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Tra le bestie la più feroce è l’uomo - Varlam Salamov - copertina
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Tra le bestie la più feroce è l’uomo
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Tra le bestie la più feroce è l’uomo - Varlam Salamov - copertina

Descrizione

Il percorso di un’intera vita che trova il suo fil rouge nell’anelito costante, quasi viscerale alla letteratura: «Scrivo perché leggendo la mia prosa lontanissima dalla menzogna qualcuno possa fare nella sua vita qualcosa di buono anche in minima parte. Perché qualcosa bisogna fare».


«Ho molti dubbi, troppi. E una domanda che chiunque scriva memorie, qualunque scrittore grande o piccolo, conosce: servirà a qualcuno questo mio mesto racconto?». È l’interrogativo che Varlam Šalamov si pone nell’introdurci ai suoi ricordi della Kolyma, «racconto di uno spirito che non trionfa, ma che piuttosto viene calpestato». In queste pagine – nucleo centrale degli scritti autobiografici qui radunati – Šalamov rivive e ci fa vivere l’inferno del lager: l’implacabile freddo siberiano, la fame assillante, l’umiliazione continua dei lavori forzati e delle violenze, e le efferate tecniche messe in atto dal potere sovietico per ridurre i detenuti a «relitti umani» – termine ultimo di un processo di decadimento del corpo e dello spirito perseguito con caparbia brutalità. Un resoconto secco, aspro, intransigente, giacché quel che preme a Šalamov è scandagliare un’«esperienza sottoterra» che, riducendo l’uomo a istinto e spirito di conservazione, ne mette a nudo la natura profonda. Ma le sue rievocazioni ci riportano anche alla Vologda dell’infanzia, dove precoci si manifestano l’amore per la poesia e l’insaziabile sete di libri; alla Mosca degli anni Venti, dove rifulgono le stelle di Šklovskij, Majakovskij e Bulgakov – un «sottobosco luminosissimo» presto «spazzato via dalla scopa di ferro dello Stato»; e da ultimo al tempo della riabilitazione ufficiale, del ritorno a Mosca e dell’inattesa amicizia con Pasternak.
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Dettagli

2024
5 novembre 2024
468 p., Brossura
9788845939303

Valutazioni e recensioni

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GD
Recensioni: 5/5

Queste prose di Salamov sono in parte un supplemento ai racconti di Kolyma, ma ampliato dai ricordi degli anni venti e trenta, quando Salamov seguiva con molto trasporto il fervore culturale del momento, cercando la sua strada di poeta. Poi il destino virò in altro modo e lo fece precipitare, con milioni d'altri, nell' inferno della deportazione. Quando si racconta di questo orrore, imbandito da sovietici o nazisti e chissà quanti altri, non si riesce a far altro, possedendo talento e stabilità, che raccontare i fatti salvati dalla memoria, e già questo è troppo. Primo Levi elaborò una "razionalizzazione" dell' orrore dei lager solo una quarantina di anni dopo esserne scampato ("I sommersi e i salvati"). Così direi Salamov che anche aveva indiscutibile talento e che trovò una forza insospettata in sè stesso per salvare e poi scrivere le memorie. Talento nel riconoscere l'essenziale delle vicende, e non avere fiato per commenti e chiose; il pessimismo sull' essere umano che se ne ricava è mitigato solo da una considerazione: qualcuno di chi sopravvisse trovò modo di salvare la memoria e raccontare. Non è molto, nella catastrofe di vite macerate e vilipese, ma è quello che è.

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AdrianaT.
Recensioni: 4/5
Io ho visto l'uomo diventare lupo

Se con "I racconti della Kolyma" si ha la preziosa testimonianza di prigionia di Šalamov, con questa raccolta di scritti autobiografici pubblicati postumi, intimi e riflessivi, a più ampio spettro rispetto alla circoscritta esperienza della Kolyma (con la quale, però, si incrocia e si integra), ci si avvicina e si conosce di più l'uomo Šalamov. Scrittore, poeta e giornalista: con il racconto delle sue passioni, idee, pensieri, ricordi, cultura, letteratura ed esperienze di vita, questi taccuini illuminano e rendono accessibile, comprensibile e pure appassionante il percorso di un uomo che, nel corpo e nella mente, non si è arreso all'Orrore. Vi sono affinità con Vasilij Grossman, dal quale però, trassi poca soddisfazione letteraria. "Tra le bestie il più feroce è l'uomo", invece, è narrato magnificamente e, secondo me, è da leggersi assieme a "I racconti della Kolyma" per avere il quadro storico, politico e sociale più completo. Quindi sì, lettura consigliata per varietà e ricchezza di narrazione, e anche perché questo argomento non smette mai di girare nella testa, e nella pancia. E poi, Šalamov scrive proprio bene! E se, putacaso, volete tornare in quegli stessi luoghi nei tempi recenti, allora c'è l'interessante reportage giornalistico del 2018 "I diari della Kolyma" di Jacek Hugo-Bader che dice: "Vado nella Kolyma per vedere come si vive in quel posto, in quel cimitero. Il più lungo. Si può amare, ridere, gridare di gioia qui? E come si piange qui, come si concepiscono e crescono i bambini, come ci si guadagna da vivere, si beve vodka, si muore? Di questo voglio scrivere. E di come mangiano, setacciano l'oro, cuociono il pane, pregano, si curano, sognano, combattono, si spaccano il muso... Quando atterro all'aeroporto di Magadan leggo una grande scritta: BENVENUTI NELLA KOLYMA - IL CUORE D'ORO DELLA RUSSIA."

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vincenzo russo
Recensioni: 5/5
scrittori da Nobel

Ogni volta che leggo Salamov, mi viene di pensare che bisognerebbe istituire un premio Nobel alla memoria, per tutti gli scrittori che sono morti , ignorati dall'accademia di Stoccolma. SALAMOV, GROSSMANN, MARAI, BORGES, kADARE' e PAHOR sono i primi che mi vengono in mente. Ma tutto è cominciato con Tolstoj.

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Conosci l'autore

Varlam Salamov

1907, Vologda

Varlam Salamov, nato a Vologda nel 1907 e morto a Mosca nel 1982, è stato scrittore, poeta e giornalista. Figlio di un prete ortodosso e di un'insegnante, lasciò la famiglia per studiare Giurisprudenza. Dal 1927 svolse attività d'opposizione al regime staliniano, fu arrestato e deportato per la prima volta in un campo di lavoro a nord dell'Ural. Liberato nel 1932, tornò a Mosca, dove intraprese l'attività giornalistica, scrisse poesie e racconti, ma nel 1937 fu nuovamente arrestato e deportato nella Kolyma, in Siberia. Fu riabilitato nel 1957 e da allora venne autorizzata in Russia solo la pubblicazione di qualche breve raccolta di poesie. Solo alla fine degli anni Ottanta, dopo la sua morte, le opere di Salamov hanno cominciato ad essere pubblicate in patria.Tra...

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