Categorie

Massimo Recalcati

Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2013
Pagine: 153 p. , Brossura
  • EAN: 9788807172557
Usato su Libraccio.it € 7,56

Il venire meno della figura paterna - è innegabile - è una delle cifre della società contemporanea. Che negli ultimi decenni la figura opprimente del padre padrone sia scomparsa è un dato di fatto, e tuttavia ciò che colpisce è che questa assenza abbia lasciato spazio non a una figura sostitutiva bensì ad un vuoto, che è fisico ma soprattutto simbolico: “l’evaporazione del padre”, come la definisce Lacan, riguarda infatti il venire meno della funzione educativa del genitore maschio e del suo ruolo di testimone. Il conflitto generazionale e l’emancipazione precoce dei figli rispetto ai genitori hanno subito una tale accelerazione negli ultimi decenni che ciò ha contribuito a mettere in crisi la figura paterna, col risultato che spesso i padri sono assenti, latitano o, peggio, si ritrovano ad essere più bambini dei propri figli.
Su questo argomento si sono interrogati e continuano a interrogarsi sociologi, filosofi e psicanalisti, e fra questi anche Massimo Recalcati. Tuttavia, se questa è una tesi universalmente condivisa, nel Complesso di Telemaco Recalcati si spinge oltre e individua un movimento antitetico altrettanto forte caratterizzante la nostra società. Secondo l’autore infatti, negli ultimi anni si assiste a “una inedita e pressante domanda di padre” che giunge direttamente dalle istituzioni e dal mondo civile. Attingendo alla mitologia greca che fa capo a Omero, Recalcati individua nell’erede di Ulisse l’exemplum del figlio degli anni Zero. Diversamente da Edipo e Narciso incapaci di essere figli, l’uno perché parricida, l’altro perché egocentrico, Telemaco rappresenta “l’icona del figlio” per eccellenza, di colui che scruta malinconico ma fiducioso l’orizzonte in attesa del ritorno di Ulisse. Telemaco ha occhi attenti e invoca la legge del padre, la Legge della parola che sola può riportar la giustizia a Itaca, attende con ansia un padre glorioso che riprenda in mano le sorti del suo regno, eppure potrà riconoscerlo solo nelle spoglie di un migrante trasandato e malconcio. A causa della sua umanità e vulnerabilità, Ulisse non potrà indicargli il senso ultimo della vita, tuttavia, grazie alla testimonianza della propria esperienza, sarà comunque in grado di mostrare a suo figlio che la vita può avere un senso.
Ciò che accade all’erede di Itaca accade in parte anche a noi. “Siamo stati tutti stati Telemaco”, scrive Recalcati, solo che i giovani-Telemaco di oggi sono diversi dal rampollo omerico: non sono figli di Ulisse, non si aspettano in eredità un regno, al contrario, sono figli della crisi, della disoccupazione e dell’individualismo, ma proprio per questo la loro richiesta di senso è altrettanto forte e autentica, il momento storico presente rende il loro bisogno di ereditare e di acquisire la testimonianza del padre ancora più urgente e necessaria. Telemaco - ricorda l’autore - non è il nostro modello perché ci indica cosa ereditare, ma perché rappresenta il giusto modo di ereditare.
Se l’assenza è la struttura costituiva dell’essere padre, esiste tuttavia un modo di farsi presenza che rende possibile la filiazione, poiché ciò che rende davvero padre un genitore è la trasmissione della testimonianza che passa attraverso la parola e che, rielaborata retrospettivamente, ci rende ciò che siamo. È questo l’argomento centrale del Complesso di Telemaco, un saggio analitico e puntuale, arricchito nelle ultime pagine dalla personale esperienza dell’assenza di un padre troppo impegnato col lavoro per prendersi cura dei figli, e dalla testimonianza di come, attraverso la riflessione e la meditazione dell’esperienza ricevuta in eredità dai genitori, l’autore sia giunto al superamento di tale trauma.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Francesco

    15/01/2017 12.31.49

    A metà libro stavo per mollarlo, nella prima parte l'ho trovato complesso e confusionario. La seconda parte invece illumina (quasi) tutto e si arriva al punto, forse perché è scritta anche con un linguaggio più chiaro. Ho apprezzato le citazioni sia cinematografiche che letterarie, che fanno venire voglia di approfondire. Letto in due giorni. Lascia qualcosa, quindi libro riuscito. Giudizio fra il 3 e il 4.

  • User Icon

    Tinama

    11/01/2017 17.24.10

    Impegnativo, soprattutto in alcune parti, ma interessante. Da leggere e riprendere per colmare i vuoti e chiarire il compreso. Sollecita a rivedere i rapporti con i propri genitori, con i figli, nonché... col proprio partner. Una visione positiva, propositiva e creativa della relazione allargata padre-figlio e viceversa. Interessanti anche i riferimenti ad altri autori e a film di un certo calibro per un confronto. Ci sono espressioni nuove che vanno approfondite: la Legge della parola, la Legge del desiderio, la Legge della castrazione, il trauma dell'inesistenza del rapporto sessuale, l'erede giusto... Il bello di questo libro è che pur essendo di non facile lettura non lo abbandoni, ma al contrario sei provocato ad ulteriore lettura.

