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Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L'italiano come non ve l'hanno mai raccontato
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Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L'italiano come non ve l'hanno mai raccontato - Giuseppe Antonelli - copertina
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Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L'italiano come non ve l'hanno mai raccontato Giuseppe Antonelli
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Descrizione

Il congiuntivo è morto, il punto e virgola è morto e anche l'italiano vorrebbero farci credere - non si sente tanto bene. Continuano a ripeterci che la nostra lingua si sta corrompendo, contaminata dall'inglese e minacciata da Internet e dai messaggini. Ma siamo sicuri che le cose stiano davvero cosi? Siamo sicuri che l'italiano virtuale sia quello di facebook e Twitter e non quello scolastico-burocratico che ci spinge a dire "recarsi", "presso", "effettuare"; "dimenticare" e non "scordare", "prendere" e non "pigliare", "egli" e non "lui"; mai e poi mai "ma però"? Con ironia e intelligenza, Giuseppe Antonelli decide di sfidare i luoghi comuni del conservatorismo e del perbenismo linguistico. Affrontandoli uno dopo l'altro, fa a pezzi gli ingiustificati pregiudizi che troppo spesso si tramandano riguardo alla nostra lingua. E lo fa con argomentazioni brillanti e irresistibilmente divertenti, puntando sui giochi di parole ("Quando c'era egli", "Una gita sul pò", "Non ci sono più le mezze interpunzioni") e su un ricco campionario di esempi e di aneddoti che coinvolgono i nomi più grandi della letteratura italiana: da Leopardi a Manzoni, da Gadda a Manganelli. E non si limita a polemizzare con la paura dei neologismi o a dimostrare che si possono usare anche formule come "a me mi", ma addirittura si spinge fino alla (parziale) riabilitazione delle parolacce e delle vituperatissime abbreviazioni che si usano negli sms e nelle chat.
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2014
23 settembre 2014
177 p., Brossura
9788804634768

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luciano
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Questo libro, data la mia ignoranza sugli argomenti che affronta, mi ha molto interessato. Ho scoperto così che il "ma però", assai detestato dai miei insegnanti di un tempo, viene, in questo libro, valorizzato " come rafforzamento intensivo che non ha in sé nulla di strano o di irregolare". Il libro mi ha, anche, fatto ricordare che l'insegnante di italiano permetteva a noi alunni di usare ò, ài, à, ànno al posto di ho, hai, ha, hanno... Ne consiglio la lettura.

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vittoria
Recensioni: 5/5

libro interessante e molto scorrevole. adatto per il grande pubblico. in alcuni punti è anche divertente. rimette in discussione alcuni luoghi comuni riguardo agli errori nel linguaggio parlato o dei mezzi di comunicazione (lettere, mail, social, televisione)

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Giuseppe Antonelli

1970, Arezzo

Giuseppe Antonelli (Arezzo, 1970) insegna Linguistica italiana all'Università degli Studi di Cassino. Collabora all'«Indice dei libri del mese», all’inserto domenicale del «Sole 24 ore», all’inserto “La lettura” del “Corriere della Sera” e all’area Lingua italiana del portale Treccani.it. Conduce su Radio Tre la trasmissione settimanale La lingua batte e dal 2015 racconta storie di parole nel programma televisivo Il Kilimangiaro di Rai Tre. Nel 2003 ha partecipato al premio Strega con il romanzo Trenità (Pequod). Tra i suoi ultimi lavori: Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato (Mondadori, 2014); la curatela, con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin,...

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