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Simone Sarasso

Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2007
Pagine: 416 p. , Brossura
  • EAN: 9788831792493

Recensioni dei clienti

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    Roberto

    02/04/2014 14.31.33

    Splendido esordio di Simone Sarasso. Primo capitolo della Trilogia sporca dell'Italia, racconta della strage di Piazza Fontana, dell'omicidio Mattei e di quello dell'editore Feltrinelli. Peccato imiti un po' troppo Ellroy, soprattutto nello stile, comunque eccezionale come opera prima.

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    massimo

    25/03/2014 11.02.26

    ad un lettore attento non puo sfuggire che i personaggi di questo bel libro di Sarasso nascosti dietro nomi inventati sono quelli che nel bene o nel male hanno fatto la storia d italia dal dopoguerra in poi.Sarasso ha trasformato ottimamente la storia del nostro paese in avvincente romanzo.Triste pensare che purtroppo almeno qualcuna delle vicende descritte siano accadute probabilmente proprio come vengono descritte

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    ferdi

    28/01/2014 19.49.31

    Troppa carne al fuoco gettata sulle pagine alla rinfusa: il caso Montesi, Enrico Mattei, Piazza Fontana, GianGiacomo Feltrinelli...Tutti delitti ad opera di un solo uomo, ex internato in manicomio...sembra veramente esagerato. Cominciano ad essere tanti i presunti epigoni di Ellroy...iniziassero tutti a scrivere di cose che conoscono e soprattutto con uno stile personale ed originale. Qui mi sembra di vedere quei , neppure troppo bravi, gruppi di covers o tribute bands che scimmiottando i propri idoli riescono a trovare serate abbastanza ben retribuite...ma alla fine che rimane? Un senso di deja vu, già visto, digerito e banalizzato...mah...vediamo il secondo capitolo...magari mi son sbagliato...

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    Gi

    16/06/2013 19.50.41

    la cosa più triste sono le frasi scopiazzate dai film... soldi buttati niente a che vedere con ellroy

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    Michele65

    23/05/2013 16.23.37

    Esplosivamente bello, solo questo.

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    Ferre

    04/01/2012 15.42.31

    Ho conosciuto l'autore che era venuto a fare quattro chiacchiere con gli "studenti" di un corso di scrittura a Vercelli. Non è assolutamente il genere che leggo di solito e penso che se non l'avessi incontrato e non avesse parlato con così tanta passione della nascita di questo libro non me ne sarei minimamente interessato. Forse è anche perché non avevo mai letto libri del genere che mi è piaciuto. Lo stile è scorrevole, la trama coerente con la storia dell'Italia, il personaggio di Sterling accattivante e assolutamente odioso. I dialoghi sono diretti e decisamente pulp (anche se, alla lunga, le troppe citazioni da film cult come Pulp Fiction e The Snatch cominciavano a perdere). Beh, in sostanza, a me è piaciuto. Non prendetelo come un commento oggettivo, visto che non ho modo di fare veri e propri paragoni, ma solo come il commento di qualcuno che si accosta per la prima volta al genere.

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    Gabriele

    18/10/2009 12.00.36

    Concordo con la recensione a due stelle già presente, ed aggiungo di mio una grande delusione per un romanzo presentato in pompa magna, ma dall'impianto narrativo visto e rivisto, saccheggiato qua e la - come lo stesso autore candidamente ammette: al già citato Ellroy aggiungerei anche Genna e Luther Blissett/Wu Ming, per tacere della letteratura storica di riferimento (da Lucarelli a Boatti). Che dire? Questo Sarasso mi pare un cascame ulteriore, nella forma epigonale della riscrittura, dell'attuale tendenza a fare storia con i noir (o fare noir con la storia), di per sé rispettabile ed anche appassionante alla lettura; ma qui non c'è traccia né della vis metafisica di Genna, né dell'impianto politico-morale dei Wu Ming.

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    Nicola81

    25/07/2009 10.16.17

    Come ha giustamente detto lo stesso Sarasso, un libro del genere avrebbe potuto scriverlo quasi chiunque e il suo merito è quello di aver avuto l'idea prima degli altri. Qust'idea, comunque, Sarasso è riuscito a svilupparla bene, con uno stile diretto e senza fronzoli e la trovata, a dir poco geniale, del personaggio di Andrea Sterling, filo conduttore tra i vari misteri italiani raccontati nel libro:scandalo Montesi, morte di Mattei, strage di Piazza Fontana, morte di Feltrinelli. Condivido, comunque, un paio di critiche rilevate da altri recensori:il troppo spazio concesso alla descrizione degli effetti delle droghe e l'inserimento del surreale personaggio di Garth Ennis. Comunque un buon esordio, e infatti ho già comprato anche Settanta...

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    renato

    20/07/2009 17.10.17

    Ho avuto modo di leggere il libro Confine di Stato nella collana Supersegretissimo n.39 della Mondadori. Personalmente ho apprezzato il linguaggio diretto e privo di fronzoli, con riferimento evidente ad Ellroy (il cui ritmo sincopato però non riesce ad eguagliare, le pagine dedicate ai referti medici che desrivono il personaggio di Andrea Sterling e la sequenza (scrivo sequenza in quanto l'autore utilizza un linguaggio molto visivo, che deriva dal mondo del cinema e del fumetto)dell'esplosione dell'aereo con a bordo l'alter ego di Enrico Mattei. Non ho apprezzato invece l'inserimento/omaggio a Garth Ennis, l'ho trovato fuori luogo e troppo irreale in una vicenda che si basa su avvenimenti purtroppo realmente accaduti. Anche il personaggio di Sterling, pur rappresentato come una fredda macchina per uccidere, forse meritava un maggiore approfondimento. Consiglio comunqure la lettura, soprattutto a chi vuole fare un veloce ripasso di una parte della storia del Bel Paese tra il 1954 e il 1972.

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    Matteo

    31/12/2007 12.23.38

    Letto in soli due giorni. Attendo con ansia gli altri due!

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    Francesco

    10/11/2007 10.36.20

    Romanzo davvero impressionante, per il linguaggio, per la lucidità, per i temi trattati. E perché, romanzando, ci svela alcune "verosimiglianze" della storia d'Italia degli ultimi 50 anni. Bravo Sarasso.

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    Simone Sarasso

    16/10/2007 17.28.03

    Il buon Sarasso ringrazia!

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    LORENZO S.

    02/10/2007 18.21.15

    Considerando la giovane età dell'autore e gli argomenti trattati il libro è sorprendente. Riesce, e non è poco, a far venire voglia di leggere il seguito. In particolare, per come la vede l'autore, alcuni buchi storici sono stati riempiti bene e gettano ombre. Dette ombre sono il bello del romanzo. Certo, ci sono dei difetti. Pesca a piene mani, troppo, da Ellroy, tanto da inserire un suo personaggio nella storia (poteva evitarlo: mi sembra un peccato di presunzione). Si dilunga nella descrizione i droghe e loro effetti, cosa che probabilmente interessa solo a lui. Alcuni dialoghi sono terra terra e alcune azioni fanno immaginare che verso la fine non vedesse l'ora di finire. Comunque un discreto libro. Si legge velocemente e il buon Sarasso va incoraggiato.

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