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Bruno Morchio

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2006
Pagine: 295 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811685692

Recensioni dei clienti

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    annalisa

    23/06/2009 17.39.37

    E' sempre un grande Bacci Pagano quello che anima le pagine di questo romanzo. E' un Bacci però più intimista, perfettamente integrato, incastonato, nel paesaggio arido - brullo - solare - di un'isola diretta e senza fronzoli. La trama, come sempre, ti cattura e ti trascina inesorabilmente a fianco dell'invesetigatore genovese, facendoti diventare la sua ombra. Le descrizioni dell'autore, tanto paesaggistiche, quanto emotive, sono superlative. Non siamo a Genova, ma, anche in vacanza, Bacci è straordinariamente bravo. Da leggere assolutamente

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    piero s

    16/02/2008 23.14.15

    da leggere!!! dopo aver visto genova, in questo libro si vive la sardegna. è un bel giallo

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    anita

    30/05/2007 00.35.52

    bravo bacci alle prese con la sardegna e con la figlia! un libro emozionale e avvincente. l'ho molto apprezzato. forse più degli altri. anita

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    florenzia

    25/03/2007 19.43.09

    Nessuna polemica e nessuna battaglia. Semplicemente il libro non mi è piaciuto. Piatto, scontato, senza anima e il Bacci Pagano un macchietta che non convince. Se poi l'editore è contento e il libro vende mi fa piacere. Ma non è questo il punto. Un libro da dimenticare (per me)

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    Leo

    24/03/2007 18.06.00

    Racconto bello e ben scritto. Morchio non è niente male. Si può non essere daccordo con le sue idee politiche ma non vuol dire niente. Lo scrittore ha i numeri. Morchio e Beccati sono le due uniche perle tra gli attuali scrittori di Genova. Sono un collezionista dei gialli Frilli e la mia opinione è questa.

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    claudio arzani (arzy)

    21/03/2007 01.48.54

    Un giallo all’italiana, ovvero un filone ormai a successo garantito: prendi un detective italianissimo, magari dal passato burrascoso con tanto di condanna per terrorismo, naturalmente e felicemente divorziato da una moglie asfissiante, ponilo sul sellino di una Vespa 200 PX color amaranto e buona parte del gioco è fatta. Bacci Pagano sarebbe il nostro genovesissimo “occhio privato”, in questo caso in missione nella splendida Sardegna. Una missione che si intreccia con la decisione della figlia, Aglaja, neodiciottenne, di raggiungerlo, fuggendo dalla madre dopo dieci anni di rifiuto di vedere quel padre reo di abbandono del tetto familiare. La missione? Ritrovare il figlio tossicodipendente dell’unico arrestato dopo una rapina milionaria. Sparito dalla casa genovese, potrebbe essere tornato in Sardegna, alla ricerca dei complici del padre e di quel bottino sparito nel nulla. Ma la ricerca si complica: Bacci viene ricevuto a pistolettate, conosce un’avvenente giovane francese sposa di un ormai morente ex immigrato misteriosamente arricchito ed intanto Clara, l’ex moglie, minaccia di mandare i Carabinieri per riportare a casa la figlia.

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    mary savona

    15/03/2007 14.46.41

    è la prima volta che entro qui per acquistare questo libro da regalare e spedire ad un amico sardo che tanto ne ha sentito parlare. nella libreria sotto casa mia, a savona, è esaurito. ho letto i vari commenti e recensioni su questo sito e sono perplessa. certo di questo libro se ne dicono un po' di tutte. e c'è chi scrive commenti orrendi. vorrei capire però su che basi. morchio sa scrivere. questo è fuori dubbio. a qualcuno potrà non piacere. pazienza. ma dire che non vale nulla è secondo me un argomento privo di qualsiasi fondamento. questo scrittore ha un "mestiere" tra le mani. e poi...vi pare che un editore come la garzanti, uno dei pochi editori SERI che io stimo, l'avrebbe cercato? morchio ha uno stile particolare, tutto suo e le sue storie toccano corde particolari. forse per questo a qualcuno non piacciono.ma a pochi, a quanto pare. morchio affronta contenuti politici e sociali in modo molto diretto. questa storia in sardegna è bella. e anche delicata, talvolta. diverte insomma. anche se spero nel prossimo libro sarà di nuovo nella sua città, dove si muove meglio, tra i suoi personaggi così ben caratterizzati. Pertusiello e company. aspetto dunque con ansia la prossima avventura di Bacci Pagano.

