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Memorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro Satana - Gabriele Amorth,Marco Tosatti - copertina
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Memorie di un esorcista. La mia vita in lotta contro Satana - Gabriele Amorth,Marco Tosatti - copertina
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Descrizione


I più lo conoscono come il più famoso esorcista al mondo, cui sono stati dedicati numerosi libri, decine di trasmissioni televisive, migliaia di pagine internet. Questo è Padre Gabriele Amorth, sacerdote paolino. Pochi sanno però che, prima di diventare sacerdote, ha fatto la guerra, è stato partigiano e si è laureato in giurisprudenza. Fine teologo mariano, è stato per molti anni direttore della prestigiosa rivista paolina "Madre di Dio". Poi, l'incredibile svolta. È il cardinale Ugo Poletti che, a Roma, lo invita ad affiancare quel grande esorcista che era Padre Candido, affidando a Padre Amorth l'incarico ufficiale di esorcista. È l'inizio di quella che lui stesso definisce la sua "professione", che lo pone a tu per tu con il demonio ogni giorno, attraverso riti esorcistici e preghiere di liberazione che cercano di recare sollievo alle numerose persone che a lui, continuamente, si rivolgono. Una pratica quotidiana di lotta contro Satana che ha fatto di Padre Amorth, attraverso l'esperienza di decine di migliaia di esorcismi, il massimo esperto riconosciuto in tema di esorcismo e lotta al maligno. Attraverso la testimonianza in prima persona dell'esorcista più famoso al mondo, emerge una serie impressionante di storie che si fanno leggere d'un fiato e testimoniano quanto sia potente il male. E quanto più potente ancora sia l'attività di quei ministri di Dio che, come Padre Amorth, hanno fatto della propria vita una quotidiana lotta contro Satana.
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Argomenti

Informazioni dal venditore

Venditore:

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Dettagli

2010
208 p., Brossura
9788856609424

Valutazioni e recensioni

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Leonardo
Recensioni: 3/5

Molto affascinante come lettura se presa come lettura horror di evasione immaginandosi che forse certe cose POTREBBERO essere vere,ma in quanto a veridicità dimostrabile.... Troppe cose risultano davvero assurde,persone che vomitano vetri e chiodi che si materializzano lì x lì,beato chi ci crede è il caso di dire! E poi caro Amorth non negare che la vendita di libri con questi argomenti rende,vendi storie x fare soldi,nient'altro,anche tu come molti 6 devoto al Dio Denaro. Pare che basti un nonnulla x fare entrare il demonio dentro di noi,siamo tutte marionette manovrabili,hai mai sentito parlare del libero arbitrio? Anche io in questo momento sono manipolato dal diavolo che mi sta facendo scrivere queste cose. Vogliamo le prove,non possiamo credere sulla parola a certe cose. Ma ripeto,il fascino del libro è dato dal fatto di credere che ipoteticamente potrebbero essere successe davvero certe storie. Dò una via di mezzo come voto.

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Tiziano Malosti
Recensioni: 1/5

L’ossessione dell’autore per il demonio presenta i caratteri di una vera e propria psicosi paranoica. Egli vede Satana ovunque in una quotidianità costituita da indemoniati, case infestate e fenomeni soprannaturali. Protagoniste in negativo dei racconti di Amorth sono nella stragrande maggioranza dei casi donne, sia nel ruolo di vittime delle possessioni (in quanto deboli e indifese) che in qualità di streghe malefiche (in ossequio alla loro tradizione diabolica e tentatrice). Ovviamente non c’è lo straccio di una nota, nessun riferimento né testimonianze verificabili. Dobbiamo fidarci della parola del sacerdote guerriero, il quale afferma di aver conservato decine di chiodi lunghi anche 25 cm vomitati dai posseduti durante gli esorcismi. Con Padre Amorth ritorniamo in pieno medioevo. Il “pensiero teologico” dell’esorcista modenese è un indigesto miscuglio di manualistica da caccia alle streghe di quasi 600 anni fa (Manuel Del Rio, Johann Wier), reminescenze dell’inferno dantesco e cinematografia dell’orrore. Purtroppo non si tratta delle innocue farneticazioni di un vecchietto in cerca di visibilità. Questo individuo, grazie alla protezione del Vaticano, dal 1986 ha potuto praticare le sue arti magiche indisturbato e in assenza di qualsiasi controllo medico. Rabbrividisco al pensiero di quante persone (anche bambini piccoli) affette da disturbi neurologici o problemi psichici siano passate tra le grinfie di un simile stregone. Il livello del libro è davvero infimo: a mio parere non solo un insulto all’intelligenza del lettore, ma all’intelligenza umana in generale. Si tratta si letteratura horror di serie Z, autentica spazzatura quasi sempre ridicola, a tratti ignobile e rivoltante (il testo trasuda bigottismo, omofobia e disprezzo per le altre religioni). Non rimpiango comunque i soldi spesi e mi sento di consigliarlo a tutti gli studiosi di fenomeni religiosi in quanto allucinante testimonianza della mentalità pre-moderna e antiscientifica che tutt’ora caratterizza ampie fasce della Chiesa cattolica.

