Il compagno - Cesare Pavese - copertina

Il compagno

Cesare Pavese

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 162 p.
  • EAN: 9788806189273
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Al contrario dell'ingegnere Stefano de Il carcere o del professor Corrado de La casa in collina, il protagonista de Il compagno non è un intellettuale. Qui Pavese immagina un giovanotto piccolo-borghese, scioperato e incolto, messo di fronte alle proprie responsabilità. Pablo, chiamato così perché suona la chitarra, vive a Torino, la città in cui è nato, ma soffre il disagio esistenziale di un'epoca, tra la guerra di Spagna e la Seconda guerra Mondiale, in cui il regime fascista continua a perdere presa sul popolo e quel consenso entusiasta che era stato fonte di sicurezza inizia a creparsi. Pablo cerca di chiudere gli spiragli, di colmare quelle mancanze ideologiche che causano spaesamento e disagio. Lascia Torino alla volta di Roma, e qui, nella confusione, s'inventa una disciplina, per tornare alla città natale più motivato e deciso a fare effettivamente qualcosa. Il compagno non è il miglior libro di Pavese ma uno dei più commoventi, lo stesso autore ne Il mestiere di vivere lo riconosce, parlandone con vibrante compostezza : "8 ottobre 1948. Riletto, ad apertura di pagina, pezzo del Compagno. Effetto di toccare un filo di corrente. C'è una tensione superiore al normale, folle, uno slancio continuamente bloccato. Un ansare."
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    Leopoldo Roman

    29/11/2014 17:04:49

    Pennella alla perfezione i suoi personaggi grazie a dei dialoghi sferzanti, incisivi, attuali. Descrive prima Torino, poi Genova ed infine Roma con modernità ed efficacia. Sembra di essere lì. Con Pablo ci sta anche una bella storia, che non guasta. Chiaro l'influsso di Hemingway e Faulkner. Certe situazioni mi ricordano "On the road" di Jack Kerouac, pubblicato l'anno dopo della morte di Pavese.

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    sandro landonio

    31/08/2014 14:20:50

    Per buona parte del libro si rimane in attesa, con la scrittura di Pavese che é lenta e sinuosa e Pablo che non risulta un proletario molto credibile. Solo verso la fine la trama si anima. La fede nelle idee comuniste rinnovatrici risulta un pò datata, ma é interessante questa testimonianza dei sentimenti d'incertezza e di trepidazione della società italiana nel periodo fra guerra civile spagnola e seconda guerra mondiale.

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    Vis

    27/08/2012 13:23:30

    So che è considerato blasfemo non dare pieno punteggio a Pavese, però francamente mi aspettavo qualcosa di più. La trama si poteva sviluppare meglio, il tema del fascismo è trattato solo alla fine e in maniera molto scarna. Neanche il linguaggio mi sembra curatissimo, nel neorealismo c'è di meglio. Mi dispiace quasi non dare un buon voto, ma uno intermedio. Buona l'introspezione naturalmente.

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    Giuseppe Guarino

    20/11/2010 16:01:00

    Bellissimo, il primo libro letto di Pavese. Mi ha innamorato.

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    Cristiano

    22/02/2008 13:23:41

    Pavese è uno degli autori più importanti del Novecento, e questo romanzo credo sia tra quelli che più lo rappresentano e che più sono affascinanti da leggere. E' incredibile come l'autore porta alla luce un po' alla volta, pagina dopo pagina, l'esistenza e tutte le problematiche connesse del personaggio Pablo.

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  • Cesare Pavese Cover

    Studia a Torino dove si laurea con una tesi su Walter Withman. Sin dagli anni Venti legge i maggiori autori americani e inizia a tradurre le loro opere. Fra il 1935 e il 1936, per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà viene arrestato, processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro. Tornato a Torino inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi nel 1934 per la realizzazione della rivista «La Cultura», che dirige a partire dal terzo numero. Nel 1945-46 dirige la sede romana della medesima casa editrice. Ha svolto un ruolo fondamentale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. Dopo la Liberazione, si iscriv al partito Comunista. Seguono anni di lavoro molto intenso, in cui pubblica le sue... Approfondisci
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