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Rebecca Johns

Traduttore: C. Marseguerra
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2011
Pagine: 323 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811670346

Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Il suo sguardo austero è rivolto verso una feritoia nel muro che mostra solo un piccolo squarcio di cielo. Quello squarcio di cielo è l'unica cosa che scorgerà per il resto della vita. Murata viva in quella stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Báthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita.
Fin da bambina Erzsébet è stata una ribelle, innamorata solo dei libri e delle folli corse con il suo cavallo, sorda ai severi insegnamenti della madre sulle arti femminili. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non dimenticherà mai. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nádasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sárvár è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini?
Un romanzo magistrale e potentemente evocativo. Venduto in tutto il mondo dopo agguerrite aste, La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Báthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele. Questo è quello che dice la leggenda. Ma la verità è un'altra. È la verità di una donna fragile, inquieta, ribelle. Con tutte le sue debolezze, ma anche tutta la sua forza.

Recensioni dei clienti

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    mara

    14/09/2012 16.57.47

    Ma per carità! Questo libro si sarebbe dovuto intitolare "Noiosa storia di una noiosa contessa", invece l'autrice si è servita del personaggio Báthory (efferata, sadica e folle assassina di centinaia di ragazze) per confezionare un romanzetto che si trastulla tra infinite feste di fidanzamento, e qualche sculacciata ad alcune serventi maleducate, elementi tra l'altro slegati dal contesto del suo libro. La fama della vera contessa sanguinaria le ha permesso di vendere migliaia di copie, ed io questo lo considero una truffa!

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    Giovanna

    14/05/2012 15.48.41

    un bel romanzo! di facile lettura e molto ben scritto! lo consiglio

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    Lauretta

    03/12/2011 13.38.47

    Preso per quello che e',cioe', la vita molto romanzata della vera contessa Bathory, si tratta di in bel libro, scorrevole, accattivante nelle descrizioni degli usi e costumi dell'inizio del milleseicento, la descrizione dei sentimenti di queste spose-bambine che si trovavano a governare immense magioni a dodici anni. Sicuramente utili ad un piccolo arricchimento culturale i cenni storici, le lotte di potere e le discrimazioni religiose. Purtroppo, pero', se andiamo a ricercare la vera contessa Bathory sul web, scopriamo che, essendo lei stessa frutto di rapporti incestuosi consueti della sua epoca per mantenere ed incrementare il potere delle famiglie nobili, era psicotica, epilettica, fortemente deviata sessualmente. Le sue vittime subivano torture indicibili- altro che la versione edulcorata del romanzo- ed erano spesso vittime di atti di cannibalismo e vampirismo da parte di questa donna pazza. Si conta abbia ucciso almenoseicentodieci donne. Invito comunque a visionare in internet le immagini dei castelli abitati dalla contessa. Consiglio la lettura del libro, che comunque rimane un bel romanzo.

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    Sweeney

    24/08/2011 16.45.57

    Non ci siamo proprio. Capisco che questa non è cronaca, ma anziché trovarmi di fronte alla sanguinaria Erzsébet Bathory (i cui delitti sono più che provati, ve lo dice chi si è informato su diverse cronache della vicenda), mi ritrovo a leggere le avventure/disavventure mooolto romantiche di una nobile del Seicento. Sicuramente la narrazione in prima persona non può rendere l'oggettività dei fatti. A questo punto, allora, mi chiedo il perché apporre come titolo al libro "La Contessa nera". Cosa c'è di nero in questa nobildonna, le cui efferate azioni sono fatte passare come necessarie per difendere la propria posizione, la propria dignità, il proprio buon nome? Mi dispiace, ma dal punto di vista biografico trovo sia tutto indecentemente falsato, ad uso ed abuso di un'autrice che ha voluto a tutti i costi tessere la figura dell'ennesima eroina in costume. Buona la ricostruzione storica. Noiosa e ripetitiva la descrizione dei preparativi delle feste che si svolgono per i vari fidanzamenti e nozze. L'autrice sembra dilungarsi in modo troppo compiaciuto su questi passaggi, incredibilmente tralasciando ad esempio i riferimenti alla maniacale cura della bellezza, alle nevrosi e alle lancinanti emicranie dalle quali era afflitta la contessa e che pare fossero proprio all'origine dei delitti (sembra trovasse sollievo ai dolori grazie ad essi). Ripeto, devo ancora capire perché questa nobile signora, a leggere il libro, fosse considerata "nera", visto che ad ispirarle le "punizioni" alle fanciulle erano così nobili intenti. Troppo, troppo apologetico. Se vi interessa sapere qualcosa di autentico riguardo a questa figura, passate oltre. Vi ricordo che questa "infelice eroina" che doveva farsi largo a gomitate per mantenere il suo status sociale, a quanto dice la scrittrice, che sembra essere solo una vittima, sostanzialmente, di una società crudele, risulta aver ammazzato ben 613 ragazze(un numero di "punizioni" un po'eccessivo,non vi pare?):vi risparmio i dettagli.

