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Antonio Prete

Anno edizione: 2013
Pagine: 189 p. , Brossura
  • EAN: 9788833924267

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    Il libraio di Firenze

    16/09/2015 15.41.46

    La pietà di Van Gogh, unica e indimenticabile, ci introduce in un saggio che ripercorre non la storia, in quanto è azzardato voler narrare la storia di un sentimento, bensì una delle tante storie e interpretazioni possibili di questo antico sentire. L'autore, allontanandosi dalla concezione filosofica che lo considera un sentimento debole e autocompiacente, lo presenta come un sentire comune, un fare proprio il dolore altrui. Da Baudelaire a Leopardi, l'autore percorre un vero e proprio viaggio, artistico e letterario, attraverso questo legame che unisce tutti gli esseri, se non dimenticato, ormai in disuso nella nostra società.

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    Silvia Ricca

    22/08/2013 19.29.21

    «Compassione. Storia di un sentimento», non é propriamente una «storia» della compassione. Sarebbe «davvero un azzardo», come dichiara l'autore nell'introduzione, pensare che si possa narrare la storia dei sentimenti o delle passioni. Perché raccontare la storia dei sentimenti o delle passioni è un po' come voler raccontare la storia dell'uomo, di ogni singolo uomo, dall'inizio e senza tralasciare nulla. L'autore ha così scelto di tracciare non «la», ma «una» delle storie della compassione come la scrittura e l'arte ce l'hanno consegnate, tramite la scelta di uno dei tanti sentieri percorribili. Sfogliando pagine ricche di personaggi - tra cui spiccano le figure dominanti di Leopardi e Baudelaire e molte altre già familiari per chi conosce il percorso di scrittura di Antonio Prete - il lettore si sente accompagnato in «un'immaginaria esposizione» di tableaux, guidato da una complicità istantanea con l'autore in un viaggio nei luoghi della compassione dall'Occidente all'Oriente, dall'Inferno dantesco all'Olimpo, dall'Himalaya alla Parigi moderna dei boulevards e dei passages baudelairiani. Ma, al di là di luoghi e nomi illustri, il soggetto del libro resta l'espressione della compassione, delle sue forme estreme. Dal pianto al silenzio, fino al suo oblio durante il «tempo tragico» della guerra quando «l'esercizio sistematico della spietatezza» sancisce la «morte della pietà». Fino a quel «sentire creaturale» che abbatte la differenza tra uomo e animale. Fino al colore del compianto, allo sguardo e al volto della Pietà nel culmine dell'espressione figurativa della compassione in una galleria di opere d'arte. In un movimento continuo assecondato da una scrittura libera e corrente che - spontaneamente - lascia emergere appunti di ricordi dell'infanzia salentina dell'autore, Antonio Prete racconta come le forme della compassione trasmigrino tra lingue e culture, tra generi narrativi e rappresentativi. Aprendo, ancora una volta, la strada alla riflessione.

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