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Franco Forte

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 417 p. , Brossura
  • EAN: 9788804597339
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Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    25/03/2017 16.40.43

    La battaglia di Legnano, combattuta nel 1176 fra i comuni padani, alleati a seguito del giuramento di Pontida che diede origine alla Lega Lombarda, e gli imperiali di Federico Barbarossa, sceso in Italia con un possente esercito per riaffermare il suo potere assoluto, è senz’altro uno degli episodi storici che si studiano a scuola e di cui si conserva più a lungo la memoria. Sarà stata per l’istituzione del carroccio, un emblema di questa alleanza comunale, per i continui rintocchi della campana Martinella, per gli indubbi atti di valore, fra i quali, preminenti, quelli di Alberto da Giussano e della sua Compagnia della Morte, sta di fatto che al di là di più recenti motivazioni politiche questo episodio è ben ricordato, magari con svariate eccezioni di fantasia, ma questa unanime volontà di rivendicare la propria autonomia, anche a costo della morte, è qualcosa che rimane bene impresso, perché nella storia italica, fino all’unità del paese, non esistono altri pronunciamenti simili. Desiderio di libertà, sforzo comune e le battaglie sanguinose sono argomenti che giustificano un romanzo storico sulla vicenda, cosa che ha fatto Franco Forte con La compagnia della morte, opera ponderosa, come testimoniano le 417 pagine, non tutte necessarie, anzi a volte si ha l’impressione che l’autore si dilunghi volontariamente per fare corpo. E’ forse questa la pecca maggiore di questo libro che, per altri versi, si lascia leggere, pur senza particolari entusiasmi, poiché i personaggi veri e di fantasia non sono ben delineati, mancano di quegli approfondimenti necessari affinché il lettore ne avverta la presenza. Si dà più spazio alla vicenda, alla battaglia, insomma all’epico scontro, ed è un peccato perché con un po’ più d’attenzione e un più ampio risalto ai protagonisti sarebbe potuto sortire un romanzo di pregevole livello. Si lascia leggere, ma non è di quelle opere che restano dentro; va bene al massimo per trascorrere un po’ di tempo ed è inutile pretendere di più.

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    Tom

    18/02/2014 15.54.04

    Uno dei libri più noiosi che abbia mai letto. Scontato, banale e privo di quel fascino che un romanzo del genere dovrebbe avere. Delusione.Ho faticato moltissimo per arrivare all'ultima pagina.

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    FabCat

    21/07/2012 16.24.56

    Molto avvincente e coinvolgente, oltre che nelle scene di battaglia, soprattutto nel descrivere l'assedio di Alessandria, fatto di strategie e trappole mortali. Appassionanti anche le relazioni fra i personaggi, anche se un po' stereotipate. Nonostante di storico ci sia solo lo scenario, è bello riscoprire le origini di alcuni valori poi strumentalizzati dalla politica. Infine, nel romanzo si nomina continuamente la Padania e si grida "Padania libera!", ma il termine Padania mi risulta essere stato usato solo a partire da secolo scorso! Tanto più che la Lega è Lombarda, non Padana. Retorica leghista occulta? Mah...

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    Geko

    01/03/2012 22.07.57

    il libro è di sicuro interesse e si legge con piacere!...peccato vi siano strafalcioni storici che per fortuna non inquinano troppo la lettura; su tutti la coscia di "tacchino" che il Barbarossa getta verso il suo consigliere (tacchino nel 1176 d.C.???)... a parte tali sviste, Franco Forte sa narrare avvincendo il lettore! ora leggerò "i bastioni del coraggio".

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    Antonella

    17/09/2011 14.19.44

    Concordo con chi ha apprezzato il personaggio femminile di questo romanzo, Angelica, davvero ben caratterizzato, fresco, moderno, eppure perfettamente inserito nell'epoca descritta. Ho letto altri romanzi di Franco Forte, che ho apprezzato molto (soprattutto "I Bastioni del Coraggio", ambientato nella Milano del 1500), ed ho notato questa sua capacità di costruire personaggi femminili davvero molto forti e tridimensionali, capaci di emergere dalla carta come persone vere. Proprio come Angelica di questo bellissimo "La Compagnia della Morte".

