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José A. Ullate Fabo

Traduttore: F. Niola
Collana: Rivelazioni
Anno edizione: 2005
Pagine: 220 p. , Rilegato
  • EAN: 9788820039233

Recensioni dei clienti

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    Fabio

    20/06/2006 10.02.25

    E' davvero un ottimo libro che smaschera con sapienza gli imbrogli letterari di Dan Brown. Da leggere, specie per chi è rimasto intossicato dal Codice Da Vinci.

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    Davide Gorga

    27/05/2006 21.41.05

    Ad un romanzo come il "Codice da Vinci" che riporta luoghi, fatti, persone reali, si può ragionevolmente attribuire il ruolo di "romanzo storico", ed il presupposto di questo genere letterario è per l'appunto un'attenta documentazione. Questo libro, che sin dal titolo si dichiara apertamente "Contro", può essere stato scritto solo per far soldi (non ci sarebbe nulla di strano), può dare fastidio ai non credenti per la sua impostazione che parte da premesse indubbiamente cattoliche - ma ha un grande merito: rivalutare l'analisi storica e ribadire che la precisione nella ricostruzioe di un contesto culturale dev'essere attenta e cosciente. Il dibattito è aperto, sinché si rimane nell'ambito di discorsi seri e sensati questo non può che giovare a chi ha voglia di ragionare con la propria mente. A mio avviso, un buon libro.

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    sabrina

    18/05/2006 18.11.46

    ho letto il codice da Vinci con passione....passione solo per il semplice fatto che è pura fantasia.Su quale criterio D.Brown puo sostenere che il dipinto di L.Da Vinci non è una cena bensì un matrimonio??complimenti a D.Brown per la sua mente diabolica perchè grazie ad essa è riuscito ad ammucchiare un mare di soldi puntando soprattutto sul dubbio umano...!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    Luca G.

    15/05/2006 08.55.53

    Semplicemente...gustoso. Da leggere per chi è appassionato di storia e teologia (non del codice).

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    emanuela

    02/05/2006 20.52.28

    Sono pienamente a favore di Contro il codice da vinci, in quanto ormai è noto che Dan Brown non ha scoperto proprio un bel niente e ha fatto degli errori macroscopici. Silvia, ma come comparare la storia, ovvero i fatti realmente accaduti con la pura fantasia?

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    Silvia

    29/04/2006 14.18.08

    Provate a ragionare: qual'è il vero motivo per cui questo autore ha scritto "Contro Il Codice Da Vinci"? Se provate a ragionare troverete che la rispostà è: solo per fare soldi. Visto che il bellissimo e insuperabile "Codice Da Vinci" ha riscosso moltissimi soldi e un successo incomparabile, questo autore ha pensato bene che se avesse scritto un libro che riportava proprio il contrario avrebbe fatto soldi anche a lui. Indipendentemente dal fatto che nel "Codice Da Vinci" sia scritto il vero o meno, è sempre un romanzo che sfrutta la storia di uno storico inventato, quindi non bisorrebbe provocarlo così pesanetemente come ha fatto Ullate Fabo José A.

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    Franco

    24/04/2006 12.13.42

    Bel libro che affronta con dovizia di particolari gli argomenti storici e il romanzo. 5/5

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    Giulio Testi

    18/04/2006 09.29.17

    Libro molto bn argomentato che spiega storicamente da un punto di vista scientifico i motivi pseudonarrativi del Codice da Vinci. Consigliatissimo per gli appassionati di storia. Voto massimo.

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    Giulia Resti

    25/01/2006 11.54.00

    Bel libro, piacevole e interessante. Spazza via Dan Brown in un boccone. Non è un romanzo ma va dritto al punto.

