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Margherita Oggero

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 190 p.

81 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788804512813

Nel trentennale della Donna della domenica tira aria di celebrazioni: si riprende il film tratto dal romanzo, su "Diario" Giovanni De Luna rievoca da par suo la Torino di allora e la confronta con quella di oggi, fioccano le interviste e gli articoli. Il più bell'omaggio al primo grande poliziesco di Fruttero e Lucentini è però forse questo romanzo che, senza proporsi in alcun modo di imitare la complessità del modello, si colloca esplicitamente nella sua scia, strizzando l'occhio ai lettori con citazioni appropriate e con il costante ricorso a uno humour di bon ton. La "collega tatuata" del titolo è una seducente professoressa d'inglese che spicca tra le colleghe di un istituto tecnico torinese, suscitando feroci invidie con le sue borse firmate, le sue vacanze esotiche e soprattutto la prestigiosa agenda del "New Yorker", esibita con nonchalance tra le Smemorande brandite in sala professori dalle meno facoltose compagne di scrutini. Quando viene misteriosamente strangolata, il suo caso s'impone quasi ossessivamente all'attenzione della più intelligente e spregiudicata delle sue colleghe, che imbastisce una sorta d'inchiesta personale, parallela a quella di un simpatico commissario con il quale intreccia un platonico flirt. È proprio la professoressa investigatrice a divenire la vera protagonista del romanzo: i suoi colpi di sonda nei segreti della buona borghesia torinese si alternano alle vicende tragicomiche di una quotidianità iperrealista, colta con leggera ed efficacissima autoironia. Tra le molte citazioni che venano il racconto, forse la più rivelatrice è quella di Perec: in questo giallo così attento a tutto quel che si mangia, si beve, si guarda e si usa nella faticosa Torino dei nostri giorni, circola la lezione delle Cose, epopea degli oggetti e dei desideri degli anni sessanta.

Mariolina Bertini

Recensioni dei clienti

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    nini1111

    25/10/2015 22.35.13

    Illeggibile. Noioso. Scontato. Dialoghi sciocchi. Quando poi ho scoperto di aver già visto il film, con Littizzetto... beh, ho lasciato perdere.

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    Francesco

    05/05/2015 09.27.05

    Ho letto questo romanzo nel lontano 2004, quando ancora non era stato fagocitato (nonché del tutto stravolto, a cominciare dall'ambientazione) dalla tv e ne ho un ricordo stupendo. Mi ha divertito così tanto da farmi esplodere in grasse risate: l'autrice ha infatti il genere di humour corrosivo che amo di più. Sono quindi rimasto spiazzato da tutte le recensioni negative dei lettori lasciate su questo sito. Il mio parere va ovviamente nella direzione opposta: il romanzo è ben scritto, con uno stile moderno, invidiabile scorrevolezza e quel giusto tono leggero che deve appartenere a ogni "commedia gialla" che si rispetti. Di sicuro, "noioso" non è un aggettivo che attribuirei a quest'opera.

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    Annina

    17/12/2014 17.21.08

    Che pesantezza, terribilmente noioso ! Ho letto il primo della serie baudino poichè sono grande fan della fiction ma non continuerò assolutamente. Il giallo occupa neanchè la metà del libro, il resto sono una serie di lucubrazioni mentali della prof, chiacchere inutili allungati all'infinito da aggettivi vocaboli rafforzativi pesantissimi. Trama inesistente

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    Anna

    11/03/2013 15.07.23

    Romanzetto confezionato con uno stile che vuole apparire a tutti i costi disinvolto e risulta, come è ovvio, in questi casi, sgradevolmente forzato. A tratti addirittura urticante, si riprende giusto nelle due ultime pagine ma ogni confronto con i due maestri Fruttero e Lucentini - che in comune con l'autrice hanno solo l'ambientazione geografica - è del tutto fori luogo.

