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Curatore: M. A. Garavaglia
Collana: Le vele
Anno edizione: 2014
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788821591006
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    LAURA GALLIO

    24/02/2014 16.11.45

    Libro avvincente che si legge tutto d'un fiato. E che, senza alcun intento moralistico, ti fa capire che cos'è la prostituzione nell'era della globalizzazione. Certamente non il "mestiere più antico del mondo", ma una delle più efferate forme di schiavitù contemporanea. Mentre lo leggi, ti sembra di essere in quella casa con Irina e Natalija, a soffrire con loro e ad incoraggiarle a ribellarsi ai loro schiavisti ! Libro assolutamente da leggere e da diffondere !

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    Gerd

    21/02/2014 15.38.46

    Una storia da leggere in tutte le scuole. Una scrittura davvero avvincente per raccontare lo schifo delle nuove schiavitù.

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    ANDREA LEBRA

    19/02/2014 10.33.02

    Sono 178 pagine schiette ed efficaci che si leggono d'un fiato, come un flusso di pensiero. Pagine che ci costringono prepotentemente a chiederci come sia possibile, da parte dei maschi, sfruttare, segregare, vendere, violentare due giovani donne in fuga da una situazione di precarietà economica e sociale, senza manifestare il minimo senso di colpa o senza avvertire alcuna responsabilità nei loro confronti. Come è possibile non rendersi conto di essere in presenza di due donne private della loro libertà da una banda di criminali che le stanno ignobilmente schiavizzando ? Eppure è possibile. Sono proprio le due ragazze ucraine, Natalija e Irina, a raccontarcelo. E mentre leggi le loro parole, i loro dialoghi, la loro sofferenza, ti sembra di essere lì con loro, in quella casa, in quella mansarda. Le vedi scendere da quella scala, bellissime ma terribilmente tristi, per far contenti i clienti, costrette a darsi, sotto minacce di morte e privazioni di ogni tipo, al miglior offerente o al cliente di turno secondo regole stabilite dal "capo". Si segue dapprima il loro stupore e l'incredulità di trovarsi in una situazione aberrante e inaspettata; poi lo spavento, la sofferenza e il ribrezzo; poi la rassegnazione, terribile, ma che non dura molto perché alla fine riescono a trovare la forza e il coraggio di ribellarsi, preparando e mettendo in atto la fuga grazie alla determinazione di una connazionale. A costo della propria vita e quella dei propri familiari. Liberate, riescono a denunciare i loro carcerieri, prima di tornare al loro paese e cercare di rifarsi una vita, buttando tutto alle spalle. Disponibili a rientrare in Italia per partecipare al processo che si concluderà con la condanna degli schiavisti. Storia vera, che riflette la difficoltà e la fatica del cammino che gli esseri umani devono compiere per conquistare una vera e piena umanizzazione.

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