Una comunità perduta

Doris Lessing

Editore: Fanucci
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 20 febbraio 2008
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788834713822
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Descrizione

Un senatore dell'antica Roma, giunto al termine della vita, decide di intraprendere la sua ultima impresa: il racconto della storia dell'umanità. La sua narrazione si incentra sul popolo delle Cleft, una comunità ormai scomparsa di donne che vivevano in una sorta di paradiso terrestre, procreando senza essere fecondate dagli uomini e mettendo al mondo solo bambine, destinate a perpetuare la loro specie. Ma la nascita inattesa di una creatura strana e sconosciuta, un maschietto, infrange per sempre l'armonia della piccola comunità, mettendone a repentaglio l'esistenza stessa. L'ultimo, romanzo di Doris Lessing, scritto e pubblicato nel 2007 in Inghilterra, affronta i temi tipici della produzione letteraria dell'autrice: il rapporto tra uomo e donna, la necessità che due esseri così simili ma al tempo stesso tanto differenti imparino a vivere fianco a fianco nel mondo, e la constatazione di come i caratteri peculiari dei due sessi producano effetti su ogni aspetto della vita degli individui.

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Recensioni dei clienti

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    AliceChiara

    21/11/2008 13:44:15

    Come primo romanzo di Doris Lessing da me letto, è stato decisamente deludente. Considerato il nobel, pensavo di imbattermi in un capolavoro, e invece? Mi sono ritrovata a sfogliare pagine e pagine di continue ripetizioni. Non vedevo l'ora di terminarlo! Proverò però un altro romanzo dell'autrice, sperando si riveli meritevole del premio ricevuto.

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    Franca Tietto

    18/10/2008 10:32:03

    Se sia la traduzione o il metodo insito in questo libro non ho ancora ben chiarito, ma un senso di ripetizione e vuota prolissita' mi ha preso dopo la lettura delle prime trenta pagine. Forse l'autrice cerca con difficolta' di farci un po' regredire per capire il cammino delle favole. Preferisco Bettelheim. Il nobel perche' anziana? Perche' donna? Perche' coraggiosa teorica di un'idea di donna quale superiore primogenitrice? O per la ricerca di creare e riflettere sulla essenza dei rapporti tra i sessi? Che noia. Non se ne puo' piu'.

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