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    cristiano

    14/03/2007 14.28.22

    Il libro può piacere e può non piacere. Io mi son divertito a leggerlo. Poi ognuno ha il suo gusto.

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    biagio

    12/03/2007 20.59.25

    Non ho capito se è arrivata la cavalleria in aiuto del libro o se si è deciso di difenderlo a tutti i costi. Intanto vorrei capire la diatriba su Garzanti: ha fatto bene, ha fatto male. Ma che significa? Noi leggiamo libri e, ci rendiamo conto che le major non hanno, a volte bei libri a disposizione. Come in questo caso. Libro scontato, scontatissimo, in una Sardegna che, sinceramente stento a ritrovarla (non capisco come qualche lettore possa scoprire cose "sarde" dentro questo libro) e un personaggio che non riesce mai a partire. Avevo letto il primo di bruno Morchio (le famose cinque pallottole sul capo del governo) Lo avevo trovato divertente e carino. Di maniera, certo, ma leggibile. Questo, tolte alcune parti centrali è solo un bel documentario su una terra che Morchio dimostra di non conoscere. Ma il punto è anche un altro: il libro, di per se non è bello. Va detto, al di là delle considerazioni sugli editori e, soprattutto sugli editori. I piccoli, a volte nascondono piccole perle, i grandi tentanto operazioni fasulle come queste e, a volte non sfondando. Come, credo, fortunatamente in questo caso.

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    Maurizio

    09/03/2007 13.12.40

    La Garzanti ha scelto Morchio e ha fatto una mossa giusta. Ho letto tutti i tascabili Frilli e riconosco che Morchio è il migliore del gruppo dei genovesi. Divertente , scorrevole , simpatico. Uno scrittore completo a cui auguro di avere sempre più successo .

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    Cristina Bobbio

    09/03/2007 10.35.24

    E basta con sta' storia che Bacci si ammoscerebbe in Sardegna! Lì fa caldo, è logico, e poi lui resiste meglio alla maccaia. Ok, torna a casa Bacci e piantiamola una volta per tutte. Al di là di questo vorrei dire bravo Bruno per lo stile, è molto migliorato e più curato. Attento però alla trappola che ti fa perdere spontaneità, quindi secondo me: taglia sulle descrizioni che fanno un po' saggio di bella scrittura(non ne hai bisogno)e punta tutto sulle scene e sul dialogato. Qui l'animo di Bacci e degli altri esce fuori bello liscio e senza sforzi. Poi comunque il suo fascino c'è e resterà intatto, a meno che tu decida di demolirlo a martellate. E non credo proprio. Quindi aspetto il prossimo.

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    Victor Branchetti

    08/03/2007 10.57.38

    Il racconto è bello e Morchio dimostra ancora una volta di essere uno scrittore zeneize con gli attributi. Complimenti!

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    giampaolo

    07/03/2007 17.35.31

    Devo, in qualche modo prendere le difese del mio caro e forte amico Bacci Pagano. Lo faccio, intanto da sardo, perchè il buon Bacci nel suo ultimo libro passa tutto il periodo dalle nostre parti e di questo lo ringrazio. Ringrazio anche Bruno Morochio che sa raccontare e sa dire cose forti della nostra Sardegna. Ne conosce gli odori e i rumori. Dispiace dover leggere alcune recensioni che, per quanto autorevoli, sono, a mio avviso, probabilmente troppo "avventate". Si basano, soprattutto, sull'intimismo o il presunto "mollismo" del protagonista e alcuni lettori non sono d'accordo su questo Bacci alle prese con la figlia (che non sono solo rose, però...) Invece, ritengo che Morchio abbia, per certi versi, fatto un passo in avanti con il personaggio e merita, senza dubbio una lettura più attenta e meno pregiudizievole. Da sardo, vi posso garantire di aver trovato molte cose che poche persone riescono ad evidenziare della nostra isola. Rileggetelo o leggetelo con nuovi occhi e nuovi sapori. Ne vale sicuramente la pena.

