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Amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, Pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull'arte condotta con rigore intellettuale e morale.
«Per Pavese la letteratura è mestiere, la poesia è mestiere, la vita è mestiere» – Domenico Starnone
Iniziato il 6 ottobre 1935 durante i giorni del confino politico, Il mestiere di vivere accompagna Cesare Pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua morte, e diventa a poco a poco il luogo cui affidare i pensieri sul proprio mondo di scrittore e di uomo e, soprattutto, le confessioni ultime su quei drammi intimi che laceravano la sua esistenza. Amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, Pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull'arte condotta con rigore intellettuale e morale; e allo stesso tempo, pagina dopo pagina, testimonia con lucidità la sua incessante autoedificazione poetico-letteraria, l'evoluzione di un personale mestiere di vivere. Introduzione a cura di Domenico Starnone. Edizione condotta sull'autografo a cura di Marziano Guglielminetti e Laura Nay. Con una nota introduttiva di Cesare Segre; un ampio apparato di note; la cronologia della vita e delle opere; l'antologia della critica.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
Non è un libro facile, ma mi ha colpito tantissimo. Più che un diario sembra di entrare nella mente di Pavese e seguirne pensieri, paure e speranze. Alcuni passaggi li ho riletti più volte perché fanno davvero riflettere. Lo consiglio a chi ama le letture profonde e introspettive.
Un libro difficile, crudo e terribilmente vero. In molti punti senza filtri, sincero, con tutte le fragilità di Pavese. Non è una lettura immediata: richiede tempo, attenzione e preparazione nel confrontarsi con temi dolorosi e complessi.
Quanta sofferenza in queste righe: da leggere con cura, per non fare un dispetto a Pavese stesso, che misurava le parole con rara maestria. Questo libro, capitatogli per caso fra le mani, impressionò anche il poco facilmente impressionabile Elias Canetti. Sorprende l'andatura del diario, la lucidità spietata delle riflessioni, la solitudine di chi sa troppo ed è troppo poco amato. Per completezza, consiglio al lettore interessato di leggere anche "Taccuino segreto", dello stesso Pavese, edito da Aragno: vi stupirà.
Recensioni
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