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Anno edizione: 2021
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Recenti sondaggi confermano che, secondo molti, gli USA esercitano la più forte influenza destabilizzante sugli eventi mondiali e rappresentano quindi la più grande minaccia alla pace mondiale. Come mai? A partire dal 1945, nessun’altra nazione ha bombardato così tanti Stati stranieri e rovesciato così tanti governi quanto gli USA. Nessuna altra nazione ha più avamposti militari (parliamo di centinaia di installazioni in tutto il mondo), esporta più armi e possiede una quantità maggiore di armamenti.
«Ho scritto questo libro per rafforzare il movimento pacifista». - Daniele Ganser
Per tutte queste ragioni – scrive Daniele Ganser, storico e ricercatore svizzero specializzato in storia contemporanea e politica internazionale – nessuna nazione più degli USA costituisce oggi una minaccia per il principio della “famiglia umana”, secondo cui l’umanità è caratterizzata da relazioni reciproche fondamentali intrasgredibili, alla luce delle quali l’altro «può certamente essere trattato in maniera diversa, ma non può essere ucciso». Nel corso della storia, però, tale principio è stato ripetutamente trasgredito. Alcuni membri della famiglia umana ne sono stati esclusi a causa della loro provenienza geografica, della loro religione, del colore della loro pelle o del loro genere. In base a questo principio, assunto come stella polare del movimento pacifista, Ganser valuta gli sviluppi della politica americana, dalle sue origini fino ai giorni nostri, ripercorrendone i momenti fondamentali. Dallo sterminio degli indiani fino ai più recenti scandali legati a Cambridge Analytica (che possono annoverarsi in quello che Ganser definisce “imperialismo digitale”), la politica americana sarebbe caratterizzata non tanto da una specifica ideologia o da conflitti culturali, ma da una mera volontà espansionistica motivata da puri interessi economici. Secondo l’autore, tale volontà si è concretizzata nel corso della storia con strategie diverse che vanno dalla moderna guerra espansionistica e coloniale alle guerre occulte condotte dai servizi segreti per destabilizzare nazioni strategicamente importanti (tra cui, ovviamente, l’Italia), fino ad arrivare alla manipolazione interna del consenso attraverso le nuove tecnologie. Ganser riesce così a definire un quadro storico che riflette pienamente lo strutturarsi della società americana, la quale, ben lungi dal rappresentare un esempio di democrazia, si delinea come un’oligarchia sostenuta da forti interessi economici e caratterizzata dalla quasi assoluta assenza di valori etici. Ma come tutti gli imperi, dopo un periodo di espansione e di fioritura, anche gli usa sono destinati a cadere, avverte Ganser. Scritto in uno stile molto agile e accattivante e basato su un’analisi rigorosa e approfondita, che non si abbandona mai alla dietrologia, Breve storia dell’impero americano descrive in modo impressionante i retroscena, i motivi e gli strumenti della lotta americana per il potere mondiale – una lotta in cui la violenza è un elemento centrale.
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ripercorre la politica estera degli Stati Uniti dalla fine della Seconda guerra mondiale ai giorni nostri. Daniele Ganser propone una lettura critica del ruolo americano nel mondo, analizzando interventi militari, operazioni segrete e strategie geopolitiche che hanno contribuito a consolidare l'influenza globale di Washington. Il testo è ricco di dati, riferimenti storici e documentazione, offrendo numerosi spunti di riflessione sul rapporto tra potere, interessi economici e politica internazionale. Pur sostenendo una tesi netta e talvolta controversa, il libro rappresenta una lettura stimolante per chi desidera approfondire la storia contemporanea e il dibattito sull'egemonia statunitense.
Nella prima guerra mondiale avevano contribuito a sconfiggere gli imperi centrali, con fine dell'impero asburgico, creazione di stati su base nazionale. Nella seconda guerra mondiale contribuirono alla sconfitta del militarismo nazista e del tentativo di creare un Impero germanico caratterizzato da un'ideologia irrazionale, etnonazionalista ed estremista. Sconfissero l'imperialismo giapponese che aveva assunto forme feroci. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il regime sovietico stalinista che provocò milioni di morti, costringeva parte dell'Europa a restare nella sua sfera d'influenza e ad adottare un sistema a partito unico ed economia pianificata simile al suo. Per decenni una dottrina alla base della politica estera degli USA era il contenimento dell'espansione del comunismo sovietico. Con la presidenza Carter diventava importante la difesa dei diritti umani. Con la dissoluzione dell'URSS uno scopo diventava quello di favorire la diffusione della democrazia liberale ed il rafforzamento delle istituzioni democratiche, sia per soppiantare evidenti dittature sia per superare sistemi pseudodemocratici autoritari, clientelari senza vero ricambio dell'élite o dell'autocrate al potere. Scopi non dichiarati e persino non consapevoli di Ganser potrebbero essere l'arretramento della democrazia nel mondo, l'accrescimento del potere del Partito Comunista Cinese e dell'impero russo nella forma attuale, data dal regime autoritario di Putin. L'autore, complottista anti-USA, si potrebbe chiedere perché stati e popoli che hanno avuto relazioni frequenti con la vicina Russia, come Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, la temano e preferiscano essere alleati degli USA. Potrebbe confrontare il benessere della Corea del Sud alleata degli USA con le condizioni della popolazione della Corea del Nord, sotto il regime appoggiato dalla Cina.
Una efficace storia degli Stati Uniti dalla loro nascita ad oggi con esaustivi riferimenti alla loro attività internazionale. Molto consigliato.
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