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    luca

    06/03/2007 20.50.05

    Mi dispiace dissentire da tutti i lettori. Per me la chiamata di Bacci alla Garzanti è la giusta consacrazione. La sua scrittura si fa sempre più scorrevole e suggestiva e permette di tuffarsi in luoghi sconosciuti rendendoli familiari. Il rapporto con Virgilio è molto bello ed anche quello tra padre e figlia. Complimenti ancora, HA FATTO DI NUOVO CENTRO!!!!!

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    marcel

    06/03/2007 20.48.35

    Ma doveè finita la verve del buon comunista bacci del primo libro? Questo intimismo non mi piace. E' fuori luogo così come la storia. Il rapporto con la figlia troppo prevedibile. Decisamente al di sotto delle aspettative. Concordo con le altre recensioni. Anche se, devo dire, mi dispiace molto. Avevo amato Bacci. emigrerò da qualche altra parte

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    Fabrizio

    06/03/2007 15.28.30

    C'è un passa parola e ci sono i commenti dei lettori pubblicati. Prendo per buona la prima e … che bella sorpresa! Un nuovo giallista in grado di «prendere» per un personaggio davvero azzeccato (con un passato pesante ma superato senza facili vigliaccherie oggi tano di moda: comunque un personaggio attuale) ed una trama piena di soprese. Si legge d'un fiato e alla fine si è grati a questo autore che ha nelle sue corde una narrazione originale e affascinante. Davvero molto bello, che consiglio vivamente.

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    Marco Macchiavello

    06/03/2007 14.10.06

    Trovo che quest'ultima avventura del Bacci sia una sfida vinta:quella di portare fuori dalla sua terra un personaggio che finora invece era parte integrante (se non quasi frutto) della particolarità di Genova. Quello che ne esce è una bella analisi del personaggio fuori dalle abitudini e dai punti di riferimento abituali,con una trama avvincente ed un ricco contorno,sia come personaggi che come immagini del territorio. Una lettura piacevole,su di una linea un pò classica ma non scontata. Forse carente di qualche colpo di scena,ma almeno non "forzatamente forzata".

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    Alberto

    06/03/2007 12.55.10

    Bacci Pagano l'ho incontrato per caso cercando qualcosa che riportasse Genova ai miei occhi. Forse per questo l'avventura in Sardegna mi ha visto all'inizio un po' perplesso, ma poi mi sono lasciato prendere dall'amore che trapela per i posti in cui è ambientata la trama. Forse si perde qualcosa dal punto di vista del "giallo", ma si è più che compensati dall'ambientazione e dai risvolti familiari nel rapporto con Aglaja, la figlia di Bacci. L'ho letto in inverno e mi ha fatto venire un'incredibile voglia di estate, di mare, di spiaggia, di isola. Non è poco. Ora aspetto il rientro a Zena.

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    Lucy Ladikoff

    06/03/2007 08.02.49

    Conoscevo già i precedenti romanzi che narrano le avventure del detective genovese Bacci Pagano, dove tra i protagonisti c'é anche una Genova bellissima, dolente, battuta dallo scirocco e velata dalla macaia, riscoperta nell'intrico dei suoi caruggi medievali. Una Genova che noi abitanti abbiamo da pochi anni re-imparato a guardare. In questo romanzo, invece, Pagano si trasferisce in Sardegna, lungo una vicenda noir tesa ed avvincente. Anche qui, fra i personaggi che si affastellano attorno al "detective senza mutande", alle sue donne, alla sua vita stretta tra la voglia di vivere e il dolore (il dolore per un fallimento matrimoniale, per la lontananza dell'unica figlia, per aver trascorso cinque anni in carcere con un'accusa di terrorismo pur essendo innocente) il paesaggio, la terra con i suoi odori le sue asperità e le sue impenetrabilità la fanno da padroni. Un gran bel romanzo, da leggere tutto in una sera.

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    serenella

    15/02/2007 18.52.05

    bruttino. Decisamente. Senza mezzi termini. Storia scontata alla ricerca di qualcosa di genuino, il tentativo di raccontare la Sardegna (che non è la sicilia) sempre un pò sopra le righe. Qualche sprazzo di buona creatività ma, sinceramente troppo poco per innamorarsi di bacci. Anzi, molto per provare un lieve disamore.

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