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La conversazione. Un'introduzione allo studio dell'interazione verbale

Renata Galatolo,Gabriele Pallotti

Collana: Saggi
Anno edizione: 1999
Pagine: 410 p.
  • EAN: 9788870785715

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Lingue, dizionari, enciclopedie - Linguistica, lingue straniere e dizionari - Dizionari, grammatiche, opere generali - Guide per parlare in pubblico

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recensioni di Aston, G. L'Indice del 2000, n. 06

Lo studio della conversazione spontanea è dominato dalla Conversational Analysis (CA), nata dai corsi del sociologo Harvey Sacks. Gli addetti alla CA si sono guadagnati fama di essere di ostica lettura sia per la loro maniera di scrivere sui dettagli del parlato, sia perché trattano dati conversazionali inglesi autentici, difficilmente comprensibili per il non-nativo: di conseguenza questi studi hanno avuto in Italia una diffusione limitata. Questo volume, che raggruppa quattordici saggi appositamente scritti da studiosi italiani della conversazione, si propone come introduzione per non-specialisti che desiderano farsi un'idea degli scopi, dei metodi e dei risultati ottenuti sia in CA sia in altri approcci all'analisi dell'interazione verbale che possono esserne complementari - dall'interazionismo simbolico di Goffman alla filosofia del linguaggio, alla psicolinguistica, all'etnografia della comunicazione.
La prima parte introduce i concetti e i metodi della CA e chiarisce i suoi rapporti con altre teorie della comunicazione orale. G. Fele fornisce una lucidissima descrizione delle origini etnometodologiche della CA, mentre L. Gavioli delinea i principali meccanismi conversazionali identificati da Sacks e dai suoi alunni negli anni settanta. M. Sbisà si sofferma sui punti di contatto con la ben più nota teoria di Austin e Searle degli atti linguistici; F. Bercelli ci porta dall'atto alla nozione più estesa di attività linguistica, e ai rapporti fra CA, il frame analysis di Goffman e i contextualisation cues di Gumperz; M.P. Pozzato fornisce due applicazioni a dati conversazionali della semiotica strutturale di Greimas; D. Zorzi esamina le norme conversazionali da un punto di vista contrastivo, sottolineando divergenze fra l'inglese e l'italiano.
I primi saggi della seconda parte del volume si focalizzano invece su particolari fenomeni discorsivi all'interno della conversazione. S. Stame propone la teoria della duplicità funzionale dei marcatori discorsivi, tesi a mediare fra accordo e disaccordo fra gli interlocutori; M. Mizzau esamina la "finzione" del discorso riportato e la sua funzione all'interno della conversazione; C. Bazzanella esamina le ripetizioni e, in particolare, la loro funzione come indice di comprensione reciproca; R. Galatolo esemplifica i vari tipi di malintesi linguistici che possono sorgere nell'interazione analizzando un talk show televisivo. I saggi rimanenti offrono spunti che allargano gli scopi della CA tradizionale. S. Contento propone uno studio del ruolo della gestualità nell'interazione e della sua sincronizzazione con la parola; A. Fasulo offre una rassegna della ricerca sull'acquisizione della competenza conversazionale; P. Violi e P. Coppock esaminano le caratteristiche degli scambi e-mail e delle interazioni on line in "ambienti virtuali".
In conclusione al volume, G. Pallotti offre una guida pratica alla raccolta di dati conversazionali. Il lettore che ha trovato stimoli allo studio della nostra quotidianità trova così un'utilissima guida fai-da-te per poter iniziare ricerche proprie. A complemento del lavoro sarebbe forse stata utile una discussione dei metodi di codifica dei dati per renderli elaborabili e scambiabili su computer, rendendoli così più facilmente accessibili ad altri studiosi, e permettendo quella replicabilità e quella solida base quantitativa che la CA stenta tuttora a guadagnarsi.