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Anno edizione: 2009
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Sul tema avevo già letto 9 agosto 378 Il giorno dei barbari, un interessante saggio di Alessandro Barbero, e sono stato pertanto curioso, più del solito, di leggere il romanzo storico uscito dalla fertile penna di Guido Cervo. Come immaginavo, il narratore bergamasco si è attenuto fedelmente ai fatti, inserendo opportunamente personaggi e vicende di fantasia, sempre plausibili con un’abilità che gli deve essere riconosciuta. I Goti, pressati dagli Unni, che non sottomettevano, ma uccidevano, chiesero aiuto ai Romani, in particolare domandarono di entrare nel territorio dell’impero e che fossero loro assegnate delle terre da coltivare, promettendo in cambio di servire militarmente sotto di loro. L’imperatore Valente dimostrò il suo interesse, onde ottenere truppe indispensabili per liberarsi una volta per tutte del pericolo persiano, consentendo ai Goti di varcare il Danubio per entrare così nel territorio romano; finì però con il non rispettare i patti, in particolare anche per la corruzione dei suoi dignitari che rubarono gran parte delle provviste destinate agli immigrati, a cui inoltre riservarono terreni pressoché incoltivabili. Ne derivarono reciproche diffidenze che si concretizzarono ben presto in scontri armati a cui Valente credette di porre rimedio provvedendo a una tregua con i persiani e convincendo Graziano imperatore d’occidente a soccorrerlo con una grande armata. Senza attendere Graziano, Valente diede battaglia e i romani subirono una disfatta che fra le vittime contò lo stesso imperatore. La lettura è veramente piacevole, non potendosi che apprezzare lo stile snello, la felice caratterizzazione dei protagonisti, l’ambientazione precisa e la descrizione delle scene di guerra, contrassegnate da una notevole dinamicità, e infine, non meno importante, l’autentica pietà dell’autore per i suoi personaggi meno fortunati. Le mura di Adrianopoli è un romanzo di notevole bellezza.
E’ un romanzo corale che narra la storia di un popolo, i Goti che, sospinti dagli Unni in territorio romano, dapprima si sottomettono volontariamente al giogo dell’Impero e poi, di fronte alla sua disorganizzazione e protervia, si ribellano e ne lacerano i territori d’Oriente. Si tratta di un libro storicamente accurato, con una descrizione molto dettagliata degli usi e costumi dei popoli, in cui la narrazione principale fa da trait d’union ad altre storie grandi e piccole: le battaglie tra armeni e romani, il tentativo di alleanza tra indiani e romani contro i persiani, le vicende di un gruppo di meretrici, la ricerca della propria donna rapita da parte di un veterano romano, l’inseguimento e la cattura di un brigante,... Ed è significativo che, per non confondere storia e finzione, mentre il filone principale riflette avvenimenti e personaggi storicamente esistiti, quelli secondari siano il mero frutto della fantasia dello scrittore. Da segnalare, inoltre, il coraggio dell’autore che sceglie di narrare vicende storiche decisamente lontane da quelle percorse dai programmi scolastici che – almeno fino al 476 d.c. – sono imperniate sui soli accadimenti dell’Impero Romano d’Occidente. Se è vero che – come scrive l’autore nella nota finale – un romanzo storico è un “viaggio immaginario... attraverso uno scenario storico per quanto possibile vicino a quello reale...” che dia al lettore “l’impressione di essere stato tra i testimoni diretti delle vicende narrate... riportandone vive emozioni e magari qualche motivo utile di riflessione...”, allora siamo di fronte ad un grande romanzo storico!!
Altro grande romanzo storico di Cervo, ormai affermatosi come uno dei migliori autori di romanzi storici attualmente in circolazione. Grandiosa ambientazione, come al solito, trama di grande respiro e molta attenzione ai dettagli del quotidiano dei due mondi, romano e goto. Di grande attendibilità storica, mi è piaciuto anche di più del precedente.
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