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Descrizione

I Rush, leggendario trio rock canadese, tornano con un nuovo e attesissimo album dal titolo "Clockwork Angels". Si tratta della prima raccolta di materiale inedito degli ultimi 5 anni e la prima pubblicazione in studio con l’etichetta Anthem/Roadrunner Records. La registrazione dell'album è iniziata nell'aprile 2010 con il produttore e vincitore di un Grammy Award Nick Raskulinecz (Foo Fighters, Deftones) che aveva già collaborato con la band al suo ultimo lavoro in studio "Snakes & Arrows" del 2007. I Rush hanno co-prodotto entrambi i dischi. Le prime due canzoni, “Caravan” e “BU2B”, sono state completate durante la prima sessione ai Blackbird Studios di Nashville e presentate live durante il Time Machine Tour, tour di grandissimo successo durato un anno intero dal giugno 2010 al giugno 2011. Il lavoro su "Clockwork Angels" è stato ripreso nell'autunno del 2011 al Revolution Recording di Toronto dopo la fine del tour, con tracce addizionali (arrangiate da David Champbell) registrate agli Ocean Way Studios di Hollywood all'inizio di quest'anno. Liricamente "Clockwork Angels" ripercorre il viaggio di un giovane uomo intento a seguire i propri sogni in un alchemico, ricco e colorato mondo steampunk. La storia narra di città perdute, pirati, anarchici, esotici carnevali e di un rigido orologiaio che impone precisione su ogni aspetto della vita quotidiana.

Disco 1
  • 1 Caravan
  • 2 BU2B
  • 3 Clockwork Angels
  • 4 The Anarchist
  • 5 Carnies
  • 6 Halo Effect
  • 7 Seven Cities of Gold
  • 8 The Wreckers
  • 9 Headlong Flight
  • 10 BU2B2
  • 11 Wish Them Well
  • 12 The Garden

Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    04/09/2012 14.43.36

    Il miglior disco rock del 2012. Probabilmente il più bel disco dei Rush da Moving Pictures, 1981... 66 minuti di godimento, 12 pezzi dal quasi metal alle ballate, un concept album moderno con una bella storia, presto raccontata in un romanzo dallo stesso titolo...

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    marmar

    21/06/2012 20.29.37

    Quando si parla di Rush probabilmente sono imparziale, ma tant'è, questo è l'effetto che la Migliore Band della Galassia riesce a fare anche sul sottoscritto. Il disco in questione è un vero colpo di classe, immensa classe, pur rimanendo musicalmente in territori difficili, specialmente nella prima parte; poi l'atmosfera si stempera e da "Seven Cities of gold" in poi è goduria assoluta, che passa dalle orchestrazioni di "The Wreckers" alla "tooliana" "Headlong Flight" e finisce con la stupenda ballad (intesa a modo loro) "The Garden", dove dolcissime note di un malinconico piano e di un'abbagliante melodia calano il sipario. Che dire, sono solo al sesto, settimo ascolto, la prima parte la devo ancora assimilare pienamente, specialmente la title track, ma il fiore sta germogliando, e come previsto, si prospetta di straordinaria bellezza. Lunga Vita ai RUSH, aspettiamo il 2013 per rivederli in Europa, non importa dove, è un pellegrinaggio che bisogna fare.

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