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Due volumi in 4to (mm 278x203). Pp. XII, [6], 472; VII, [1 bianca], 467, [1 bianca]. Nel primo volume, dopo il privilegio di stampa concesso dal duca alla Società Tipografica, si trova rilegato un altro bando di Francesco III, datato 1775, che non pertiene a questa edizione. Stemma calcografico del ducato ai frontespizi, capolettera xilografico al primo volume. Legatura ottocentesca in mezza pelle con fregi in oro e duplice tassello con titolo e numerazione dei volumi sul dorso, piatti in carta marmorizzata (minimi restauri alle cuffie e alle cerniere, qualche lieve spellatura). Titoli leggermente macchiati, sporadiche fioriture, piccoli strappi marginali ad un gruppo di carte senza danno al testo, nel complesso buona copia.
Imponente compilazione di norme statutarie e di gride, ordini, provvisioni e decreti del ducato di Modena, promulgata il 26 aprile 1771 dal duca Francesco III, che regnò tra il 1737 ed il 1780, con intenti di riforma e di semplificazione del materiale normativo esistente. Le leggi furono pubblicate col titolo di Codice di leggi e costituzioni per gli Stati di S. Altezza Serenissima, ma solitamente vennero denominate come ''Codice Estense''. Il testo è sistematicamente ripartito in cinque libri, di cui il primo dedicato prevalentemente all'ordinamento giudiziario ed alla procedura civile; il secondo al diritto privato; il terzo a materie feudali e fiscali; il quarto e il quinto al diritto ed alla procedura penale. Il materiale normativo fu tratto da un complesso di fonti estremamente eterogeneo, tra cui la raccolta di gride ducali del 1755 e le costituzioni piemontesi del 1723-1729.
Il “Codice Estense” è uno dei testi normativi più completi ed innovativi tra quelli realizzati nell'Europa del Settecento e s'ispira ai principi espressi da Ludovico Antonio Muratori nel 1742 nella sua opera intitolata “Dei difetti della giurisprudenza”. Redattore principale ne fu Bartolomeo Valdrighi, primo professore a Modena di diritto pubblico. Il Codice riflette lo stato del ducato estense nella seconda metà del Settecento, in un momento particolarmente propizio e felice grazie soprattutto alle riforme di stampo illuministico introdotte da Francesco III, tra cui quella particolarmente rilevante dell'università.
Catalogo unico, IT\ICCU\RMSE\002683.
<p>Due volumi in 4to (mm 278x203). Pp. XII, [6], 472; VII, [1 bianca], 467, [1 bianca]. Nel primo volume, dopo il privilegio di stampa concesso dal duca alla Societ&agrave; Tipografica, si trova rilegato un altro bando di Francesco III, datato 1775, che non pertiene a questa edizione. Stemma calcografico del ducato ai frontespizi, capolettera xilografico al primo volume.&nbsp; Legatura ottocentesca in mezza pelle con fregi in oro e duplice tassello con titolo e numerazione dei volumi sul dorso, piatti in carta marmorizzata (minimi restauri alle cuffie e alle cerniere, qualche lieve spellatura). Titoli leggermente macchiati, sporadiche fioriture, piccoli strappi marginali ad un gruppo di carte senza danno al testo, nel complesso buona copia.</p> <p>Imponente compilazione di norme statutarie e di gride, ordini, provvisioni e decreti del ducato di Modena, promulgata il 26 aprile 1771 dal duca Francesco III, che regn&ograve; tra il 1737 ed il 1780, con intenti di riforma e di semplificazione del materiale normativo esistente. &nbsp;Le leggi&nbsp;furono pubblicate col titolo di <em>Codice di leggi e costituzioni per gli Stati di S. Altezza Serenissima</em>, ma solitamente vennero denominate come ''Codice Estense''. Il testo &egrave; sistematicamente ripartito in cinque libri, di cui il primo dedicato prevalentemente all'ordinamento giudiziario ed alla procedura civile; il secondo al diritto privato; il terzo a materie feudali e fiscali; il quarto e il quinto al diritto ed alla procedura penale. Il materiale normativo fu tratto da un complesso di fonti estremamente eterogeneo, tra cui la raccolta di gride ducali del 1755 e le costituzioni piemontesi del 1723-1729.</p> <p>Il &ldquo;Codice Estense&rdquo; &egrave; uno dei testi normativi pi&ugrave; completi ed innovativi tra quelli realizzati nell'Europa del Settecento e s'ispira ai principi espressi da Ludovico Antonio Muratori nel 1742 nella
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