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Cronaca di un suicidio

Gianni Biondillo

Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 191 p., Brossura
  • EAN: 9788850236879
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    Vincenzo

    02/07/2017 06.33.57

    E' una non indagine di Ferraro, un caso in cui l'Ispettore inciampa con sua figlia. La trama non e' avvincente come altre, ma e' il mezzo con cui Biondillo racconta le sfaccettature del suo personaggio per riflettere sul rapporto padre figlia, sulla crisi che sta attraversando l'Italia, sull'impotenza dei singoli contro le Istituzioni bancarie. Un racconto cinico, disilluso, alla fine lascia un po' d'amaro in bocca.

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    Daniele B.

    07/10/2015 10.19.39

    Romanzo assai differente rispetto ai precedenti. Come già riportato da altri lettori, in questa nuova indagine dell'ispettore Ferraro sua figlia assume un ruolo quasi centrale. Le piacevoli descrizioni dell'autore sono ancor più apprezzabili e curate del solito, con lui si riesce addirittura ad assaporare la desertica Milano d'agosto.

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    alida airaghi

    02/08/2015 15.37.37

    Che fatica arrivare alla fine di questo romanzo di Gianni Biondillo! Le prime pagine scorrono abbastanza veloci, con l'ispettore Ferraro e la figliola adolescente che ritrovano la barca abbandonata di un presunto suicida, le schermaglie verbali e pseudoletterarie tra babbo in pinguedine e giovinetta perspicace: ma subito dopo si incagliano, anche formalmente, nella descrizione della patetica esistenza del protagonista della tragedia. Giovanni Tolusso, geometra riciclatosi sceneggiatore, figlio di poveri emigrati friulani condannato anche caratterialmente alla marginalità, travolto economicamente da una cartella esattoriale Equitalia, e buggerato dal mondo intero: l'elemento thriller affiora solo nel finale, imprevisto, confuso, poco credibile. Priva di qualsiasi invenzione o originalità linguistica, la prosa è lenta e costruita nei dialoghi, superficiale nelle descrizioni. Con minimi sforzi di scavo nella psicologia dei personaggi -e accontentandosi piuttosto di rimasticare datate letture sociologiche sull'eclissi di valori etici e culturali nella vita contemporanea-, l'autore si limita a narrare i fatti oggettivandoli con banalità, forse proprio perché le situazioni narrate e i loro attori risultano oggettivamente banali. Chi ha acquistato questo libro si è forse lasciato sedurre dalla dichiarazione di stima che Marco Belpoliti (uno dei nostri massimi critici letterari) ha sprecato nei riguardi di Biondillo, citando come suoi ispiratori nientemeno che Gadda (il sommo Gadda, caleidoscopico e immaginoso maestro della lingua italiana novecentesca!) e Giorgio Scerbanenco (scrittore egregio di gialli egregi, troppo sottovalutato e snobbato dall'intellettualità nostrana: come dimenticare la sua "Milano nera", i suoi crudelissimi personaggi, le ambientazioni geniali, la sua scrittura vivacissima e curata?). Anni luce da Biondillo, purtroppo.

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    Daniele B.

    02/07/2015 13.08.28

    Con questo noir Biondillo torna a farci apprezare il suo personaggio meglio riuscito: l'Ispettore Ferraro, complimenti.

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    Paolo

    05/12/2013 15.06.16

    ...Un libro diverso dagli altri per Biondillo, con la figlia che assume un simpatico ruolo preponderante, un libro più "sociale" e di attualità che vero giallo ... Quarto Oggiaro ed i suoi personaggi rimangono sullo sfondo, qui è la componente più amara e disincantata che prevale ...Vi è un'alternanza di belle pagine, illuminanti descrizioni e di altre scontate ed un po' stanche ... il finale è a sorpresa e risolleva l'insieme con un tocco di ironia ... Non è un brutto libro, anzi, ma gli altri precedenti erano meglio ...