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    Mattia

    23/07/2011 17.47.12

    Biografia romanzata della contessa Báthory, serial killer Ungherese vissuta fra il 1500 ed il 1600. Il romanzo risulta molto dettagliato dal punto di vista storico, la scrittura è scorrevole seppur discretamente descrittiva e lo stile adottato permette di mantenere alto l'interesse del lettore anche in quei tratti del racconto che potrebbero altrimenti risultare noiosi. E'la contessa stessa, attraverso delle lettere per il figlio, a raccontarci la sua vita, le sue disgrazie e la sua sorte.. ciò fa si che i fatti narrati risultino molto addolciti rispetto alla realtà e quasi privi di ogni traccia di colpa, crimine, pazzia o violenza ingiustificata. Sono centinaia i servi e le sguattere torturate ed uccise dalla contessa; la storia e la leggenda ci dicono che gli omicidi avvenissero per vezzo e puro gusto sadico, il romanzo ci racconta invece una storia diversa basata su un'imparziale inconsapevolezza da parte di una donna sola, più volte tradita che riponeva nella violenza l'unica arma di difesa per mantenere intatto il proprio potere e le proprie terre. Non si accenna alle storie e/o leggende che vedrebbero la contessa come praticante di stregoneria o bevitrice di sangue, il libro non è certamente da considerarsi una vera biografia storicamente attendibile ma se lo si prende per quel che è, ovvero un romanzo, allora non credo che se ne potrà restar delusi

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    Manuel

    29/06/2011 08.36.24

    Affascinante. Erzsébet Bàthory è entrata a pieno titolo tra i miei personaggi storici preferiti. Ha tutte le peculiarità necessarie: una donna potente, nobile, raffinata, acculturata e con quell'altezzoso cipiglio che solo un'aristocratica dei ranghi più illustri sa all'occorrenza sfoggiare. Un po' folle... ma checché se ne dica, non la biasimo.

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    chiara

    23/05/2011 08.43.37

    Scritto molto bene, rilevante dal punto di vista storico, contiene descrizioni puntuali ma mai noiose della vita di corte, dei paesaggi, degli anni che passano. Il punto di vista della protagonista rende questo personaggio storico molto più umano di quanto non lo sia stata in realtà. Ho letto notizie sulla contessa Bathory solo dopo aver terminato questo libro e ne sono rimasta quasi sconvolta; si, perché se non si conosce chi é stata davvero la contessa sanguinaria, attraverso questo romanzo si rischia di affezionarsene e quasi dispiacersi del suo destino...

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    miki

    20/05/2011 11.56.41

    è un bel libro....mai banale o scontato..consiglio a tutti di leggerlo perche è veramente bello!!!!

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    Patricia

    12/05/2011 22.16.25

    bello, anche se non l'ho trovato uno dei migliori nella tipologia storica.

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    claudia

    28/04/2011 00.04.20

    Un libro scritto in maniera scorrevole eppure raffinata, un affascinante affresco storico. Mi ha intrigato subito, fin dal titolo e dalla copertina; quando ho letto che si trattava della celebre Elizabeth Bathory, poi, non ci ho pensato due volte. Le descrizioni dei luoghi dell'Ungheria dell'epoca sono suggestive - le paludi di Ecsed, le strade che si inerpicano sui Carpazi, i sontuosi castelli di Sarvar e Csejthe, e la ricca Becs(Vienna). Un altro punto notevole è l'accuratissima ricostruzione storica, di eventi, ambientazioni e usanze. La prima parte del libro, quella che descrive l'infanzia e l'adolescenza di Erzsebet, è sicuramente quella che cattura di più, pervasa quasi da un che di magico. Il matrimonio a soli 14 anni e un marito distante portano la giovane contessa a sviluppare un odio tenace verso le serve "volgari, ignoranti e arroganti". Erzsebet descrive in prima persona le punizioni da lei ritenute giustamente inferte a ladruncole e sgualdrinelle, ma quasi en passant, indulgendovi pochissimo e tornando presto a parlare della sua vita privata e della sua quotidianità di nobildonna, di vedovanza, figlie e ricchi banchetti. Ne emerge un ritratto magnifico di dama cinquecentesca, ben lontano però dalla tradizione che vuole la contessa come assassina sanguinaria, vampiro, strega. Ecco, forse è questa la debolezza del racconto, che tende a edulcorare fin troppo i crimini commessi; chi aspetta di trovarvi bagni di sangue di vergine, stregonerie e violenze alla De Sade rimarrà deluso. Del resto la narrazione in prima persona vincola la storia al punto di vista di Erzsebet, che in cuor suo rimarrà convinta fino all'ultimo di non aver fatto nulla di male.

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    chiara

    19/04/2011 00.42.55

    ho divorato questo romanzo in tre incursioni da un centinaio di pagine l'una. la storia, i personaggi, l'ambientazione, lo stile della scrittura: tutto concorre ad appassionare il lettore. lo consiglierei, sebbene a tratti la vicenda sia molto cruda

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    Eliza

    28/03/2011 13.52.17

    Dalla trama mi ispirava moltissimo, invece l'ho trovato piuttosto noioso..peccato..

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    Marcello Rice

    21/03/2011 12.45.15

    Letto in pochi giorni! che dire? bellissimo! anche se la figura della contessa la immaginavo molto sadica devo dire che questa donna è una figura cosi forte, cosi affascinante......cosi triste e sola! Mi è dispiaciuto moltissimo per il suo triste destino, una donna come lei meritava una vita ben diversa.....comunque complimenti all'autrice il libro è squisitamente bello!

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    camilla

    09/03/2011 18.25.55

    Bel libro che consiglio anche se la storia è molto cruda, ed è purtroppo vera, l'autrice è riuscita a narrare una terribile vicenda senza cadere nello squallido e nel torbido, riuscendo a tenere alto l'interesse del lettore fino alla fine.

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    erica

    25/02/2011 13.50.13

    Un lilbro ben scritto, appassionante, per quanto crudo e duro in certi punti, ma mai scontato o banale. Lo consiglio.

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    Darvulia

    12/02/2011 16.25.16

    Consiglio questo libro, per trascorrere una piacevole giornata di lettura ^.^(anche se la storia non è delle più felici).

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