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    francesca

    23/11/2011 12.10.44

    L'ho letto in pochissimo tempo (non è che sia un romanzo lungo...) ma questo solo perchè è un giallo, quindi mi interessava sapere il prima possibile chi era l'assassino. Diversamente forse l'avrei lasciato a metà. Nella prima parte ho trovato a tratti perfino irritante il suo stile forzatamente brillante e i cambi continui tra prima e terza persona, che appesantiscono la lettura. E poi tutti questi riferimenti a Torino (baratti mulassano platti, tutti sti caffè chic - dubito frequentati da prof) mi sono sembrati eccessivi, pretestuosi e in definitiva non hanno fatto altro che sottolineare il carattere terribilmente provinciale della città e dei suoi abitanti, scrittori (che si compiacciono di comunicare le linee di tram che conoscono e i vermuth storici che sbevazzano) e non. Poi la lettura si fa un poco più fluida. Alcuni personaggi, anche secondari, sono ben tratteggiati (il vedovo, Livietta, il cane, i colleghi) e li ho trovati divertenti e originali, altri (il commissario) un po' troppo ideali e improbabili. Lei, la prof, è proprio antipatica (concordo con chi l'ha scritto poco avanti) una prof di un istituto tecnico che ha colf, tempo libero, spende e spande, e poi si lamenta di un pomeriggio "di merda" passato in una riunione noiosa con 4 odg, durante la quale si è fatta 1 sigaretta e qualche sega mentale... ma poveraccia, che vita da cani!

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    massimo r.

    05/10/2011 23.10.31

    In apparenza leggero e frizzante, si è rivelato pesante e indigesto per l'esagerato sfoggio di intellettualismo radical-chic. Eppoi sembra lo spot del puntemes , nominato almeno venti volte. Il giallo è fiacco e scontato, i personaggi stereotipati...insomma, tempo perso.

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    ant

    13/12/2008 15.17.53

    Libro che definirei ye ye per lo stile scrittorio, molto ricco di aggettivi,vocaboli, e situazioni adeguate a persone metropolitane dallo stile frenetico di vita. Detto questo, volevo sottolineare l'intreccio molto ben congeniato tra il vissuto strambo e variopinto di una prof torinese, ed un enigmatico omicidio di un altra prof apparentemente diversa dalla protagonista Lettura rilassante e divertenete cmq, se mi concedete un briciolo di digressione al di fuori delle righe; beh volevo dire che ad un primo impatto sembra un testo dai chiari connotati femministi, ma pagina leggendo gli ometti del libro la loro bella(porca..si può dire?) figura la fanno. Lettura rilassante

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    manrico

    01/09/2008 11.38.35

    da leggere.un po'dispersivo nel riportare i piccoli problemi familiari della protagonista ma la trama scorre piacevolmente.penso che leggero' anche gli altri libri della oggero.

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    Lidia

    16/07/2008 08.09.50

    Decisamente troppo dispersivo, senza punteggiatura, fastidioso da leggere. L'autrice si perde in discorsi che non sono utili alla trama.

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    Rossella

    22/05/2008 09.37.10

    Il 4 è per la punteggiatura, mi ha fatto impazzire inizialmente! Ed a parte qualche passaggio "classicheggiante" ritengo d'aver letto un buon libro: divertente, leggero, ironico. Un giallo!?!? nooooo

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    Riccardo

    17/03/2008 17.03.42

    devo ammettere che se non fosse stata per la trasposizone televisiva il nome della Oggero lo avrei conosciuto dopo qualche tempo, e meno male che non è stato così giacchè questo suo giallo mi è molto piaciuto.stile ironico, giallo ben fatto anche se devo ammettere che spesso l'assenza delle virgole rendeva il romanzo pesante, ma ritengo però che questa pecca non è negativa, ma fa del libro un romanzo più spumeggiante, esuberante. bellissime tutte le citazioni letterarie, che dire, per fortuna non devo aspettare molto dato che ci sono sltri libri della oggero che mi aspettano..... complimenti alla Pivetti che ha reso bene il personaggio.

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    Massimo F.