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    Alberto

    01/11/2013 09.13.34

    Letto in un fiato, con un solo intervallo quello della cena. Meglio di altre volte Biondillo cattura il lettore e lo tiene avvinto fino all'ultima pagina con un tema sociale (vedi anche "In nome del padre"), infatti non è un giallo e nemmeno un poliziesco, ma piacerà anche agli appassionati di questi generi. Non valuto un romanzo dalla quantità delle pagine, se è bello, scritto bene, con una trama azzeccata, vanno bene anche i capitoli alla "Vitali". Detto questo cosa dire? Leggetelo ! non vi pentirete, è un concentrato di umanità, molto attuale nel tema. Giulia è diventata adulta se non per l'età, lo è per la maturità mostrata verso Barbara e perché ... mi fermo per non sciupare il finale. Bravo Biondillo !!

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    maurizio .mau. codogno

    08/10/2013 12.57.13

    Ritorna l'ispettore Ferraro. Sempre milanese, anche se il giallo inizia a Roma, dove era andato in vacanza con la figlia per qualche giorno. Ferraro sente la mezza età che ormai incombe, sente che la figlia Giulia ormai sta per crescere davvero, ma soprattutto si sente uno sbirro dentro, anche sfortunato tra l'altro; a chi capita di trovare in mare una barca con effetti personali di una persona e una lettera in cui costui afferma di stare per suicidarsi? Il libro alterna il punto di vista di Ferraro con quello delle ultime settimane di Giovanni Tolusso, sceneggiatore che come tante, troppe persone si è rimprovvisamente ritrovato fagocitato dalla crisi di questi anni. E biisogna dire che Biondillo ci va giù sul pesante, non sono pagine da leggere così a cuor leggero. Si vede Tolusso perdere rapidamente tutto, anche la propria dignità, fino ad arrivare a un suo gesto estremo. Come dicevo, sono pagine scritte molto bene, direi meglio di quelle con protagonista l'ispettore. Però una cosa da dire c'è: questo libro mi ha ricordato i tempi in cui scrivevo le mie tesi, o se preferite i romanzi di Andrea Vitali. Più che un romanzo è un racconto lungo: e per allungare il numero di pagine si è ricorsi ai vecchi trucchetti di fare tanti capitoletti brevi che finiscono all'inizio di una nuova pagina, per non parlare delle sezioni che lasciano anche una pagina bianca. Su, siamo ormai tutti grandi... P.S.: quando postai questa recensione sul mio blog, Biondillo commentò affermando che lui scrive ciascun libro nella lunghezza che a suo parere è quella giusta. Non ho problemi a credergli: resta il fatto che io sono uno di quelli che avrebbe preferito che il libro (con lo stesso testo) fosse di 140 pagine e non di 180.

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    Paolo

    21/08/2013 13.31.39

    Un libro molto bello. Con i tratti del Giallo ma anche un fondo romantico. Lo suggerisco.

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    Ivan

    01/07/2013 12.05.11

    Consigliato da un mio caro amico. E' un autore magnetico. Non riesci a staccardi dalla pagine. Aperto e chiuso in poco più di tre ore di lettura senza soluzione di continuità. Il suo stile è un misto tra Scerbanenco e Kafka. Un struttura narrativa mai scontata,lineare, in crescendo. Per tutti gli amanti dei gialli è un romanzo imperdibile.

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    iakka60

    30/05/2013 16.05.20

    questo volta l'amico Biondillo non mi ha "intrigato" come i suoi precedenti, peccato; forse perche' la storia risulta essere meno giallista,meno thriller,ma piu' umana, sociale, forse (a mio giudizio) qualche colpo di scena in piu' (qui invece solo uno verso la 2a parte del libro) e un po' piu' di azione (con la partecipazione di tutti i "vecchi e noti" personaggi) avrebbe sicuramente "aiutato" tutta la storia; mi auguro quindi che il Biondillo di una volta possa presto ritornare con nuovi racconti piu' intriganti ed emozionanti

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    mauro

    23/05/2013 17.57.22

    Biondillo mi conquista sempre; dai suoi romanzi spira umanità e intelligenza. La trama di questo è bella e l'idea geniale, da leggere. M

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