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    Sara Adami

    15/09/2011 14.59.16

    A me Angelica, l'eroina di questo romanzo, è piaciuta moltissimo. Forse a chi ha inserito una critica (vedo un certo Stefano che ha messo per ben due volte lo stesso messaggio, che a me pare davvero campato per aria) avrebbe preferito la classica madamigella dell'epoca che se ne sta zitta e buona in un angolo, a farsi comandare dal maschio di turno e a farsi trattare a pesci in faccia da tutti. Be', invece Angelica è un'eroina straordinariamente moderna e capace di andare al di là degli schemi machisti tipici di chi legge (e spesso anche di chi scrive) romanzi storici, e questo dal mio punto di vista è solo un gran bene. Quindi, da donna, dico: fantastica Angelica!!! E per il resto del romanzo, non posso che spendere belle parole, perché nonostante l'argomento per me un po' ostico, e le tante battaglie e assedi descritti, i personaggi sono credibili e si muovono in uno scenario di vasta portata storica, ottimamente ricostruito dall'autore, di cui ho appena letto un articolo che ha scritto su Focus Storia (come dire che di Storia ne capisce eccome, al contrario forse di chi sputa critiche e sentenze come se ci fosse di mezzo... qualcosa di personale).

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    stefano

    08/09/2011 18.06.08

    "di facile lettura, cosa che forse è la migliore del romanzo. Ben documentato ma con uno stile che lo rende più che un romanzo storico, una lettura di avventura ambientata nel medioevo. i personaggi sono un pò stereotipati e si dividono tra buoni e cattivi. taluni, Angelica su tutti, sono poco credibili, quasi imbarazzanti. per usare un'espressione fin troppo cara all'autore, per commentare questo romanzo ""aprì l bocca per dire qualcosa, ma poi la richise e rimase zitto"". Adatto ad un pubblico giovane o a chi non abbia dimestichezza con il genere. i cultori del personaggio rimarranno stupiti nello scoprire che Alberto da Giussano non è mai esistito."

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    Fabio Eluani

    02/09/2011 10.55.32

    A me questo romanzo è piaciuto molto, e ho apprezzato la ricostruzione storica di un periodo ben poco conosciuto. Così come ho trovato entusiasmanti le pagine dell'assedio di Alessandria, un evento di cui pochissimi hanno parlato (se non nessuno) e, soprattutto, le magnifiche e cinematografiche scene finali dedicate alla battaglia di Legnano, descritte con una verosimiglianza e una intensità tali da lasciare sbigottiti. Se poi vogliamo parlare dei personaggi, Rossano Da Brescia mi pare uno dei migliori charachter storici che siano mai stati costruiti da autori italiani di questo genere letterario, e la figura di Angelica è un'eroina moderna calata nei tumulti di quegli anni, che ben trasmette il desiderio di combattere per la propria terra che servì a un manipolo di soldati a fermare il Sacro Romano Impero. In definitiva un romanzo molto bello che consiglio vivamente agli appassionati di storia.

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    stefano

    24/08/2011 14.01.44

    di facile lettura, cosa che forse è la migliore del romanzo. Ben documentato ma con uno stile che lo rende più che un romanzo storico, una lettura di avventura ambientata nel medioevo. i personaggi sono un pò stereotipati e si dividono tra buoni e cattivi. taluni, Angelica su tutti, sono poco credibili, quasi imbarazzanti. per usare un'espressione fin troppo cara all'autore, per commentare questo romanzo "aprì l bocca per dire qualcosa, ma poi la richise e rimase zitto". Adatto ad un pubblico giovane o a chi non abbia dimestichezza con il genere. i cultori del personaggio rimarranno stupiti nello scoprire che Alberto da Giussano non è mai esistito.

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    Marco

    01/06/2011 09.45.47

    Alberto da Giussano e la sua compagnia della morte restano sullo sfondo delle vicende dei protagonisti quasi tutti inventati con scarsa fantasia e ampio uso di stereotipi: c'è il prode cavaliere puro e senza paura, la nobildonna bella e intraprendente, il ragazzo scapestrato di buon cuore, i cattivoni di turno. Molte le ingenuità storiche (gli assediati non rovesciavano olio bollente dagli spalti, un cavaliere non avrebbe mai ruotato su se stesso per calare un fendente) e colpi di scena prevedibili presi direttamente dal cinema. Come a volte accade, l'autore sembra essersi reso conto di dover chiudere e dopo essersi dilungato sull'assedio di Alessandria lascia i protagonisti sul campo di battaglia a Legnano. Non lo definirei un libro indimenticabile.

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    marco77

    21/09/2010 16.56.46

    bel romanzo storico,ottimi i personaggi di rossano e angelica leggero' altri suoi libri,la martinella suonera' ancora..!

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