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Baldo
Recensioni: 5/5

Una eccellente serie di esperienze e testimonianze sull'influenza che il demonio continua ad esercitare anche nella nostra nazione "progressista e moderna". Probabilmente le memorie di padre Amorth non sorprenderanno più che tanto un cristiano devoto e bene informato sulla propria religione, ma è sempre utile fare tesoro delle esperienze altrui, e sono convinto che sia laici che credenti possano trovare interessanti spunti di riflessione dalla lettura di questo testo. Raccomandato senza riserve!

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Voce della critica

Gabriele Amorth è nato ottantaquattro anni fa. In gioventù ha conseguito la laurea in giurisprudenza e si è dedicato alla militanza nell'Azione cattolica. Venne nominato, su segnalazione di Dossetti, vice delegato nazionale della Gioventù democristiana; ma al momento di succedere al delegato uscente, Giulio Andreotti, si ritirò dalla politica e si dedicò all'attività sacerdotale. A lungo direttore del mensile mariano della Società San Paolo, venne infine incaricato di affiancare padre Candido Amantini, famoso esorcista della Scala Santa a Roma. Dal 1986 si dedica esclusivamente all'attività esorcistica, ogni giorno dell'anno. Durante la sua carriera ha effettuato circa settantamila esorcismi e nel 1991 ha fondato l'associazione internazionale degli esorcisti. Non vede la televisione, non possiede un cellulare, non legge i giornali, non viaggia quasi mai; eppure ha saputo sfruttare al meglio le potenzialità dei moderni strumenti di comunicazione: grazie ai suoi scritti e alle sue numerose partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici, è diventato uno degli esorcisti viventi più famosi al mondo. Il suo primo libro, Un esorcista racconta, è giunto alla sua ventunesima edizione ed è stato tradotto in ventitré lingue, tra cui il giapponese.
L'interesse di questo volumetto, che dal punto di vista dell'organizzazione editoriale lascia un po' a desiderare, sta tutto nelle parole dell'esorcista: il giornalista Marco Tosatti, attento alle esigenze del pubblico, gli pone le domande più curiose e tra un'intervista e l'altra inserisce aneddoti e racconti, procurati non solo da Amorth, ma anche da altri colleghi del mestiere. Alla conclusione della lettura si avrà la netta sensazione di aver appena assistito a una proiezione del The Exorcist di William Friedkin, e ci si renderà conto che quel film non era poi tanto distante dalla realtà espressa dal nostro libro. Amorth ci descrive lo svolgersi del rito, il quale avviene in presenza di almeno sei o sette aiutanti laici che servono a frenare gli scatti violenti del posseduto e accompagnano l'esorcismo con le loro preghiere. Qualcuno è addetto alla pulizia del vomito e delle sbavature degli indiavolati, che talvolta sputano dalla bocca anche vetri, chiodi, capelli, escrementi, pupazzi, garze, fibbie, medaglie e persino pezzi di carta che, uniti come un puzzle, formano immagini di icone e crocifissi. L'armamentario dell'esorcista è quello tradizionale: il Rituale Romanum, la stola viola, l'acqua benedetta, olio, sale, reliquie, medaglie; si aggiunge la novità, relativamente recente, degli esorcismi svolti per telefono. Ricorrono i più noti nomi infernali: Lucifero, Asmodeo, Zago, Satana, Astarot, Legione, Serpente, Abu Katabu, Zei, Alef, Namàr, Alimai, Lilith e Belzebul. Non mancano visioni, apparizioni, sparizioni e spostamenti di oggetti, quadri che volano, fantocci malefici ritrovati dentro i cuscini e odore di zolfo. Tra gli indemoniati e gli esorcisti si registrano episodi misteriosi: voci interiori, casi di glossolalia e di levitazione dell'indemoniato o dell'automobile dell'esorcista. Qualche episodio potrebbe sottoporre il lettore a dura prova, come quella volta in cui le apparecchiature di un negozio non funzionavano, ma sono ripartite grazie all'uso del sale esorcizzato; o quando il cancello automatico non si apriva se non con una benedizione, perché il diavolo si era frapposto tra il cancello e il telecomando; o quando l'esorcista spiega l'efficacia sui demoni dell'espressione "San Francesco ti cacca in bocca".
