Recensioni Il corpo

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    17/01/2018 16:38:09

    Un mix consueto: passione senile e femme fatale diventa nelle mani di Giorgio Montefoschi una costruzione letteraria originale che ha come teatro Roma, di cui viene minuziosamente evocata la topografia, ma anche le Dolomiti, simbolo di fuga e rigenerazione. Protagonista è una estenuata borghesia romana i cui valori, intrisi di perbenismo, non sanno più dare senso all’esistenza e da cui la gioia e la soddisfazione vera e profonda arretrano verso orizzonti via via più lontani. Lo testimoniano i dialoghi, punto di forza del romanzo, dialoghi quotidiani, essenziali, banali, dietro le cui pieghe si cela tutto il non detto, il non agito: onde incessanti di progressiva insicurezza, distillati di infelicità. E intanto il corpo trionfa, il corpo si ammala, il corpo risorge, il corpo declina. Il racconto di Montefoschi parte sommesso, decolla piano, sembra perdersi nel dettaglio e nel frammento. Ma durante il viaggio dispiega tutta la sua potenza, rivelando così la stoffa di un vero scrittore.

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