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Amos Oz

Traduttore: A. Guetta
Editore: Feltrinelli
Edizione: 3
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788807816246

Recensioni dei clienti

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    jane

    23/06/2015 22.49.15

    Pur amando molto i libri di Amos Oz, devo dire che questo mi ha lasciato qualche perplessità, non perché sia lento, ma perché sembra che l' autore sia incerto sulla strada da far prendere al suo protagonista e continuo a chiedermi il senso di certe scelte.

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    claudio barbonetti

    14/06/2015 20.21.29

    Ho faticato a trovare le parole per definire questo libro, che sicuramente è intimistico, sofferto, a tratti angosciante. Yoel, il protagonista sembra un uomo senza prospettive, senza slanci, ma con delle lacerazioni interiori insanabili. Quanta umanità così? Amos Oz non è mai uno scrittore banale, non si può leggere senza pensare, non è un romanziere ma un profondo conoscitore e descrittore dei sentimenti umani. Da leggere, da soffrire, da capire.

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    manvela

    11/03/2008 19.15.04

    Questo è il primo libro che ho letto di Oz: l'ho divorato e mi sono lasciata divorare dall'abilità geniale di Oz di riempire pagine d'amore e di dolore senza mai parlarne apertamente. Alcuni lo definiscono lento... chiacchiere! Nel mio caso questo primo incontro con la poetica di Oz non ha il sapore di un inebriante flirt quanto piuttosto di un profondo e struggente amore, cui dedicarsi con devozione. Ecco perchè mi tufferò quanto prima in un altro suo capolavoro!

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    sergio oliveri

    16/02/2008 12.04.44

    Un libro straordinario, intimistico come una sonata di violoncello. Il percorso di un uomo, colpito da eventi drammatici, dall'attenzione iper-razionale verso i fatti a quella per la comprensione e il rispetto dei sentimenti propri e altrui fino nel profondo. Alcune frasi sono indimenticabili. E' un peccato separarsene a fine lettura. Stupendo.

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    Carmelo De Rosa

    27/12/2007 12.30.35

    Una lenta costruzione da parte dell'autore di un profilo psicologico complesso. Probabilmente, come tanti libri "complessi" e belli, andrebbe riletto una seconda volta, perché il quadro complessivo della psicologia, con le sue ossessioni e il resto, di Yoel, ha bisogno, per essere compreso appieno, di uno sguardo "totale". Vorrei sottolineare come i grandi scrittori non usino mai una frase fatta o uno steroetipo che invece spesso si trovano nei libri degli altri, che grandi non sono.

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    Sherazade

    20/12/2007 22.13.22

    che pesantezza imbarazzante

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    andreucci

    21/11/2007 18.37.20

    questo libro anche se è scritto molto bene sinceramente nn lo reputo un bel libro!!!parla solo di emozioni e sensazioni e mai una volta che parlasse anche di fatti concreti!!!però per chi ama i libri diciamo "lenti" e pacati ve lo consiglio....è un ottimo libro su quel genere!!!

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    AnnaV

    10/05/2007 22.17.47

    Non c'è una storia vera e propria, né tanto meno dei colpi di scena, però l'autore riesce a farti sentire l'angoscia del protagonista ed è questo, più che la trama, ad essere in rilievo in tutto il libro

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    silvia

    29/08/2006 18.54.37

    Ho amato tutti i libri di amos oz (soprattutto la "scatola nera") per le particolari atmosfere familiari e per le camminate attraverso la città di Gerusalemme... ma questo, dopo un convincente avvio, non decolla mai!!! Non è solo il fatto che potrebbe essere definito "lento", è il racconto a non essere convincente. Mi mantengo come voto sulla sufficienza perchè amos oz è il mio scrittore preferito... ma consiglio a chi si volesse accostare, per la prima volta ai suoi scritti, a non cominciare da questo!

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    manuela

    13/10/2005 08.49.56

    Delicato nell'esplorazione dell'anima. Nulla è banale. Coinvolgente nella lettura: mi ha tormentato fino a che non ho finito di leggerlo. Un'ottimo libro.

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    mixtli

    20/06/2005 14.41.40

    Lento, pesante, cupo.

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    anna

    01/01/2003 22.48.07

    ho trovato questo libro bellissimo. yoel è un personaggio affascinante, sensibile, forte, debole, dolente. ha una delicatezza ed una generosità nell'affrontare tutto quello che la vita gli riserva,nel passato e nel presente, che ce lo fanno amare profondamente. tutto il contesto è molto ben costruito: la figlia stravagante e sensibile, l'agente immobiliare, sua madre, sua suocera, il cognato, e la figura silenziosa ed incomprensibile di Ivria, la moglie molto amata e forse mai conosciuta. Israele sembra una terra meravigliosa, verde e rigogliosa, vista attraverso gli occhi un po' arrossati del quasi sempre insonne Yoel.

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