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Cecenia
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lo cosiglio a chi interessa l'argomento
Ennesimo libro di denuncia della Politkovskaja, stavolta sul conflitto Russo-Ceceno, dove la giornalista offre il SUO punto di vista puntando il dito sull'esercito russo e su (ma guarda un pò) Vladimir Putin. Ora, le atrocità compiute dalle truppe di Mosca durante i due conflitti ceceni non si discutono, ma non sono state unilaterali e non si scostano da qualsiasi testimonianza proveniente da qualsiasi conflitto (senza voler giustificare nessuno, ci mancherebbe). Dalle guerre mondiali, al Vietnam, alla ex-Jugoslavia, all'Iraq; cambiano i protagonisti ma le atrocità (silenzi, censure, stupri, violenze sulla popolazione, fosse comuni, uso di armi vietate) rimangono ESATTAMENTE le stesse. Ci sono state OVUNQUE, non solo in Cecenia. E' questo quello che mi lascia un pò perplesso del libro: "Che criminali i russi ... Putin poi". Se c'è una denuncia da fare mi va benissimo, ma non si deve far passare in secondo piano chi c'era "dall'altra parte". Figure come Samil Basayev (colui che ordinò le azioni al Teatro Dubrovka e alla scuola di Beslan), Ruslan Khuchbarov (colui che guidò le azioni a Beslan), Dokka Umarov (attentati alla metropolitana e all'aeroporto di Mosca). Solo per citarne alcuni.
Donna e giornalista straordinaria. Con la sua sete di verità e di gistizia ha firmato la sua condanna a morte. Non poteva tacere, non poteva non scrivere e voltare le spalle al popolo ceceno, non era moralmente in grado di tacere la verità. I suoi concittadini russi, l'Europa tutta dovevano sapere. Questo le è costato la vita. Per non dover più dire "IO NON LO SAPEVO".
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