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    Chiara

    01/12/2005 11.02.50

    Libro inutile, che nulla aggiunge a tutto quello che è stato fritto e rifritto in secoli di dogma. Vorrei ricordare a quanti sbraitano contro la pericolosità di Dan Brown e la sua "ignoranza", che la fantasia narrativa non ha mai mietuto vittime mortali, se non quelle di chi non è capace di pensare con la propria testa. Al contrario i dogmi "annunciati" e poi modificati ad iuvanda dopo secoli, di vittime ne hanno mietute parecchie. Si può credere, o non credere. E' una scelta personale. Ma non dimenticate quanto è facile cambiare le regole del gioco, per chi tiene le carte in mano. Chi conosce la storia di Maddalena (prima prostituta penitente, poi apostola apostolorum) capisce cosa intendo. Svegliatevi, è ora.

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    Hae

    19/11/2005 11.59.20

    Sono completamente d'accordo con chi mi ha preceduto nel commento. Il testo di Dan Brown non è un caso filologico-esegetico degno di attenzione ma una trovata commerciale che merita l'attenzione adeguata al caso (la medesima attenzione che meriterebbe Loredana Lecciso se si mettesse a parlare di protocristianesimo a "Buona Domenica"). Dan Brown non è uno studioso accreditato a livello internazionale ma, più semplicemente, un furbetto dalle buone doti narrative e con ottime capacità di sfruttare l'ignoranza e la credulità di milioni di lettori AMERICANI e, ahimé, anche europei. Inutile confutarlo: si confuta da sé.

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    Franco Morettini

    11/11/2005 20.47.49

    Chi non ha apprezzato il "Codice da Vinci" le inverosimiglianze o, più spesso, le grosse stupidaggini scritte da Dan Brown, non deve cercare in questo libro la sua riscossa, anche se la prima parte del libro sembra orientata in questa direzione.</br> Purtroppo l'autore risente in maniera quasi esasperata il suo compito di riabilitare la Chiesa e questa pedanteria travolge la rilettura in termini critici del libro di Brown, purtroppo la preparazione teologica di Ullate Falbo è molto modesta e non riesce ad andare, soprattutto come scrittura, al di sopra della spiegazione di un maestro di dottrina che prepara i ragazzini alla cresima.</br> Le vere incongruenze di Dan Brown, soprattutto nella lettura dei capolavori di Leonardo, vengono accennate, anche se in maniera puntuale, mentre il resto del libro si perde nella reprimenda dello gnosticismo di Brown, il mito della Dea Madre e nella sconfessione del panteismo New Age.</br> Dan Brown non va represso ma va deriso, perchè oltre ad essere un romanzo e non un saggio o un manifesto, diffonde tra i suoi lettori un'interpretazione iconologica completamente falsa, e chi diffonde ignoranza è comunque un soggetto "pericoloso".

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    PALADINO

    01/11/2005 02.44.15

    Io di fessi che hanno preso sulserio il codice da vinci ne conosco davvero parecchi, quindi un libro che mostra come stanno realmente le cose mi sembra necessario. Certo, poi c'è chi ci maligna sopra, e crede che questo genere di libri sono scritti solo per sfruttare la fama di un romanzo di successo, ma in genere chi la pensa cosi non ha a cuore la verità dei fatti storici.

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    seraf

    17/10/2005 14.21.18

    un libro gustoso, documentato, ironico e scorrevolissimo! x quelli che hanno ingiuriato senza aver letto.. continuate così e tenetevi i dogmi di papa Dan Brown I!

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    Matteo

    13/10/2005 18.03.55

    Mamma mia. pietà per favore. risparmiateci. son superd'accordo con chi dice che questi innumerevoli libri contro il codice lo facciano solo per invidia per il successo accumulato da Dan Brown che nolenti o volenti, fa sempre strage di vendite quando pubblica un proprio libro. poi come qualcuno ha sottolineato, come si fa a discutere di un libro che chiaramente all'inzio, viene presentato come un thriller e un romanzo e non un libro storico? a me sembra sempre piu' che i veri libri commerciali, pubblicati cosi' tanto per vendere e aggiungere, da parte degli autori, un ulteriore nota alla loro bibliografia, siano proprio questi. quanti ne saranno usciti della stessa pasta e quasi della stessa copertina? 20? e ora aspettiamoci un'altra marea su Angeli e Demoni e poi anche su La Verità del Ghiaccio. trovo patetico questo modus operandi. e anche oserei dire, superficiale e ipocrita.