Come si riconosce il vero indemoniato? Con il carisma del discernimento (a padre Candido bastavano uno sguardo negli occhi o una fotografia), attraverso l'uso dell'acqua benedetta o con il cosiddetto "esorcismo diagnostico". Come escludere la malattia mentale dei pazienti? Rifiutando l'esorcismo a chi non dimostra di essere già stato visitato dai medici, e restando in stretto contatto con lo psichiatra. La possessione, lo dicevano già gli antichi, il medico non la può curare; come non può curare i tumori e le cisti indotte dal demonio, o i malanni dovuti ai malefizi. Proprio l'occultismo e il satanismo, sostiene Amorth, sono una porta aperta al demonio. Il sacerdote ci parla di sette demonolatriche che frequentano cimiteri, di gente che si ciba di sangue, ossa e altre indicibili bevande nauseabonde, di vergini violate e tabernacoli svuotati, di messe nere e sacrifici di animali. Il malefizio, assicura, è la causa del 90 per cento delle possessioni; e i vari tipi di malefizio ci rammentano quelli dei trattati cinquecenteschi (fra tutti, ricordo quello di Girolamo Menghi, Compendio dell'arte essorcistica, et possibilità delle mirabili & stupende operationi delli demoni, & de' malefici, stampato a Bologna nel 1576). Oggi la lista è aggiornata ai tempi moderni: malefizio amatorio, venefico, di legamento, di transfert, di putrefazione, di possessione, effettuato per infissione di spilli, annodamenti, maledizioni, fatture, malocchi; uso di oggetti che compaiono dentro i guanciali e invio di soffi telefonici; caffè, cioccolatini o pezzi di torta venuti a contatto con sangue mestruale e fatti ingerire all'insaputa del malcapitato.
La parte più interessante per lo studioso di demonologia è quella in cui l'esorcista tenta di dare una sistemazione teologica a ciò che ha appreso con la pratica. Qual è la differenza tra sensitivi, carismatici e occultisti? È possibile che le anime dannate comunichino attraverso l'indemoniato, o che i defunti parlino attraverso i posseduti, in un periodo intermedio tra la morte e l'inferno? In che modo le anime che restano a vagare sulla terra arrecano disturbo agli esseri umani? L'esorcista testimonia di aver convertito e confessato un defunto che abitava nel corpo di un uomo, e di avergli liberato la strada verso il cielo. Si può fare un malefizio anche a un feto o ai bambini innocenti, e provocarne la possessione, sostiene Amorth; il diavolo, inoltre, può ingannare i fedeli facendo piangere sangue alle statue e alle immagini sacre (questa notizia farà forse allarmare coloro che venerano le madonnine piangenti). L'influenza del maligno può anche riversarsi sugli stessi esorcisti: così l'autore si spiega la defezione scismatica del vescovo-esorcista Emmanuel Milingo.
Le lamentele più insistenti sono rivolte verso la chiesa: mancano i necessari pronunciamenti dottrinali, languiscono gli esorcisti e non ne vengono nominati di nuovi, perché "abbiamo moltissimi preti e molti vescovi che non ci credono". E spesso, quando ci sono, non esorcizzano, perché inadatti, increduli o incapaci. Ai teologi e ai liturgisti si deve la riforma del rituale dell'esorcismo, dove gli antichi e solenni scongiuri imperativi hanno lasciato il posto a blande preghiere politically correct: ma con il demonio funzionano poco, e il parere di chi quei diavoli li deve combattere è rimasto inascoltato. È questo uno degli aspetti di un forte dibattito intraecclesiale (già descritto da Agnese Cini Tassinario, Il diavolo secondo l'insegnamento recente della Chiesa, Pontificium Athenaeum Antonianum, 1984) ove le posizioni tradizionali si scontrano con moderne tendenze alla demitologizzazione e alla riduzione della presenza della demonologia nella dogmatica e nella liturgia cattolica. Potrebbe essere la più raffinata delle azioni diaboliche che il demonio mette in atto per non far parlare di sé? Non sarebbe così strano: in Vaticano – qualche diavolo l'ha confessato ad Amorth sotto il torchio dell'esorcismo – gli adepti di sette sataniche non mancano persino tra i monsignori e i cardinali di curia.
Andrea Nicolotti

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Conosci l'autore

Gabriele Amorth

Nato da una famiglia religiosa legata all’Azione Cattolica, è stato membro della FUCI. Laureato in giurisprudenza, è entrato a far parte della Società di San Paolo e quindi ordinato sacerdote nel 1954. Ha pubblicato molti articoli sulla rivista cattolica «Famiglia Cristiana». Appassionato di mariologia, è stato per molti anni direttore del mensile «Madre di Dio». È membro della Pontificia Accademia Mariana Internazionale. Dal 1986 è esorcista nella Diocesi di Roma per mandato del cardinale vicario Ugo Poletti. Nel 1990 ha fondato l’Associazione internazionale degli esorcisti, di cui è stato presidente fino al 2000. Attualmente ne è presidente onorario. Nel 2011 ha scritto "Memorie di un esorcista"...

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