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Anno edizione: 2025
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Libro infarcito di errori, pregiudizi e negazionismi. A parte la solita solfa sulla non esistenza della Palestina (pag. 33), una prima mostruosità storica è presente nella denuncia del genocidio degli ebrei, che avrebbe mietuto milioni di vittime, ad opera dei Romani (su una popolazione che poteva essere sull’ordine delle migliaia, non certo dei milioni, vedi pag.29). Si passa quindi ad altre perle:, quali la solita identificazione antisionismo/antisemitismo (pag.45), il Gran Muftì (certamente non uno stinco di santo) responsabile maggiore della Nakba (pag. 69), Israele che non avrebbe mai usato il terrorismo come strumento politico o militare (pag. 83), l’Iraq dominato dall’Isis (quando?, pag. 160) e via dicendo. Viene ritenuto invece normale che nella dichiarazione Balfour si sorvolasse sui diritti politici della popolazione araba palestinese, si menzionano i massacri di ebrei sorvolando completamente su quelli compiuti dagli ebrei (pag.75), si ribadisce il diritto legale che gli ebrei hanno di abitare in Cisgiordania (naturalmente indicata come “Giudea e Samaria”) oltre che nella Striscia di Gaza (pag.90) e si fa del comodo benaltrismo sul fatto che comunità come quella basca, catalana, sarawi e curda non abbiano uno Stato e nessuno dica niente (naturalmente tacendo che le prime due non vengono certo oppresse e hanno un certo grado di autonomia, e per l’ultima la situazione è complessa visto che la comunità curda si trova in 4 Stati diversi). Naturalmente Arafat è responsabile della crescita di Hamas (pag.113, si tace sui finanziamenti di Nethanyau attraverso il Qatar) e si loda l’abbandono del trattato sul nucleare fatto da Obama con l’Iran, Ci sarebbe altro ma non c'è spazio sufficiente.
Testo utile, efficace e brillante per comprendere Israele.
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