Editore: Laterza
Anno edizione: 2004
Pagine: 135 p., Brossura
  • EAN: 9788842072218
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    Michele Lucivero

    26/01/2010 13:34:04

    L’autrice traccia sinteticamente e sapientemente le origini di una modalità di concepire la vita pubblica a partire dalla dimensione comunitaria e collettivistica dell’esistenza. Contro la concezione liberale, individualistica, procedurale, atomistica, moderna e, per finire, capitalistica, i comunitaristi oppongono un’organizzazione statale fondata sul modello della famiglia o del gruppo ristretto di amici, quello in cui tutti i legami tra gli individui poggiano su un apparato etico, assiologico, religioso, in una parola, culturale, sostanzialmente condiviso. Da destra, con i conservatori tedeschi dell’’800 confluiti nel nazionalsocialismo, da sinistra, con i socialisti utopisti e il primo Marx dei Grundrisse, fino al comunitarismo religioso ebraico e personalista, si ricavano le coordinate per comprendere in che modo la rivendicazione dell’identità da difendere si oppone, nell’attuale dibattito, al multiculturalismo liberale. Peccato che l’autrice si soffermi principalmente sulla disputa anglosassone e, in parte, francese, mentre non c’è traccia del comunitarismo italiano contemporaneo di destra, di sinistra e cattolico.

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