    20/01/2008 10.26.13

    Decisamente simpatico questo scholastic thriller cui non ha giovato la macchiettistica trasposizione televisiva (Veronica Pivetti &Co.). Storia senza grandi pretese, ma ben congegnata; personaggi in gran parte azzeccati, stile linguistico spumeggiante, anche se in alcuni casi un po’ sopra le righe. Rilassante.

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    Silvia

    11/06/2007 16.25.59

    Che dire... Il libro mi è proprio piaciuto, l'ho letto con gusto e mi ha divertita parecchio per cui corro a comprare gli altri due!

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    Ale

    28/05/2007 08.41.40

    E' il primo libro della Oggero che mi è capitato di leggere. Trama semplice, stile frizzante, qualche battuta davvero divertente. Nel complesso una lettura piacevole, non pretende di essere un capolavoro ma una buona compagnia per qualche momento di svago.

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    Lara

    18/04/2007 10.32.56

    Pessimo, niente punteggiatura, scritto male, personaggi poco avvincenti... Ho iniziato a leggerlo 6 mesi fa e finito ieri, ma solo perchè odio lasciare i libri a metà... Voto bassissimo!

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    Elisabetta V.

    27/01/2007 12.57.34

    Mi è piaciuto….abbastanza. Quindi il voto è medio. Certo è scritto bene ed è spiritoso, forse fin troppo perché alla lunga la ricerca della battuta arguta portata all’eccesso viene quasi a noia. Vorresti poter dire alla protagonista: ma parla “normale” una volta tanto, sacripante ! Insomma, tutto sommato, io ho trovato antipaticissima non tanto la collega (infelice anche in vita) quanto piuttosto proprio la “simpatica” prof. che è davvero dotata di molti pregi: è invidiosa, gretta, cinica, biliosa, astiosa, saccente, supponente, e curiosa ed impicciona in modo patologico. Ovviamente il suo buon carattere si riflette nel suo umorismo, divertente fin che si vuole, ma comunque troppo acido (anche il sarcasmo ha i suoi limiti). Possibile che abbia sempre da ridire su tutto e tutti ? Ma di che cosa si lamenta questa qui poi ? Non mi sembra che se la passi così male. E poi chi (per es.), al giorno d’oggi, ha la fortuna (ma è davvero così per i sigg. insegnanti ?) di poter essere a casa già all’ora di pranzo e mangiare in santa pace (per tacere dei “pisolini”) anziché essere costretta per anni a ingollarsi un panino al bar (o a saltare il pasto) e lavorare fino a sera tardi. Fra l’altro, anche il marito, che razza di lavoro fa dato che pure lui ha il tempo di tornarsene a casa per mangiare ?… Cara prof. visto che, a parte criticare e impicciarti degli affari altrui, hai tanti pomeriggi liberi (e non mi sembra che le tue fatiche giornaliere siano degne di quelle di Ercole) perché ogni tanto non lo porti fuori tu quel povero cane che tieni in casa ?… almeno così fai qualcosa di davvero utile….

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    transumanar@yahoo.it

    15/01/2007 21.34.30

    Noioso al massimo. Trama? Nessuna, veramente. Protagonisti che convincono? Neanche. Vabbe', almeno le virgole? No, neanche quelle. Il giallo piu' "beige" che io abbia mai letto.

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    prometeo

    11/12/2006 16.49.37

    ho letto questo libro un pò di tempo fà, non mi è rimasto molto. Superfluo.

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    giorgio

    30/07/2006 09.44.26

    ho comprato il libro per caso. vivo in francia e devo ammettere che non conoscevo affatto margherita oggero, chiedo scusa. credo che sia il libro piu' divertente che ho mai letto in tutta la mia carriera di lettore, non ho mai riso tanto leggendo le pagine de "la collega tatuata" soprattutto perche' la signora oggero parla con franchezza, utilizza termini ed espressioni del linguaggio comune. avete voglia di leggere e divertirvi allo stesso tempo, leggete ASSOLUTAMENTE questo libro.

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    Anna

    19/06/2006 13.57.41

    Bello e originale. Molto particolare lo stile della narrazione, avvincente e divertente. Ironico e leggibilissimo.

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