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Alexander McCall Smith

Traduttore: G. Garbellini
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 263 p. , Brossura
  • EAN: 9788850213733

Recensioni dei clienti

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    Toglietemi tutto, ma non i miei libri

    21/12/2014 20.01.01

    Banale, noioso, per niente intrigante. Nel libro c'è una parte filosofica, prolissa e superflua, ed una parte legata alle indagini di omicidio, per niente brillante e con zero intuitiva. Un libro decisamente sconsigliato.

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    gigi

    10/05/2014 19.38.57

    Un libro piacevole, al tempo stesso leggero e profondo, che scorre facilmente, con sfumature psicologiche e riferimenti culturali interessanti. Ne consiglio la lettura.

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    Dunda

    04/09/2012 18.35.07

    Delizioso, una piccola perla non tanto per la trama appena "giallina" quanto per le pillole di saggezza, filosofiche e non solo, disseminate tra le pagine di questo gioiellino. Unico suggerimento: i quattro romanzi che vedono come protagonista Isabel andrebbero letti tutti e soprattutto in ordine, in questo modo si può assaporare al meglio il piacere della loro lettura.

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    Enzo

    28/08/2011 13.00.56

    Che delusione! Una storia banale e quindi noiosa, una trama "gialla" inconsistente e una protagonista insopportabile. Non fatevi ingannare, come me, dai suggerimenti della copertina: Miss Marple e Agata Christie sono lontane anni luce!

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    misselisabethbennet

    17/01/2011 17.10.46

    ... me ne avevano parlato bene ma non mi ha entusiasmato piu' di tanto però lo salvo, sicuramente meglio di tanti altri!!!

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    Marco Tolotti

    26/03/2010 08.51.23

    E' la prima volta che leggo un romanzo di McCall Smith, posso dire che la trama è davvero molto elementare ma il libro è ben scritto e scivola via veloce. L'ho definito un buon coffee book che tradotto potrebbe suonare come un libro senza pretese ma che si lascia leggere agevolmente.

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    Daniele Nuccetelli

    06/04/2008 15.04.46

    Un autore intelligente e ironico, capace di ambientare le sue storie sia al sole del Botswana, sia nel grigio piovoso del cielo di un'affascinante Edinburgo. Da professore di legge, McCall Smith sa che la responsabilità penale spesso è limitata, perciò incentra la sua storia su una questione di responsabilità morale, scoprendo che il vuoto dell'impunibilità a volte può essere ancora più angosciante. Certo, non si tratta di un capolavoro delle letteratura moderna ma rimane comunque un buon esempio di narrativa stimolante. Ovvero, come divertirsi con intelligenza.

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    Daniela

    23/07/2007 22.37.01

    Ho comprato questo libro, perchè giorni prima avevo letto "Amanti, amici, cioccolato". Appassionata da quest'ultimo credevo e speravo di trovare altrettanto interessante leggendo il suo predecessore, ma mi sono sbagliata...noioso e poco stimolante.

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    luca68

    12/07/2007 16.39.55

    Dopo avere amato i romanzi dedicati alla simpatica Precious Ramotswe, ero fiducioso che questa nuova serie fosse altrettanto piacevole e "fresca". Quale spiacevole sorpresa. Il personaggio di Isabel è tutt'altro che simpatico (non stupisce che la Sig.ra Ramotswe abbia un pretendente, il rispettabile Sig. Matekoni, mentre Isabel sembra una zitella inacidita che si fa gli affari degli altri per mancanza di affetti) e la narrazione è lenta e succede ben poco, la trama è banale e sto faticando a finire le 250 pagine. Mentre continuerò senza dubbi ad acquistare le future uscite della serie dedicata alla Sig.ra Ramotswe, altrettanto senza dubbi mi asterrò dall'acquistare quelli della Sig.ra Dalhousie. A proposito di Edimburgo, bella città che si presta però più a racconti più dark che giallo-rosa, mi permetto di segnalare la serie giallo-paranormale di Katherine Kurtz e Deborah Harris dedicata a Sir Adam Sinclair e ambientata in Scozia: cinque libri, a partire da La loggia della lince (ma evitate il terzo, Il sigillo infranto, scadente e completamente diverso dagli altri quattro quanto a stile di scrittura; evidentemente lo ha scritto una sola delle due autrici).

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    Maunakea

    08/07/2007 15.06.26

    Premessa: Alexander McCall Smith mi piace moltissimo; sto seguendo con passione la serie The No. 1 Ladie's Detective Agency ambientata in Botswana, una scrittura nuova, fresca, che ti fa immedesimare immediatamente nella semplicita' dell'ambiente circostante ed entrare della vita della sig. Ramotswe. Logico dunque che mi sia immediatamente lanciata anche su questa nuova serie, dal piglio piu' giallo, in cui si comprende fin dall'inizio l'amore che lo scrittore prova per la citta' dove vive, Edinburgo, infatti e' membro della Royal Society of Edinburgh, che annovera fra le sue piu' prestigiose associazioni la Philosophical Society, da qui ci si riconduce allo spunto per questo libro. The Sunday Philosophy Club e' del 2004, club filosofi dilettanti non e' proprio la traduzione esatta, ma, d'alta parte non me ne viene nessuna migliore o piu' fedele al titolo inglese... club domenicale suona davvero malissimo :-) Il libro pero' non cattura come la serie precedente, e' sicuramente meno originale e se le elucubrazioni della S.ra Ramotswe sono sensazionali e risultano la principale attrattiva della narrazione, quelle della protagonista in questione sono un po' troppo "pesanti" troppo "colte" infarcite fin troppo di richiami a filosofi, arte, musica, cultura e personaggi scozzesi da risultare un filo noiose (almeno se i suddetti argomenti non ci appassionano particolarmente), la narrazione decolla meglio passata la meta' ma manca quella sottile ironia e humour che renderebbero il tutto piu' digeribile. Comprero' sicuramente il secondo volume quando uscira' ma non lo aspetterò trepidante come per la serie della Ladie's Agency.

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