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    Mario

    03/10/2005 13.01.49

    Ottimo libro che fa luce sui vari fraintendimenti e che tutti dovrebbero leggere (o almeno quelli che hanno letto il Codice Da Vinci e lo valutano come testo storico e non come romanzo di fantasia)

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    Dodo

    28/09/2005 16.13.49

    SONO D'ACCORDISSIMO CON "gianbat"...STANNO TUTTI APPROFITTANDO DEL SUCCESSO DEL CODICE DA VINCI E SICCOME NON POTRANNO MAI REPLICARE (IL SUCCESSO) SONO COSTRETTI A TROVARE IL MODO PIU' MESCHINO PER ENTRARE IN CONCORRENZA...OGNI CRITICA E' BEN ACCETTA PERO' SCRIVERCI UN LIBRO INTERO....POI SE CI FATE CASO ANCHE LE COPERTINE SONO TUTTE UGUALI...SECONDO ME GIOCANO ANCHE SUL FATTO CHE MOLTI DISTRATTAMENTE COMPRINO IL LORO AL POSTO DI QUELLO DI DAN BROWN!!!

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    Gianbat

    02/09/2005 17.54.17

    Ma che analisi critica si può fare su un libro che scrive chiaramente in prima pagina "Questo libro è un'opea di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, è assolutamente casuale"??? L'impressione è che tutti questi libri tentino di seguire la scia di successo dell'originale.

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    Giorgio

    29/08/2005 17.15.54

    Ok, Ok, Il Codice da Vinci è un romanzo di fantasia, un romanziere scrive quello che vuole, non rompiamogli le scatole ecc ecc..., ma se un romanzo parte da dati e documenti reali, storici (i Templari, La Gioconda e il Cenacolo di Leonardo, i Vangeli apocrifi) per poi fare affermazioni di fantasia verosimili, plausibili (soprattutto per chi è incline a credere che sotto sotto, nella storia, ci sia sempre la regìa complottarda di Chiesa e potenti), allora come si fa a capire dove finisce la realtà e comincia la finzione? E se un libro ti induce a prendere per reali cose del tutto inventate (dicendoti tra l&#8217;altro che «tutte le descrizioni[...] di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realtà», come ha ricordato Faramir76) allora più che finzione è inganno. Io ci stavo cascando (non che sia arrivato a pensare che Gesù avesse sposato la Maddalena, che con la figlia sarebbe scappata in Francia, non esageriamo&#8230;, ma che fosse esistito un Priorato di Sion, e che Leonardo ne fosse stato il Gran Maestro, e che&#8230;, sì insomma, che molte cose contenute nel romanzo potessero essere vere sì); e mia moglie ci stava cascando; e un sacco di gente c&#8217;è cascata. Ben vengano quindi i libri che ci aiutano a mettere a fuoco le &#8220;mistificazioni&#8221; di Dan Brown (volute, ovviamente: dài&#8230; non siamo così ingenui da pensare che Dan Brown non l&#8217;avrebbe mai detto che lo avrebbero preso sul serio). Le prime due parti del libro, però, non le ho apprezzate granché: troppo polemiche, troppo faziose (anche se utili per capire gli errori e le bugie profusi da Brown nel romanzo). La terza parte, invece, si allontana dalla trama del romanzo per fare un discorso di ampio respiro sull&#8217;attualità di gnosi e ecofemminismo e sulle loro caratteristiche; questa parte, insieme alla postfazione di A. Livi, l&#8217;ho trovata molto intelligente: un punto di vista interessante su una mentalità relativista e scettica molto dffusa.

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    Karol

    19/06/2005 21.49.12

    Buono il procedimento distruttivo delle tesi sostenute da Brown. Non molto elegante lo stile.

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