei salernitani nel nome del loro protettore), quanto con la Civitate della Porta (la porta più famosa della nuova Puglia, che la rappresentava). Volturino è stato storicamente identificato come uno dei centri che hanno raccolto l’eredità territoriale e demografica di quell’area. In molti documenti e tradizioni locali, esso è considerato l’erede della "Civitate" poiché situato in posizione dominante (la "Porta") rispetto alla pianura dove avvenne lo scontro. Mentre l’archeologia identifica il sito fisico della battaglia a San Paolo di Civitate (confondendo i resti di un’altra preziosa città appartenuta al vescovo di San Severo), la storia documentale e la memoria della "Civitate" come istituzione si spostano inesorabilmente verso l’interno. Ciò rende «Passo del Fortore» il legittimo referente per chi cerca la "Civitate" nei secoli successivi al 1053. La sede della diocesi che si ritrova nei regesti successivi alla battaglia è, indubbiamente, quella dove rifiorì Volturino: la prima dogana di Puglia. Il Passo dell’Isola di Fortore — l’unico per poter accedere in Puglia, nonché la Porta e il Porto — si trova proprio ai piedi del colle cittadino, passaggio obbligato tra il Sannio e la Puglia piana. Definire Volturino "Porta dell'Apulia" non è solo un titolo onorifico, ma una descrizione militare: nel 1053 gli Altavilla scesero dai passi montani verso il Fortore, e sconfiggere il Papa sul Fortore significò scardinare l’ultima difesa prima di dilagare fino a Capua e dichiarare decaduto il Principato imperiale". L’Autore.
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