  • User Icon

    zia dahlia

    03/12/2014 19.54.40

    Interessante sotto molti aspetti. Mi piacciono molto i dotti riferimenti dell'autore a romanzi e film, oltre ovviamente alla spiegazione delle teorie di Lacan. Una lettura utile e istruttiva.

  • User Icon

    Stefano P.

    13/09/2014 00.56.20

    Se è vero che questo nostro tempo cosi' tormentato ha necessita' di comprendersi fino in fondo per poter ripartire e recuperare un orizzonte di senso, per noi e per i nostri figli, questo libro, bellissimo, puo' darci suggerimenti e spunti preziosi. Da rimarcare le quattro tipologie di "figlio" che l'autore fa e che, curiosamente, corrispondono ad epoche successive del nostro recente passato. Dal figlio-edipo (impegnato in una transizione assai conflittuale col padre) si e' passati al figlio anti-edipo (autorealizzato, decisamente e autarchicamente separato rispetto alla figura paterna). Quindi al figlio-narciso, ripiegato sterilmente in un autocompiacimento che finisce per coinvolgere genitori latitanti ("evaporati") rispetto al loro ruolo naturale. Infine il figlio-Telemaco (modello oggi piu' che mai auspicabile) che recupera i valori dell'attesa (non nostalgico-invocativa ma attiva e propositiva), della veglia e, perche' no, della preghiera, e si dispone a costituirsi "giusto erede". Si tratta di un concetto di eredita', da genitore a figlio, da una generazione all'altra, che non e' trasmissione di una rendita o di valori di tradizione ma, paradossalmente, di acquisizione di un "debito" . Cioe' assunzione piena e coraggiosa di tutta la nostra storia, che partendo da quanto ci viene consegnato (qui il concetto di "paternità'" supera non solo quello di genitorialita' ma ingloba ogni vissuto di esperienza generativa ) ci impegni nell'obiettivo del "desiderio" del "non ancora fatto" "non ancora visto". Questo desiderio che rende vitali non e' mera soddisfazione dei bisogni ma passione vera e feconda per le mille espressioni di una piu' completa umanizzazione (o riumanizzazione).

  • User Icon

    luciano

    21/04/2014 15.55.23

    Il libro, per me, ha almeno tre pregi: il primo è che mi ha fatto riflettere, a posteriori, sul mio ruolo di padre ed anche sull'eredità che mi hanno lasciato i miei genitori, il secondo è che il libro è chiaro e là dove i concetti sono più difficili l'autore li chiarisce con esempi, il terzo è che ha reso accessibile una parte del pensiero di Lacan che io ritenevo inaccessibile. E' un buon libro.

  • User Icon

    Massimo F.

    28/10/2013 18.09.06

    Una lettura illuminante. Nonostante i temi richiedano un linguaggio per lo più per "addetti ai lavori", la lettura scorre piacevole e lo spessore dei contenuti tiene il cervello in costante attività. Per non perdere l'abitudine a riflettere.

  • User Icon

    Egome

    16/04/2013 14.12.10

    Altro libro 'fondamentale' di Recalcati, di straordinaria lucidità e chiarezza nella interpretazione socio-psicanalitica dei nostri tempi ipermoderni, in cui le certezze, i punti di riferimento e soprattutto i ruoli genitore/figlio latitano pericolosamente. Scopriamo che accanto alle figure classico/storiche del figlio-Edipo, anti-Edipo e Narciso si va oggi delineando con sempre maggiore frequenza la figura finalmente positiva del figlio-Telemaco che contempla il mare aspettando il ritorno del padre Ulisse e che, diversamente da Edipo, non vive il padre come un ostacolo e un nemico, ma guarda il mare aspettandolo, aspettando la sua legge, la Legge del padre, unica risorsa per mettere ordine alla sua casa, usurpata dai Proci. Dopo l' 'evaporazione del padre' così diffusa nei nostri tempi, questa lunga e affascinante metafora mette in primo piano l'attesa, la veglia e la preghiera del figlio per recuperare la figura paterna e soprattutto la sua Legge, unico vero fondamento umanizzante della propria vita individuale. Il figlio-Telemaco è il vero erede dell'eredità paterna, che non è cosa materiale, ma è trasmissione di desiderio, di testimonianza,di fede, di promessa e, infine, della vera libertà che per essere tale deve essere sempre intrisa di responsabilità. Una lettura certamente impegnativa, ma continuamente stimolante e arricchente, facilitata e particolarmente appassionante per chi conosce Recalcati e i sui precedenti libri improntati sulla psicanalisi lacaniana. Ottimo il finale, con riferimenti alle figure di Nietzsche e di Gesù (quasi uno "psicanalista" ante litteram) e al ricordo della madre e del padre dell' autore.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione