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Ugo Riccarelli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Pagine: 186 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804585336
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Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    09/05/2014 05.23.24

    Comallamore è un romanzo colmo di buone intenzioni, rimaste però per lo più tali. Certo, parlare della pazzia, dei matti, avvicinarli, cercare di entrare nella loro mente è un compito arduo, di notevole difficoltà anche per un esperto psichiatra e Riccarelli non lo era; però, molto opportunamente ha preferito accostarsi a questo argomento non scientificamente, perché gli sarebbe stato impossibile, ma con la forza dell'amore e in particolare con quella pietà merce tanto rara ai giorni nostri. C'erano tutti gli ingredienti per poter scrivere un grande romanzo, ma purtroppo le intenzioni, pur buone, sono rimaste tali, senza i necessari approfondimenti, se non una serie di abbozzi di problematiche. Per esempio, secondo me Riccarelli avrebbe dovuto andare più a fondo sulla pazzia della guerra, e non limitarsi alla ferocia di un ufficiale tedesco, perché qualsiasi conflitto rivela il peggio di ogni essere umano e questo non è necessariamente il fanatico nazista della seconda guerra mondiale. L'antitesi della malattia mentale e di quella bestialità che emerge con la guerra sono argomenti troppo importanti per essere appena accennati. Inoltre, senz'altro influenzato dalle sue condizioni di salute, Riccarelli inonda di tristezza il suo scritto, con una evidente inclinazione a cercare di portare alla commozione, alle lacrime. Ciò che balza però subito agli occhi è la narrazione, prolissa, tanto da diventare monotona, con ben pochi dialoghi, una narrazione che a volte sembra tipica di un esordiente, con svolazzi poetici e digressioni che spezzano il ritmo pur lento della prosa, finendo con l'affaticare inutilmente il lettore, che, più che restare avvinto, viene frastornato da sentimenti spiegati e rispiegati, non di certo con poche misurate parole. Leggere si può leggere e forse qualcuno non avrà da fare le mie osservazioni; comunque resta il fatto che Riccarelli ha perso un'occasione per scrivere qualche cosa di unico e irripetibile.

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    Francesco

    12/07/2013 16.26.03

    bellissimo, commovente. Riccarelli scrive veramente bene. Avevo già letto il dolore perfetto e mi era piaciuto molto. E ho apprezzato anche Comallamore

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    Tiziana

    03/04/2013 14.43.34

    Meraviglioso! Toccante, commovente, pieno di poesia e di grazia, lieve e greve al tempo stesso; profondo, viscerale, contorto eppure semplice, sconcertante e rassicurante. Uno scrittore unico di cui dobbiamo andare fieri: non fallisce mai perché sempre scatena emozioni, tocca le corde più profonde, suscita passione e poi pace. Il suo è uno scrivere nutriente e balsamico, dolce e caldo, intimo, ma universale. Semplicemente Riccarelli. Semplicemente adorabile.

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    Federica Fa

    20/10/2010 19.28.27

    E' la prima volta che leggo Riccarelli.Scrive in modo molto scorrevole e delicato.Quello che forse mi è piaciuto meno, è che è troppo "raccontato". I dialoghi sono pochissimi e questo mi ha reso più difficile la lettura. La storia è molto bella e tenera e racconta attraverso gli occhi di un bambino poi diventato uomo, la vita dei "matti" . Il personaggio più bello e tenero, oltre a Beniamino è il Dott.Rattazzi che adotta il metodo del dialogo, della comprensione e della tenerezza oltre al contatto con la natura, per curare i malati di mente. Bella l'amicizia tra Beniamino e Fosco (l'albatros)e l'amore puro e dolce con la Marcella.Lettura consigliata.

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    elena

    24/04/2010 17.39.31

    Non al livello de "Il dolore perfetto", ma egualmente coinvolgente. La scrittura di Riccarelli è elegante e discreta, i personaggi ben delineati, le descrizioni efficaci.

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    Nicola Intrevado

    28/09/2009 21.16.00

    Quando penso ai grandi , veri romanzi la cui ambientazione sono gli istituti psichiatrici piu' di detenzione che di cura , penso a Mario Tobino e ai suoi tanti libri : penso a : " Le libere donne di Magliano " - " Per le antiche scale " , " La ladra ". E , ad altri suoi lavori il cui titolo mi sfugge ma non il loro contenuto. Non che non vi siano altri autori degni di nota. Assolutamente. Ma, e' un po' come quando si pensa alle fiabe. Si pensa ai fratelli Grimm. L'immaginario collettivo esiste e le sue regole ci dominano da sempre e per smpre. Sovrane. Ora , Riccarelli, scrive davvero bene, molto molto meglio di Tobino. Gestisce la scritura con una padronanza da maestro , di stile , di sintassi , di costruzione della trama , persino di dati semeiologici di riscontro sintomatologico. E pur non essendo medico come lo fu Tobino , leggendo bene il suo romanzo : si ascolta tutto questo , si avverte la sua accurata documentazione. Elegante. Raffinata fino ad essere saccente. Io medico lo avverto. Lo denoto con stima. Lo ammiro con sincerita'. Ma e' un po' come quando si deve scegliere chi buttare dalla torre se la mamma o il papa' ( spero non sfugga ad alcuno il simbolismo freudiano di tale , ingenuo , esempio ). Il papa' lavora tutto il giorno e porta i soldi a casa mentre la mamma si fa le unghie ; il papa' mi porta al parco mentre la mamma e' a chiacchierare con le amiche di altre loro amiche assenti ; il papa' lava i piatti ed i pavimenti perche' la mamma ha mal di testa ; il papa' mi accompagna a scuola perche' la mamma ha un aspetto poco presentabile. Lo so' , e' ingiusto , e' ingrato , ma io chiudo forte gli occhi e lo butto giu' dalla torre. Spero si salvi. Ma e' il solo pensiero che riesce ad accendere il mio senso di colpa. E la mamma lo sa. E anche Riccarelli lo sa'. Spero mi perdoni

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    viola

    28/09/2009 14.08.16

    ma come può un autore, dopo aver scritto un libro come "il dolore perfetto" scadere con un testo così? che delusione... meno male che non l'ho acquistato ma l'ho preso in prestito in biblioteca...

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    Sonja

    28/07/2009 16.00.16

    Questo romanzo mi ha lasciato davvero una grande forza,sono stupefatta.Bello davvero.

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    gio'2312

    23/07/2009 13.13.12

    L'autore tratta un tema non facile ma riesce a coinvolgere e a commuovere il lettore. Sempre elegante lo stile che eguaglia la bellezza di un testo come "il dolore perfetto"

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    bibina

    22/07/2009 01.06.47

    Lento e monotono.

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    pino t.

    07/07/2009 17.58.02

    me lo hanno regalato e l'ho trovato noioso, involuto nello stile. una pallida imitazione di certi grandi autori stranieri...

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    Piero

    28/05/2009 15.27.42

    La scrittura di Riccarelli ci offre un'eleganza, una grazia e una tenerezza difficili da trovare. E' un libro che sa coinvolgere e commuovere, una storia poco lontana e per questo ancora nella memoria o nei ricordi di molti. Molto bello, una lettura da gustare.

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    daniela

    24/04/2009 12.41.51

    Bellissimo. Un libro pieno di sentimento, che scandaglia un mondo, quello dei matti, troppo lontano dai noi. E sullo sfondo della guerra e di quello che genera, ci si chiede....ma chi sono veramente i matti? Lo consiglio vivamente!!!

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